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Repoetage: ode ai penultimi

 

I Penultimi

 

di

Francesco Forlani

Se ne stanno seduti i penultimi
alle cinque e mezza del mattino
tutti occupati i sedili sulla banchina
prima che il primo treno del giorno
salpi e porti per mari di moquettes
e vetri negli uffici le donne delle pulizie
o gli operai giù in fabbrica, i travet per piani
senza più nulla chiedere né altro domandare
– colpisce del signore ben vestito accanto
la cura che malgrado il buio dell’ora
ha messo nel lucidare le sue scarpe .… Leggi il resto »

Poesie semplici

Fonie
di
Dorinda Di Prossimo

in vece
tu
ai gerani parli
smessi. freddolini
ai tuorli della sete

un appena di mani
io
a frutto doloroso
a promessa

Nature morte
di
Giampaolo De Pietro

Io non so se sto ascoltando
o no, volevo avventurarmi ma
al passo è finito
l’inchiostro

al rullo è mancato il tamburo
al muro è toccata una preghiera
la più silenziosa

ai venti sparsi gli alberi e
alle foglie tutto
il dolore dell’essere
un’ indegna corazza

e persa dispersa
nel mare scrollato
di dosso
dal mondo… Leggi il resto »

TransAvanguardia


Barbie Amanda Lepore (la muse transexuelle de David Lachapelle)
“La transavanguardia ha risposto in termini contestuali alla catastrofe generalizzata della storia e della cultura, aprendosi verso una posizione di superamento del puro materialismo di tecniche e nuovi materiali e approdando al recupero dell’inattualità della pittura, intesa come capacità di restituire al processo creativo il carattere di un intenso erotismo, lo spessore di un’immagine che non si priva del piacere della rappresentazione e della narrazione” (Achille Bonito Oliva, Artisti italiani contemporanei, Electa, Milano 1983).… Leggi il resto »

quattuor (passi) fare!

Quest’estate, per chi l’ha visto e per chi non c’era, ho proposto una rubrica, questa. Alcuni contributi sono giunti fuori tempo massimo ( ah le poste d’un tempo!) così, sperando di fare cosa gradita ai più, ve le propongo con il segreto sogno di portare un giorno in giro per l’Italia tutta la compagnia di ballo.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Francesca

Là, tout n’est qu’ordre et beauté,
Luxe, calme et volupté.

Il giardino apparve, imprevisto, dopo cinquanta metri di sterrato. Le parve, allora, che l’invito di Baudelaire risuonasse più nitido.
Il verde traboccava ovunque, grondava da foglie di potus, da orchidee annidate nel cavo di un albero, da lucidi ventagli di palme.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Chiara
[ M. C. ]

e fammi vedere: quanto maschio puoi diventare
questo è quello: il solito – noioso insicuro, bevo
e mi trastullo al sole e non articoli che molli frasi
fatte patologiche – e farmi femmina felice, forse
credimi: non è in tuo potere.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Giovanni

Nurra
(2 agosto 1980)

(Aride)
feci
di vacca
sgranate
tra tumuli
arcigni
di pietre
narranti
la storia:

la guerra raggiunge la pace

: grugniscono i porci
e ignorano i segni di un’alba
col taglio già pronto
a festa di sangue

E mosche e formiche distratte
e sibili folti eruttano foglie, cispose

Un marcio colore
dipinge
,
ristagna.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Véronique

Mogano
Il toro entra
in fretta
dall’ oscurità
nella camera di sabbia

Muñeca
senza smalto sulle unghie
prega la grazia
della figlia che è sdraiata
al sole navigatore
ammutinata

Balla il costume nell’arena
con fiori ricamati d’oro
Domani il primo sangue
sarà versato

Città della rinascita
le nozze sono lontane
e ancora nella nebbia
degli oleandri, aspetta

Gherardo

pronti a distinguere tra alcuni
eravamo distratti dalle giornate normali, dal corso previsto dei nostri
sotto certi aspetti la questione si poneva il mattino
intendendo per qualità qualcosa di

e infatti la luce di luglio ci diceva qualcosa
assecondando il piano generale che la voce dei telegiornali
ma distratti
ripensando al primo dei gravi errori ed alla nostra

rispetto alla questione del futuro
eravamo comunque in disaccordo
sulla possibilità che poi durasse

la possibilità di un consumo innocente
da lontano, come un saluto
dentro a piccoli gesti che ti toccava scordare… Leggi il resto »

due passi (fare)

PASSO A DUE
GINGER: Nina Maroccolo
FRED: Giovanni Campi

SORGE SONORA
di Nina Maroccolo

piove━━━━━━━━━━━ sorge sonora la parola-goccia a goccia ][ distillata acquamarina ] sia ermetica saggezza in corpo eloquente━ dita sorde tambureggiano ore l’incavo corpo ][ sepolcro ] divida l’urna a metà tace la parte sottostante vulnerabile [ sé del corpo civile ][ ministero di buona maniera e contenimento ] che il silenzio osserva e la parola non prescrive dove il bene━ essere [ sia ] avanguardia d’una perturbazione vento indomito su tutti i mari━━━━━━━

“le principesse conoscevano già il labirinto, ma davanti agli occhi di tutti: era uno spiazzo per la danza”
(Roberto Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia)

“che cosa è la danza e cosa dei passi possono significare?”
(Paul Valéry, L’anima e la danza)

dono per dono
di Giovanni Campi

se òrge son or danze in frali dèdali
di nebulose: nodi sian di nido
ch’avvolgo e svolgo ] cune [ come d’ali
al volo pronte – donde l’onde annido

smarrito e riannodo dono per dono
perdend’approdo e deriva – sconnessa
arena ad esso teatro dal sono
deserto ] soffio [ l’avita sommessa

parola – primi geni tu – or li grido!… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Mario

Primo passo

“Signorina R, stiamo arrivando“.
Mi comunicano da un luogo lontano. Per farlo usano il telefono che non ha la spina nel muro.
Risperdal®
E’ indicato nel trattamento delle psicosi schizofreniche acute e croniche.
Somministrazione giornaliera: 0,5 mg.
Tempo: Passaggi del Sole sul meridiano.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Luigia

sono ora al tuo cespuglio
in quella tinta cresciuta
dalla nostra sostanza immensa
la voce staccata dal corpo
segna l’opera il taglio della carne
nel frammento
tutto l’occhio avanza
fino a te che ascolti
il gocciare, piccole macchie
sulla tela,
quel lampo
che ferisce il sogno colpendolo
in pieno viso
la mutilazione,
la sagoma del tronco diviso
il ricovero della carne
nella separazione
con i mattini ventosi sull’acqua
tutta colma
la materia del giardino colpita
così illuminata e sola la luce
da sé sparsa

scorporata

il cespuglio, il cespuglio caro

Franco

Siamo pronti all’amore quando gli altri se ne vanno.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Helena

Ho una piccola penna nel portafoglio
che hai strappato via due giorni dopo
all’ala azzurra che forse ha condannato
un uccellino ignoto sotto ai tuoi occhi.

Gli hai dato acqua che non riusciva a bere,
gli hai offerto cibo che non credevo adatto:
volevi dargli cioccolato in mancanza d’altro,
finendo per spaccargli col piede di una sedia
i primi pinoli che hai raccolto.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Francesca & Franz

I
Siamo nella nevrosi abbandonati
a noi stessi, stelle sverse, già perse
senza più luce noi due disgraziati.
II
Abbandonati a nevrosi perverse
sole nero tu, luna senza luce
io, adombrata da terre emerse.
III
Io, a metà della notte che cuce
secondi, le ore maltolte al giorno
le speranze che la veglia riduce
IV
in distanze, per andata e ritorno
di luce e ombra, di chiaro e di scuro
da cui io fuggo e per sempre ritorno
V
al destino, che a volte è il pane duro
di una mensa di grigio quotidiano
che a volte si è imbandita al sole puro.… Leggi il resto »

due passi (fare)

Anna Maria

poesia per un lorenzo
anche stanotte il cielo ci ha tradito
delle stelle promesse neanche una
soltanto una lampara disattenta
e un semaforo giallo permanente
questo è il nostro paesaggio
o meglio era
nel perchè dalle sedie addormentate
guarda è l’azzurro sotto la cabina
e il gabbiano di tutti i mezzogiorno
in pausa pranzo e arriva la controra.… Leggi il resto »

due passi (fare)

Mariasole

funebre
I raccoglitori di fiori
si atteggiano
all’alba dei vecchi
con carri mascherati,
e cavità
poco profonde.
Celeri messaggeri
dei semi
e delle donne,
ridono
discutono all’infinito
sull’esistenza
dell’acqua.

E il cielo in ombra
e il tempo stretto
e la vertigine
non hanno tempo
per aspettare il peggio.… Leggi il resto »

due passi (fare)

Bianca

(Per le spose suicide di Kabul)
Siamo gli oscuri fiori affilati cresciuti all’ombra delle chiesefabbriche di bambole, piedi nudi su strade scoscese.

Ascolta le nostre preghiere nell’ora in cui il tuo nome è invocato,
concedici oggi di morire a Kabul, città di poeti e di vergini suicide
polvere tra le macerie del mondo, ceneri in un letto di sale.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Maria Grazia

Come sono sfacciate le rose come sono belle come sono
una efferata moltitudine le rose
ai confini del regno e sotto gli archi
dei paradisi le semprevive
rose – e diseguali
al cuore
disregnato perché
il cuore beve i fondi minerali
della pioggia e gli umori
beve
fino al bagliore della coppa – usura
con interesse altissimo il dolore
fino al lampo segreto
di chi non muore
più: l’immortale
viene nero e segreto come la rosa
dischiusa dai lamenti con la sua bocca
spoglia – slargato
fiore da giardino
con sedili di pietra e scolatoi
rosso e screanzato
fulcro
che disgiungi anche il sole
fermo sulle discariche e sui letti
al mattino, quando siamo più aperti e più chiari e
non crediamo alla morte ma ai colibrì
che tengono in vita le foreste
non crediamo alle docili evidenze ma alle inezie
a parole che sciamano nell’invisibile
destinate
a far splendere il cuore come un bagliore
d’oro nel petto di catrame degli scomparsi e in quello
splende l’oro maiuscolo del mondo – in quello
l’ovunque – in quello
il persempre, la promessa di tutte le rose
e il silenzio caduto poi dalle rose, il silenzio
di nessuno – solo
più amore, solo più rose, mia
deposizione, mia
rosa
immortale.… Leggi il resto »

Napoli’s Trivial

di
Francesco Forlani

Se cerchi il silenzio te ne vai in campagna. Le città parlano. Sussurrano, gridano, fin dalle prime luci dell’alba. Anzi, pare che suonino. Ogni città ha lo stile inconfondibile di un vecchio musicista jazz, di una leggenda venuta da altrove – certamente una città, New Orleans, Parigi, Londra, Bruxelles- e sbarcata dovunque ci fosse la vita.… Leggi il resto »