due passi ( fare )

Véronique

Mogano
Il toro entra
in fretta
dall’ oscurità
nella camera di sabbia

Muñeca
senza smalto sulle unghie
prega la grazia
della figlia che è sdraiata
al sole navigatore
ammutinata

Balla il costume nell’arena
con fiori ricamati d’oro
Domani il primo sangue
sarà versato

Città della rinascita
le nozze sono lontane
e ancora nella nebbia
degli oleandri, aspetta

untitled-11

Gherardo

pronti a distinguere tra alcuni
eravamo distratti dalle giornate normali, dal corso previsto dei nostri
sotto certi aspetti la questione si poneva il mattino
intendendo per qualità qualcosa di

e infatti la luce di luglio ci diceva qualcosa
assecondando il piano generale che la voce dei telegiornali
ma distratti
ripensando al primo dei gravi errori ed alla nostra

rispetto alla questione del futuro
eravamo comunque in disaccordo
sulla possibilità che poi durasse

la possibilità di un consumo innocente
da lontano, come un saluto
dentro a piccoli gesti che ti toccava scordare

19 Commenti

  1. tutta giocata sulla sospensione temporale, come in un’ altalena dove predomina la tensione a un’impossibile innocenza; solo Furlen poteva unire così bene i due poli Vergè- Bortolotti, che si sfiorano intatti, V.

  2. Forlani, o: la bacchetta del dialettico (splendido).

    Mi piace molto questo pas des deux, complimenti a Véronique e all’inarrestabile Bortolotti (roba non tagliata, nonostante i tagli!).

    Un saluto,

    F.T.

  3. Prima di tutto esprimo la mia gioia a livello personale ed istintivo per la lettura dei versi di Véronique, che in vero è persona fatta di poesia essa stessa.
    Dunque, passo ad una lettura – per quanto possibile – spassionata e condivido quanto già sottolineato da Viola circa la sospensione dell’idea, che appartiene ad entrambe le poesie ma si disegna periziosamente nei versi di Gerardo Bortolotti, che nello sfumare del tratteggio nell’incompiuto e nel non detto, sospende il fraseggio in uno stato di rassegnata acquiescenza, che rivela un senso intimamente “espressionista” dell'”impossibilità” palpabile ed esistenziale del vivere.
    Nei versi di Veronique, il fraseggio è deciso e tagliente e la danza si tinge di giallo e rosso, colori di una terra dal ritmo infuocato sotto tacchi e polvere d’arena, laddove tutto è estremo nelle unghie e ne la sangre di una vittima/crudele che si fa muñeca e ciudad nell’offerta come nell’ attesa, che – seppur incompiuta – en sus nieblas ancora – femenina – espera.

    gran bel passo di danza.

    p.s.: complimenti ulteriori a Véronique per la doppia “gestione” linguistica.

  4. Ringrazio con il mio cuore tutta le generosità di Effeffe che ha aperto uno spazio alla mia voce d’infanzia in semplicità. L’immagine creata è magnifica e la scarpa corrisponde all’idea della fantasia sospesa.

    Gherardo è la musica del tempo, e la danza del consumo innocente
    e tutta le lentezza della parola, una carezza, un brusio
    “e infatti la luce di luglio diceva qualcosa…”, come un segreto,
    un gesto leggero in dialogo.

    Viola ha avuto la parola che dice la poesia della danza
    “un’impossibile innocenza” è il murmuro giusto, l’acqua segreta
    che scorre nella margine del testo.

    Grazie a Fabio per l’ascolto.

    Ringrazio molto Natàlia che ha dedicato il suo cuore alla danza.
    E ha visto benissimo il doppio vittima/crudele e i colori del mio paese.

    Un abbraccio a tutti. Era un momento magnifico.
    E il gesto di Effeffe a affidarmi il testo ( con aiuto della sua parte) mi ha toccato…

    Baci

    il mio cuore batte ancora molto forte dalla danza.

  5. Véronique nella scia di chi non scrive nella propria lingua.
    La cosa curiosa è che, rispetto all’abbondanza sempre generosa (e per questo molto ma molto simpatica) di immagini e parole dei suoi commenti qui riesce a sottrarre e condensare.

    e infatti la luce di luglio ci diceva qualcosa

    bel verso

    la luce di luglio è ancora molto speranzosa, possibilista sulla durata

    quella d’agosto ha già in se molta consumazione e sintomi del ripiegarsi

    ,\\’

  6. e si sente come t’abbia toccato, veronique,
    e si sente come il tocco sia lieve, e intenso,
    e intende mantenere tenere mani,
    e leggere leggere lettere,
    sottraendosene in una sola virgola di luna
    ,
    l’attesa

  7. I commenti mi hanno fatto un piacere immenso, perché mi sono sentita accolta dall’amicizia: un calore, qualcosa di molto dolce.
    Una lingua che mi culla, una lingua che amo più della mia lingua natale, o forse ora un abbraccio tra la mia lingua e la lingua nuova ( italiano). Lei ha il colore del sogno e dell’abbandono alla vita.

    Un ringrazio a Carmine Vitale da cui il nome mi fa sempre sognare, a Nadia Agustoni che mi fa entrare nel mondo che amo: l’infanzia,
    a Orsola per la presenza luminosa e incantata,
    e a Teqnofobico che legge benissimo nel mio cuore.

    E ancora a effeffe…

    Presenze meravigliose che hanno cacciato molti fantasmi.

  8. Véronique e Gherardo, manca un commento a cui tengo TANTISSIMO!!! Soprattutto per la carissima Véronique… Ti prometto: stasera o domani.
    La mia mamma è molto grave. Si è aggravata ulteriormente… Ma l’armonia e la dolce melodia dei suoni, che anche qui in-cantano, sono sollievo e bellezza.
    La tua poesia, Véronique è come te: indossata come fosse il tuo vestito perfetto.

    Ma voglio aggiungere altre considerazioni, sia per te che per il bel testo di Gherardo.
    A presto, amici. Anticipo un sentito BRAVISSIMI!
    Ogni Bene.

  9. Véronique, continuiamo a pregare la grazia. Senza quella siamo quasi niente…
    Sii sempre “grazia”, per favore:-)

  10. Anche Vèronique e Gherardo creano la la danza della vita:la vita umana tutta simbolica, in cui non è tanto importante la fecondità del corpo quanto quella affettiva e spirituale.
    Fatta di tocchi leggeri nella direzione di una maggiore umanizzazione dei rapporti.
    Oltre il divario delle lingue, che si intrecciano nei fili d’oro di luglio.
    Belle davvero queste voci! Marlene

  11. …..Finalmente fiori per Véronique! Ed era ora, per questo un grazie alla sensibilità di effeffe che non manca mai di gusto nel’ofrirci questo bvellissimo gioco di passo a due”. Di Véronique mi ha sempre colpito la intensa capacità di sintesi, grazie all’uso “vergine” di una lingua nuova, che in bocca a lei o tra le sue mani restituisce spessore e “significanti” alle parole, per i nativi altrimenti svuotate di essenza. Ma perchè questa risuoni ci vuol un’anima da poeta. E Véronique ce l’ha quell’anima. Ed è bellissima. Sono davvero felice per lei. Sottrazione e Misura, i procedimenti chiave nel testo di VéRONIQUE.

  12. A Franz: grazie della tua gentilezza il wow wow wow è una musica che mi piace.

    A Nina : qualcosa di particolare, una carezza, un soffio accanto a te che ti accompagna. Spero che la tua mamma sia meglio.
    Un baci

    A Gherardo : Grazie ; mi hai fatto ballare anche se non sono poeta e ballerina.

    A Marlene, grazie per la poesia del commento e la sensibilità che intuisce
    bene il corpo della danza.

    A Salvatore, grazie. Sei sempre gentile con me: mi illumina.

    Tutta questa dolcezza è nel mio cuore.

  13. Vibrante e cromatica, Véronique. Non conoscevo Gherardo. Una scoperta che mi risuona dentro.

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francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux