canti liberi e stendardi come un cielo

Ecco l’mp3 – lo avevo promesso a dicembre – de La Comunarda, la canzone il cui testo ho scritto insieme al camarade Francesco Forlani, e che fa parte del repertorio del mio ensemble rock libertAria. Questa è una versione provvisoria, presto metterò su youtube una versione live con Daniele Sepe – e a venire, prima dell’estate prossima, un cd con una versione un po’ migliore. Il testo della canzone è qui. L’mp3 lo si scarica cliccando qui: 01-la-comunarda. (Qui, invece, c’è il myspace con qualche altro brano).

Ne approfitto per segnalare la partecipazione di libertAria, sabato venturo dalle 22 in avanti al circolo Fienile di Viareggio (via del Pastore 1), a un concerto per ricordare Umberto Franceschini, un ex militante di Lotta Continua molto attivo e amato, morto il 10 agosto scorso. Un ricordo che significa, anche, tornare a far vivere qualche senso di quella comunità: non una rimpatriata, dunque, ma una reviviscenza. Perché di queste radici, oggi, si ha bisogno.

m. r,

marco rovelli

Marco Rovelli nasce nel 1969 a Massa. Scrive e canta. Come scrittore, dopo il libro di poesie Corpo esposto, pubblicato nel 2004, ha pubblicato Lager italiani, un "reportage narrativo" interamente dedicato ai centri di permanenza temporanea (CPT), raccontati attraverso le storie di coloro che vi sono stati reclusi e analizzati dal punto di vista politico e filosofico. Nel 2008 ha pubblicato Lavorare uccide, un nuovo reportage narrativo dedicato ad un'analisi critica del fenomeno delle morti sul lavoro in Italia. Nel 2009 ha pubblicato Servi, il racconto di un viaggio nei luoghi e nelle storie dei clandestini al lavoro. Sempre nel 2009 ha pubblicato il secondo libro di poesie, L'inappartenenza. Suoi racconti e reportage sono apparsi su diverse riviste, tra cui Nuovi Argomenti. Collabora con il manifesto e l'Unità, sulla quale tiene una rubrica settimanale. Fa parte della redazione della rivista online Nazione Indiana. Collabora con Transeuropa Edizioni, per cui cura la collana "Margini a fuoco" insieme a Marco Revelli. Come musicista, dopo l'esperienza col gruppo degli Swan Crash, dal 2001 al 2006 fa parte (come cantante e autore di canzoni) dei Les Anarchistes, gruppo vincitore, fra le altre cose, del premio Ciampi 2002 per il miglior album d'esordio, gruppo che spesso ha rivisitato antichi canti della tradizione anarchica e popolare italiana. Nel 2007 ha lasciato il vecchio gruppo e ha iniziato un percorso come solista. Nel 2009 ha pubblicato il primo cd, libertAria, nel quale ci sono canzoni scritte insieme a Erri De Luca, Maurizio Maggiani e Wu Ming 2, e al quale hanno collaborato Yo Yo Mundi e Daniele Sepe. A Rovelli è stato assegnato il Premio Fuori dal controllo 2009 nell'ambito del Meeting Etichette Indipendenti. In campo teatrale, dal libro Servi Marco Rovelli ha tratto, nel 2009, un omonimo "racconto teatrale e musicale" che lo ha visto in scena insieme a Mohamed Ba, per la regia di Renato Sarti del Teatro della Cooperativa. Nel 2011 ha scritto un nuovo racconto teatrale e musicale, Homo Migrans, diretto ancora da Renato Sarti: in scena, insieme a Rovelli, Moni Ovadia, Mohamed Ba, il maestro di fisarmonica cromatica rom serbo Jovica Jovic e Camilla Barone. 

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  12 comments for “canti liberi e stendardi come un cielo

  1. gregorio facile
    3 ottobre 2008 at 08:25

    il link punta a un .wma

  2. véronique vergé
    3 ottobre 2008 at 09:06

    Complimenti. Mi rammento benissime della comunarda proposta l’anno scorso.
    Questione: ho la voglia di tornare in Italia. Dove posso procurarmi il CD?
    Penso che alla Fnac, non c’è.

  3. maria(v)
    3 ottobre 2008 at 09:45

    carissimo compagno marco ;-)
    i miei migliori auguri per l’uscita del tuo album
    spero di ascoltarti presto live, magari come suggerisce véronique, alla fnac del vomero, con i tuoi amici Têtes de Bois e stavolta pure Daniele Sepe e maestro Forlani
    o magari no, magari torno a riacciuffarti a fuorigrotta perché invece il concerto lo tieni nientepopodimeno che al San Paolo, insieme ad Iggy ;-)

    Ti abbraccio con affetto e Hasta Siempre Comunarda ;-)

  4. 3 ottobre 2008 at 10:36

    Uh che bella, grazie!

  5. soldato blu
    3 ottobre 2008 at 10:47

    Molto bella “La comunarda”. Complimenti a Marco e a Francesco.

    Purtroppo non potrò essere a Viareggio per la commemorazione di Umberto Franceschini.
    Ricordo che, ancora prima della fondazione di Lotta Continua e di Potere Operaio, i quattro sparuti gatti che daranno loro vita, allora senza sede,
    usufruivano dell’ospitalità dei circoli anarchici della Versilia. Da Pisa a Massa.

    Oltre Umberto Franceschini, un altro compagno, anche lui molto attivo e amato, che frequentava quelle riunioni, è morto qualche mese fa.
    Fu lui, Michelangelo Caponetto, che, in contatto con “i pisani”, organizzò il primo nucleo del movimento a Firenze.
    Mi piacerebbe che qualcuno lo ricordasse, durante il concerto al circolo Fienile di Viareggio.

  6. véronique vergé
    3 ottobre 2008 at 10:54

    Cucù Maria!

    Cerco una manera di avere il CD. Allora si trova alla Fnac o no? Non ho ben capito dove procurarmi il CD.
    Sarebbe bello se potevo ascoltare un concerto di têtes de bois e dei maestri effeffe e Marco
    in compagnia di Maria.
    Ma forse si farà… Lo spero.

  7. 3 ottobre 2008 at 13:05

    Grazie dei complimenti, sono molto contento che agli indiani piaccia!
    Il disco per adesso lo si trova solo in mentis dei – questa registrazione è casalinga – dobbiamo ancora entrare in studio per farlo – e lo faremo quando avremo un po’ di soldi – e un’etichetta – per questo ci stiamo attrezzando – ma se Tremonti non avesse fatto la sua leggina sull’editoria saremmo già in studio – invece bisogna ancora procedere a tentoni.

    Michelangelo Caponetto – me ne ricorderò – ne parlo con Ovidio (Bompressi), è lui ad aver organizzato la giornata.

    Allora ci vediamo a fuorigrotta, Maria! ;-)

  8. francesco forlani
    3 ottobre 2008 at 16:22

    Marco però il concerto lo apriamo io e te con questa

    effeffe

  9. 3 ottobre 2008 at 17:18

    Ma come, questo non era il pezzo forte del nostro cabaret post-brechtiano d’estrema dada-sinistra? – lo abbiamo annunciato al mondo, adesso ci tocca – o vogliamo un’Annunciazione senza l’ipostasi dell’Incarnazione? Sì, forse sarebbe più dada…

  10. véronique vergé
    4 ottobre 2008 at 14:32

    Eh! Molto divertente la canzone …

  11. 4 ottobre 2008 at 19:10

    bel testo, bella canzone.

  12. plessus
    5 ottobre 2008 at 16:11

    Bella la canzone, Marco e Francesco
    per l’etichetta, non so se vi può essere utile questo link
    http://www.altipiani.it/chisiamo.asp
    E’ nata da un’idea di qualche speaker di radiorock di roma, tra gli altri.
    Però non conosco nessuno, di persona.
    Hasta la victoria anche per la vostre carriere rock!

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