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CALPESTARE L’OBLIO

CALPESTARE L’OBLIO

Antologia a cura di Davide Nota

Trenta poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana

Con una introduzione dello storico Luigi-Alberto Sanchi

Per leggere i testi:

http://www.lagru.org/index.php?option=com_content&task=view&id=103

20 Commenti

  1. “Trenta poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana”

    Semplicemente ridicolo (sottotitolo? nota esplicativa?): se ne deduce che tutti quelli non compresi nell’antologia coltivano l’oblio e sono supporters della minaccia incostituzionale.

    Bah…

  2. Grazie a Franco per aver rilanciato l’operazione, che sta avendo veramente tante letture e download.
    Per Bianca: non condivido fino in fondo la polemica di genere per quanto rigurda la selezione di opere artistiche o di testi poetici, 1) considerando anche il fatto che io avevo esteso l’invito a tante altre poetesse riscontrando la disponibilità a intervenire poeticamente in un manifesto politico della poesia italiana contro la destra solo di 4 donne su 30 poeti, ma io cosa posso farci? e poi, 2), che c’entra? l’opera non è maschile nè femminile. 3) Bisogna lavorare sulla cultura e sull’antropologia italiana, e sulla ideologia della separazione di genere, non sulle formalità (ipocrite e laidamente cavalleresche) dei numeri e delle quote.
    Per ForteBraccio: deduci male. Era necessario fare una selezione. Questo lavoro è nato per caso lo scorso 25 aprile, quando io e D’Elia pubblicammo i nostri due testi con il titolo “Contro la minaccia incostituzionale”. Giuliano Scabia qualche tempo dopo ci inviò una sua “risposta” dialettica in versi, e nacque così l’idea, a partire da questi tre testi, di allargare l’operazione ad altri (in primis Roversi, Bellocchio, Sissa e Buffoni) e proporla poi a qualche rivista politica, o pubblicarla su La Gru.
    Ho invitato io a partecipare le persone che ritenevo più affini ad un discorso etico corale. Non moltissime, ho lasciato fuori anche gran parte di amici: solo una selezione di quei poeti che ritenevo veramente idonei (ad una selezione necessariamente limitata, dato che doveva uscire su rivista), e che sentivo bene nella polifonia che stava nascendo, e che mi sono venuti in mente. Ne ho dimenticato qualcuno di essenziale, che potevo riuscire a contattae? Sì. Ma non è questo il punto.
    Questa non è una antologia, questa è una raccolta di firme dinnanzi ad un manifesto politico del poeta italiano che dice “No”, solo che si firma cantando. E come ogni raccolta firme è inizata con una, due, tre firme, e poi cinque, e poi dieci, e ora trenta, e può continuare, e possiamo farne un libro o un manifesto o un blog in perenne aggiornamento di testi, io ci sto.

  3. Sono tanti i poeti, oggi, a dire “no”.
    bella iniziativa, di voci femminili che mettono in gioco se stesse in perenne controcanto d’opposizione ce ne sono talmente tante (e validissime) che forse per non scegliere si preferisce passare oltre.
    quanto al manifesto, .. beh! speriamo continui a raccogliere e seminare, allora, e che non rimanga una parentesi “editoriale”.
    buon lavoro.

  4. @ Davide Nota

    Ho solo considerato quella frase (che continuo a ritenere infelice), e l’ho anche ben evidenziata, a dire che il mio giudizio non c’entrava niente con l’antologia in sé, né con il valore dei testi che contiene.

  5. Per Lucifero: magari, la mail a cui possono essere inviati i testi è redazionelagru@alice.it. Se ne perverranno molti altri e di alta qualità, l’operazione andrà avanti nella spontaneità con cui è nata.
    Per ForteBraccio: accolgo la critica.
    Grazie a tutti. Davide

  6. A leggere i testi,si può dire che il Papi è un grande operatore culturale,un talent scout straordinario Ci ha fatto scoprire tutti questi grandi poeti sconosciuti ai mortali e che avranno certamente una luminosa carriera alle feste dell’Unità o alla sagra piemontese dello stufato d’asino. Con un po’ più d’impegno,magari all’Accademia del Comico.I carneadi letterari qui da noi spuntano e muoiono come funghi,ma molti di questi versi resteranno immortali, degni del guinness della più gustosa ed involontaria comicità letteraria,che nemmeno il Papi e l’invocato Dante possono miracolare più di tanto.Per non parlar poi del titolo di questa strepitosa antologia,”Trenta poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana”,dove l’unica resistenza riscontrabile è quella di chi riesce a legger fino in fondo questi stupefacenti testi.

    johnny doe

  7. Effettivamente ho letto sul Foglio di questi sifaperdirpoeti (e comunque se non altro ‘sti giornali fan loro una pubblicità mai sognata,il che non guasta anche per puri e duri),ma poi ho scaricato i testi e li ho anche letti,con fatica ma anche con grande spasso.Guardi che a prescidere da pravdaonline,alcune cose mi interessano,altre,come questa,mi divertono.O bisogna far solo commenti in linea col dogma anche per minchiate poetiche? In quanto al rimorchio,lo sono solo dei miei vizi.Comunque le mie osservazioni,(parlar di attacco è troppo onore,non ha senso),son solo letterarie.Può metter al posto del Papi,un qualunque D’Alema,Di Pietro o Bondi e il prodotto non cambia.Non è roba da Nazione Indiana,che ha una dignità letteraria da difendere,almeno credo.Seguo il suo consiglio,ritorno a Celine,Beckett,Rilke,ma pure al richiamato padre Dante (se non è già di proprieta esclusiva dei nostri arditi versificatori) che,conoscendone il caratteraccio toscano,si starà un po’ rivoltando nella tomba,sentendosi invocare da D’Elia.Magari mi rifaccio vivo più avanti,sempre che lei e il comitato me lo permettiate e al suo paterno e ascoltato rabbuffo non seguano più severe sanzioni. Bye

    johnny doe

  8. La differenza tra calpestare l’oblio e calpestare la verità
    Comunicato stampa

    In questi giorni abbiamo assistito ad un piccolo miracolo, un feroce ed organizzato attacco da parte degli organi di informazione legati al potere politico (Il Giornale, Il Corriere della Sera, Libero, Il Foglio, La zanzara) contro un e-book di poesia, “Calpestare l’oblio”, liberamente scaricabile dal sito de “La Gru” (www.lagru.org), che consiste nell’unione di trenta poeti italiani “contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana”.

    I toni sono per lo più dileggiosi e volti ad operare una riduzione macchiettistica finalizzata allo sfottò nei confronti dei partecipanti, dipinti come una “corazzata Potëmkin” (Il Giornale) di vecchi ed “oscuri” (Libero) poeti nostalgici del ’68 e carichi di “odio” nei confronti di Silvio Berlusconi (Il Giornale, Il Foglio), e nei confronti dell’operazione in sé rinominata “Poeti contro Silvio” (Il Giornale).

    Alcune precisazioni.

    1) I nomi
    Al di là di autori più anziani e di facile riconoscibilità come Roberto Roversi (1923), Giuliano Scabia (1935), Alberto Bellocchio (1936), Maurizio Cucchi (1945), Franco Buffoni (1948) e Gianni D’Elia (1953), e al di là anche dei più giovani ma già conosciuti Alba Donati (1960), Giancarlo Sissa (1961) e Maria Grazia Calandrone (1964), l’antologia “Calpestare l’oblio” è costituita per i suoi due terzi da poeti della nuova generazione, nati negli anni ’70 ed ’80.
    Per la precisione, da alcuni dei suoi esponenti di maggiore rilievo come Flavio Santi, Massimo Gezzi, Marco Giovenale, Enrico Piergallini, Luigi Socci, Martino Baldi, Matteo Zattoni o Raimondo Iemma, di cui chiunque abbia una pur vaga familiarità con la storia critica della poesia italiana degli ultimi quindici anni è a conoscenza.

    Domanda: le redazioni culturali dei quotidiani italiani di oggi hanno una pur vaga familiarità con la storia critica della poesia italiana degli ultimi quindici anni o la ignorano completamente?

    2) Gli stili
    Gli autori contenuti nell’antologia “Calpestare l’oblio” sono di diversa provenienza estetica, vale a dire che l’opera risultante è assolutamente eterogenea nei contenuti e negli stili di scrittura. Si va dall’intervento civile alla meditazione metafisica sul tema della memoria, dal poemetto espressionista alla radiografia post-human della mutazione antropologica, così come formalmente si passa dal metro tradizionale alla prosa ritmata, o dal genere lirico allo sperimentalismo narrativo.

    Ridurre a genere anti-berlusconiano un’antologia vasta e densa di autori e di percorsi, è solo l’ennesima offesa che la destra italiana rivolge volgarmente alla poesia contemporanea.
    Basti perlomeno ricordare il celebre intervento “Il poeta povero? Ormai è un falso mito” (Il Giornale), uno degli innumerevoli sfottò nei confronti dell’arte più umiliata, ferita ed offesa dall’ultimo trentennio di storia nazionale.
    “Calpestare l’oblio” vuol dire anche che i nuovi poeti italiani non intendono più restare in silenzio di fronte allo sfacelo culturale del proprio Paese, sfacelo che se può essere definito sinteticamente “berlusconismo”, più propriamente è la Storia del trentennio dell’interruzione culturale e della colonizzazione televisiva della società italiana.

    3) I temi
    Contro questo Trentennio di interruzione culturale i poeti di “Calpestare l’oblio” si ribellano.
    Essi dicono anche che l’ideologia della separazione, per cui alla poesia sarebbe dato di occuparsi solo del bello e del poetico, è finita.
    I poeti di “Calpestare l’oblio” reclamano il proprio diritto alla cittadinanza nella Polis del dibattito politico e culturale.
    I temi del pretesto antologico (La memoria della Resistenza, la resistenza della memoria) sono definiti dal giovane storico Luigi-Alberto Sanchi in apertura dell’e-book “Calpestare l’oblio”, introduzione la cui lettura avrebbe forse consentito ai giornalisti che si sono occupati in questi giorni del caso dei “poeti in rivolta”, una lettura più pertinente e consapevole dei fatti.

    4) “Calpestare l’oblio” non è un lavoro antologico concluso, l’azione va avanti e tutti i poeti italiani sono invitati ad unirsi inviando alla redazione de “La Gru” un proprio testo poetico che sottoscriva il nostro atto di rivolta culturale e poetica contro l’ideologia italiana della separazione, contro l’oblio dello spettacolo, per la resistenza umanistica e della memoria repubblicana.
    Venerdì otto gennaio, dalle ore 18 sino a tarda notte, “Calpestare l’oblio” sarà un’assemblea di poeti ed intellettuali, con reading e concerto musicale, presso il locale “Beba do Samba”, nel quartiere San Lorenzo di Roma.
    In tale occasione sarà presentata l’antologia rinnovata e definitiva di “Calpestare l’oblio”.

    Per la redazione de “La Gru” (www.lagru.org)
    Davide Nota

  9. Più che calpestar oblio e verità,qui si calpesta la poesia e tutta la sua accorata delucidazione circa stili,temi,nomi,una volta letti i testi,lascia il tempo che trova.Quando lei parla appassionatamente di questi sifaperdirpoeti in rivolta,pare che si si tratti di tanti Rimbaud e della rivoluzione francese.Non le sembra di pisciar un po’ fuori dal vaso? Quanto ai temi,il ripudio dell’estetica del bello è vecchia di anni,per non dir di un secolo.Quasi tutta l’arte del novecento ha espresso nel miglior modo e in mille varianti questo concetto.Sai la novità! E dello sfacelo di un trentennio,ve ne siete accorti solo adesso?
    Sanchi può far la più sublime,sofisticata e dotta introduzione,ma i versi restano quelli che sono.
    A meno che,cosa più probabile,tutto sto zuppone non miri a dar del porco al Papi,di cui nun ce ne po’ frega’ de meno,detto alla romana,ma sarebbe comunque più capibile,onesto e meno ipocrita.

    johnny doe

  10. Gentile johnny doe,
    lei ha tutto il diritto di avere e di esprimere la sua personale opinione sull’iniziativa.
    Per quanto mi riguarda, ma forse lo avrà già capito, la penso diversamente.
    A presto,
    Davide Nota

  11. Le poesie di Sissa e Socci sono poesie. Le altre sono cose di buona volontà ma non sono poesie, sono sciatte e retoriche. Il miracolo che il potere abbia paura di questa debolezza, vuole dire che il potere è debole. Le donne sono poche ma IO VALGO e siete piccoli come Silvio B. !

  12. Ce ne vuole di coraggio per dire che Roberto Roversi, che ha attraversato eroicamente tre inferni, è piccolo come Silvio B.
    Che amarezza, quanta stupida ignoranza, e superficialità, ovunque.

  13. Carino come, a nome delle prodezze e della verità del verbo, si lotti per la poesia e si calpestino le opinioni dissidenti nei confronti di questa mirabile operazione di marketing.
    Peraltro il Nota offre spiegazioni diverse su alcuni punti sollevati a seconda del sito in cui si trova ma, detto francamente a fuori dai denti, la cosa ancorpiùridicoladeitesti, e ce ne vuole, è vedere come si protesti per i diritti alla libertà di espressione e si inviti a tacere, anche con un po’di olio di ricin virtuale, chi non concorda. Il carro passa e lascia le sue vittime sul selciato. Ogni rivolta pare ne voglia qualcuna, anche quella per la libertà d’espressione che uccide, appunto, chi si esprime contro.
    In tutto ciò quello che rimane è la presa di coscienza che tra destra e sinistra la differenza non c’è purché l’obiettivo sia quello di tirare acqua al proprio mulino. Ah,ah,ah.
    L’altra inconcludenza è la miseria di sostenersi difensori della realtà ma di sorvolare sulla propria realtà,che poi è quella poetica e il bisogno del proprio nanosecondo di gloria. Ah,ah
    Invero sono dispiaciuto per il Nota che inquesto ha probabilmente l’unica occasione di presentarSi, gli altri, bene o male se la cavano. Ah, ah

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franco buffonihttp://www.francobuffoni.it/
Franco Buffoni ha pubblicato raccolte di poesia per Guanda, Mondadori e Donzelli. Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi (2005). L’ultimo suo romanzo è Zamel (Marcos y Marcos 2009). Sito personale: www.francobuffoni.it