La nostra filosovietica costituzione

16 febbraio 2009
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di Francesca Matteoni

Volevo fare questo post circa una settimana fa, quando l’attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, se n’è uscito con il suo giudizio ‘politico’ sulla nostra costituzione (nostra, un aggettivo possessivo che non mi sento di declinare per il suddetto presidente), scritta per tutti gli italiani e non per uno o l’altro schieramento di partito, altra cosa che chi ci governa ha dimenticato: si è responsabili di tutto il popolo, non solo di una parte.
Ho poi desistito pensando che in questo paese dove tutto ha la durata dell’emozione e di un’intervista televisiva, così che il giorno dopo può già essere rimosso o addirittura simpaticamente ritrattato, meglio scegliere la lentezza. Meglio imparare a ricordare ogni singola parola che cade come un attentato alla libertà da parte della più profonda ignoranza. Però, sull’onda di una motivata indignazione, in questi giorni sono fioriti i blog che riportavano per intero o a brani la nostra Costituzione, ad ulteriore dimostrazione di una vitalità della rete da non sottovalutare. Ve ne segnalo due, invitandovi a segnalarne altri nei commenti: Ufficio Reclami; Paese d’ottobre.

Qui sotto riporto i Principi Fondamentali della nostra Costituzione che si può leggere integralmente sul sito del Quirinale. Un’ultima precisazione, un ripassino di storia che non fa mai male, nell’epoca della storia italiana secondo Berlusconi: la costituzione fu firmata da tre individui, politicamente assai diversi:
il primo presidente delle Repubblica Enrico De Nicola, liberale ed un tantino filomonachico;
Umberto Terracini, dirigente del Partito Comunista, presidente dell’Assemblea Costituente;
e l’allora presidente del Consiglio assai filosovietico, Alcide De Gasperi, fondatore della Democrazia Cristiana.

PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

Art. 1.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5.

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

Art. 6.

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art. 7.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8.

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.

I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10.

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

Art. 11.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

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38 Responses to La nostra filosovietica costituzione

  1. Immondizie Riunite il 16 febbraio 2009 alle 20:22

    quindi, mi sembra di capire, tu non ammiri berlusconi?

  2. francesca matteoni il 16 febbraio 2009 alle 20:34

    caro immondizie riunite – lo stiro e ammiro in realtà, nella miglior tradizione pubblicitaria.

    detto questo, al di là dei miei personali sentimenti verso costui (ma credimi non sono migliori verso esponenti di tutt’altri schieramenti), penso che stia a noi tutti ricordarci cos’è l’italia e la sua storia. anche facendo cose semplici come rileggersi la costituzione.

  3. gena il 16 febbraio 2009 alle 21:05

    Grazie Francesca, non sarebbe male mandarne una copia tutti i giorni al presidente del consiglio!

  4. Satana il 16 febbraio 2009 alle 21:05

    In ogni caso la Costituzione italiana è ormai scavalcata da quella europea (che è sovietica sul serio) col voto unanime del parlamento italiano e con tanto di applauso ! Ovviamente su un tema così importante non si sono degnati di consultare il popolo…

  5. rodolfo il 17 febbraio 2009 alle 00:46

    Che palle che palle!
    Una volta i giullari si prendevano burla del potere. Ora è il potere che si burla dei giullari!
    Berlusconi è riuscito a rovesciare il gioco.

  6. macondo il 17 febbraio 2009 alle 01:30

    Lettura che mette tristezza. Quale di quegli articoli è stato rispettato, promosso, difeso? Ho la sgradevole sensazione di essere defraudato, già prima che nascessi. Defraudato e indebitato.

  7. macondo il 17 febbraio 2009 alle 01:36

    @ satana,
    ti manca un piccolo passaggio storico. La costituzione europea si chiama (o è nei fatti) neoliberista, attuale fase storica del capitalismo. Ma dov’eri negli ultimi 20 anni, a giocare a carte all’inferno? Cmq, anche il neoliberismo ha il vezzo di non consultare i cittadini. Si ferma alle merci, che come tutti sanno sono mute.

  8. tashtego il 17 febbraio 2009 alle 08:07

    @macondo
    le merci, come tutti sanno, sono l’unica cosa che parla.

  9. manuel cohen il 17 febbraio 2009 alle 08:36

    le merci, come tutti sanno, sono la merda in cui stiamo affogando

  10. francesco forlani il 17 febbraio 2009 alle 09:03

    Dieu merci!
    effeffe

  11. francesco forlani il 17 febbraio 2009 alle 09:10

    una piccola Pop Nota

    quando quest’estate andetti a Cagliari per un matrimonio un’amica con cui avevamo lavorato per una serie di concerti a Torino e che si occupava della Turné di Ligabue mi invitette al suo concerto a Cagliari. Devo dire che non sono un gran fan del cantante però il concerto non fu male. Un momento mi emozionò particolarmente e fu quando sui tre maxi (very maxi) schermi allestiti sul palco cominciò a sfilare il testo della costituzione. La prima cosa che pensetti fu, Cazzo, io ci metterei subito la firma, dov’è questo paese? E il fatto che migliaia di persone leggessero null’altro che i primi dieci e più articoli della costituzione, lo trovai notevole, politicamente e culturalmente.
    In successione vedettimo un gran numero di una trapezista sospesa a una decina di metri. ecco pensetti. Quella sarà forse stata la costituzione del mio paese, ma quella, l’equilibrista era sicuramente il mio paese. Cioè a volte.
    effeffe

  12. francesca matteoni il 17 febbraio 2009 alle 10:19

    una piccola considerazione a margine che mi fa pensare (tanto per sentirci ancora più tristi) come pure la mia generazione dei nati nei ’70 sia già passato remoto. I principi fondamentali della costituzione io/noi li abbiamo studiati alle medie se non addirittura alle elementari, sarà che poi ho anche avuto fortuna fino a tutte le medie con le insegnanti si storia, in ogni senso. Oggi i ragazzini di undici anni a malapena sanno cos’è, la costituzione.

  13. rodolfo il 17 febbraio 2009 alle 10:44

    Un altro problema legato alla esigua dimensione della nostra memoria storica e la pesante disinformazione/informazione di regime che sta avviluppando la cosiddetta (sigh) giornata del ricordo

    http://roma.repubblica.it/dettaglio/Foibe-opuscolo-anticomunista-Alemanno:-un-errore-lo-ritiriamo/1590913

    Un trionfo della peggior retorica e un affossamento della verità storica che passa sotto assoluto silenzio.
    Il nodo è questo: l’incapacità di fare i conti col nostro passato, la mancata elaborazione del fascismo.
    Senza attuare questo importante processo (e allo stato attuale mi sembra ormai impossibile) non avremo mai una base solida su cui poggiare la Costituzione. E’ un problema di base di appoggio.

    “Ma no che non è finita a Piazza Loreto
    si è vinta una battaglia ma non la guerra
    perchè il taglio di una pianta non è completo
    finchè le radici restano sotto terra”
    (Fausto Amodei)

  14. lucia cossu il 17 febbraio 2009 alle 16:00

    anche io degli anni 70 non ho avuto neanche alle medie la fortuna di leggerla la Costituzione, e quando mi è capitato di spulciarla sempre son rimasta sorpresa dalla capacità di equilibrio e luminosa libertà che vi trovo e ritrovo. E se ripartissimo davvero da qui come paese, uniti in questa pulizia rispettosa?

  15. franz krauspenhaar il 17 febbraio 2009 alle 16:18

    Un post inutile, per me. Non c’è bisogno della lezioncina sulla Costitizione qui, ma altrove.

    E’ come quando gli aderenti a una setta cattolica recitano il rosario tra loro.

  16. Paolo il 17 febbraio 2009 alle 16:38

    L’avevo detto io che è da ricoverare….

  17. franz krauspenhaar il 17 febbraio 2009 alle 18:50

    Paolino, chi sei? Mettiti il grembiulino, dai.

  18. Satana il 17 febbraio 2009 alle 19:49

    @macondo
    In effetti all’Inferno sono molto impegnato e negli ultimi vent’anni può essermi sfuggito qualcosa. Quello che non mi sfugge è che la Costituzione europea prevede reati d’opinione, mandato d’arresto europeo senza alcuna garanzia per l’imputato, e pena di morte in caso di insurrezione ! Che cosa poi significhi “insurrezione” forse lo sanno solo gli inziati alla massoneria…

  19. Paolo il 18 febbraio 2009 alle 11:14

    X Franz.
    Uffa, papà. Ma non c’è una cosa meno pallosa da studiare, della Costituzione? Che so io, ad esempio… come sopravvivere alla banalità.

  20. renatamorresi il 18 febbraio 2009 alle 12:04

    mah, sarà che fuori nevica persino qui, ma a me è parsa innanzi tutto una lettura tanto tanto bella…(vi dirò, quasi più poetica di tanta poesia) – un abbraccio a francesca,
    dal purgatorio,
    r

  21. transgenico il 18 febbraio 2009 alle 12:28

    Qua, più che della Costituzione, serve un ricostituente…in fiale.

  22. lucia cossu il 19 febbraio 2009 alle 12:15

    Qualcuno che queste cose le sa fare mi aiuta a fare delle spillette o comunque una cosa facile da attaccare sui vestiti con la scritta “io leggo e rispetto la Costituzione”? e da poter mettere ovunque facilmente? Mi verrebbe voglia di portarmi addosso anche altre scritte, ma forse in questa ne son inglobate molte. Tocca ridiventare presenti e mobilitati ogni momento anche nel pubblico.

  23. franz krauspenhaar il 19 febbraio 2009 alle 13:28

    Non leggermi, Paolino, e risolvi il problema.

  24. Paolo il 19 febbraio 2009 alle 14:31

    Ho già prescritto 30 gocce di Psycosped, da assumersi 3 volte al dì per quattro mesi. Dopodichè la signora sarà sottoposta ad ulteriori accertamenti. Più di così che posso fare? Mica posso sottoporla all’elettroshock?

  25. lucia cossu il 19 febbraio 2009 alle 14:37

    con l’elettroshock secondo lei potrei tanto migliorare? Che bello avere qualcuno che si occupa amorevolmente di me, non sa come dormo serena ora (ma mi viene il dubbio che siano le prime gocce di Psycosped)

  26. Paolo il 19 febbraio 2009 alle 15:08

    Eventualmente può aumentare la somministrazione, da 30 a 50 gocce, nel caso avverta strane allucinazioni. Ho preso a cuore il suo caso, vedrà che farò il possibile per rimediarle un posto letto in clinica, occorre un po’ di pazienza. Forse è meglio monitorare l’evolversi della situazione da vicino, per evitare che la situazione degeneri.
    Mi pare che lei mi abbia confidato di non sopportare il sondino nasogastrico, se non erro…
    Terapie alternative non ce ne sono così tante…..

  27. soldato blu il 19 febbraio 2009 alle 15:28

    @ Paolo,

    chiunque tu sia.
    Sei veramente così: una ***, tendenzialmente fascista?
    Oppure l’esercio costante dei tuoi pronunciamenti è un modo per non far sedimentare troppo a lungo, al tuo interno, il luridume prodotto dalla tua lercia anima?

  28. Paolo il 19 febbraio 2009 alle 15:49

    @ soldato blu

    chiunque tu sia.
    Sei senz’altro così: un’emerito *** che non sa farsi i *** suoi.
    Sono un medico. E se vuoi posso curare anche quella *** che ti ritrovi. Sempreché quella tua lurida anima non si interponga nel mezzo.
    Fascista sei tu e tutta la razza di *** che ti stanno attorno.
    Impara a farti i *** tuoi. Chi ti ha mai ***?

  29. domenico pinto il 19 febbraio 2009 alle 15:58

    @Paolo, SB
    Sono stato costretto a intervenire sui vostri commenti. Spero di non doverlo fare ancora. Paolo, dottor Paolo, le gocce prescrivele nel tuo studio.

  30. Paolo il 19 febbraio 2009 alle 16:06

    Ok. Mi scuso. Non succederà più.

  31. rodolfo il 19 febbraio 2009 alle 18:53

    Lo dicevo prima. Bisogna elaborare il nostro passato sennò dalle gocce all’olio di ricino il passo è breve…

  32. francesca matteoni il 19 febbraio 2009 alle 19:34

    Grazie a Domenico prima di tutto: mi sfugge il perché si riesca sempre a buttare tutto in vacca, senza offesa per le vacche. Non ho inteso la pertinenza né la necessità del discorso sulle prescrizioni mediche e sui farmaci, sono spesso lenta a capire e forse meglio così. Quindi chiudo qui la cosa.
    @ Lucia: mi sembra una bella idea! tutto serve in questo momento, però non so dove dirigerti per realizzarla…
    @Renata: anche a me sembra una lettura bellissima. Non solo mi sembra necessario condividerla.
    @Franz, ognuno è della sua idea e questo è lecito. Però ti dico perché ho scelto di fare un post ‘inutile’: non do così per scontato che davvero tutti sappiano cosa dice la Costituzione o che si mettano a cercarla online. La maggioranza delle persone è soddisfatta con un articolo di quotidiano o con i telegiornali Rai e Fininvest, mentre spesso chi si indigna e si arrabbia lo fa nel suo orto, senza cercare un minimo di aggregazione o di spiegarsi. Credo che oggi ci sia molto bisogno di manifestare in ogni modo non solo un dissenso, ma anche una capacità di informarsi da soli, di fare da soli. Anche diffondendo nei blog ed in rete o per strada, sui muri, una cosa così ‘banale’ come la Costituzione.

  33. lucia cossu il 19 febbraio 2009 alle 19:41

    mi scuso per il commentino acido personale, sono caduta nelle provocazioni del personale, e credo che se Paolo vuole discutere di questi suoi attacchi così ben diretti se ne potrebbe discutere (in modo meno stupidamente personale) tra i commenti del post dal quale è tutto partito.
    @ Francesca
    Ho avuto l’idea su come realizzarle e forse, ma ti faccio sapere appena mi informo

  34. Paolo il 20 febbraio 2009 alle 09:17

    Ho già chiesto scusa alla redazione per le mie esternazioni sarcastiche.
    Chiedo scusa anche alla Signora Lucia per essermi preso gioco di lei in modo eccessivo.
    E chiedo scusa anche al soldato di non so quale esercito, per avere corrisposto alle sue pesanti provocazioni (vada per la testa di c…. ma guai a darmi del fascista. Guai!).
    Uno prima di parlare dovrebbe documentarsi.
    Per quanto riguarda la Signora Lucia, lei sa bene che non mi sarei mai permesso di scherzare, se a sua volta lei non mi avesse attaccato in una precedente discussione. Non attacco mai nessuno per primo. Non critico mai nessuno e non contesto le idee di nessuno, allorchè ognuno ha il diritto di esprimere le proprie idee liberamente, quando queste non sono offensive o lesive della altrui libertà e dignità personale.
    Ho espresso un’idea, che poteva essere condivisa o meno, ma era la mia idea, che difendo in nome del diritto di libera espressione.
    Essa doveva essere rispettata per questo suo semplice diritto, così come io rispetto le idee di ognuno, anche se non sempre le condivido.
    Fra me e la Signora Lucia credo ci sia stato un “misunderstanding”.
    Io volevo dire delle cose che la Signora interpretava a modo suo. Eravamo su due binari diversi, insomma, niente di grave, nessuno sfondo politico, religioso o checchessia.
    Poi dopo ho perso la pazienza…perché cara Signora, un po’ me l’ha fatta perdere la pazienza. Non è che mi sveglio la mattina con l’intento di rompere le scatole a qualcuno, questo gliel’assicuro.
    Comunque stupidaggini. Le faccio i miei migliori auguri.
    Come vede, per essere un fascista, ho anche delle qualità.

  35. lucia cossu il 20 febbraio 2009 alle 10:14

    @ paolo
    la sua idea la ho talmente rispettata da perdere tempo per dirle quello che ne pensavo e sperando che lei rispondesse alle mie critiche o le ignorasse. Mi spiace ma non sono felice quando il contestare dei pensieri (ripeto ignorabili se troppo cretini) porta a un tale attacco personale. Credo che la civiltà sia fatta anche di discussione che delle volte porta a capirsi anche partendo da punti molto lontani. Me le spieghi le cose che non ho capito, ne sarei felicissima (nel luogo in cui son partite e non qui per piacere). Lo so che sono portatrice di un punto di vista forse troppo deformato a momenti, ma sa la vita mia lo è e non sono l’unica e trovo anche qui segno di civiltà o ignorarmi o anche solo meditare che non si dicono sempre le cose solo con l’intento di provocare, ma magari di dire qualcosa che si reputa importante.

  36. Paolo il 20 febbraio 2009 alle 11:56

    @ lucia
    le idee possono essere importanti o meno, criticabili o meno, ignorabili o meno. Tutto si può fare. Lei, ad esempio, cosa sa di me? Niente, perché non mi conosce e non le ho detto niente di me. Ma questo non significa che non ho niente da dire. E mi dispiace che lei pensi che la ho attaccata sul personale. Come potrei attaccarla sul personale se neppure la conosco? Anche se la conoscessi, non lo farei.
    Ho semplicemente espresso un’osservazione, che andava letta nel suo contesto generale, non potendo immaginare che nello specifico qualcuno da qualche parte nell’universo se ne potesse avere a male.
    E poi, anche se lei si fosse in qualche modo sentita chiamata in causa, poteva semplicemente limitarsi a spiegare i motivi per cui lei non condivideva la mia idea e non mettermi dietro il banco degli imputati come se fossi un assassino.
    Io non le ho chiesto niente, né di perdere il suo tempo dietro di me, e neppure mi è parso che lei cercasse delle spiegazioni, allorché lei ha utilizzato il termine “le contesto” che di norma fanno o i Carabinieri o i giudici nei Tribunali.
    Dato che non mi sento un imputato e comunque non sono obbligato alle sue sollecitazioni, perché mai dovrebbe farmi il terzo grado?
    Nella vita di tutti i giorni, ogni giorno, ci sentiamo calpestati e offesi da qualsiasi cosa, non sappiamo più tollerare niente, non possiamo dire più niente. E allora tanto vale la pena di stare zitti. Ma allora stiamo zitti tutti.
    Perché nessuno può limitare la libertà di parola altrui sovrapponendo la
    propria intolleranza e il proprio disappunto.
    Inoltre fino a quel momento non ero stato offensivo con nessuno, ovvero, se lo sono stato non intendevo esserlo.
    E la mia idea su quel punto di vista non è cambiata perché non la ritengo offensiva nei confronti di nessuno.
    Non ho mai detto ” facciamo una legge che obblighi qualcuno a fare qualcosa….” oppure ” mettiamoli tutti in un campo di concentramento “.
    Ho semplicemente detto o voluto far intendere che, con il suo gesto, il Signor Englaro ha anche liberato una risorsa economica che potrebbe servire a mantenere in vita i bambini che ogni giorno muoiono di fame e di sete. Ferme restando valide e inopinabili le sue idee.
    Se lei pensa che sono stato offensivo, mia cara Signora, le chiedo umilmente scusa.
    Va meglio così?

  37. franz krauspenhaar il 22 febbraio 2009 alle 00:05

    @Francesca.

    Ti conosco abbastanza bene e so della tua buona fede.

  38. lucia cossu il 23 febbraio 2009 alle 14:03

    @Paolo
    Le ho risposto nei commenti all’articolo di origine, ché con la Costituzione non c’entra nulla



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