La Ninetta del Verzé

18 dicembre 2009
Pubblicato da

di Stefano Beretta

Ormai Aldo Cazzullo sembra diventato l’ufficio stampa o il portavoce di don Luigi Verzé. Non pago di averlo già intervistato non molto tempo fa per il Corriere della Sera e di avere recensito (favorevolmente) un suo libro, tre giorni fa non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione di fargli qualche domanda riguardo a Silvio Berlusconi, ricoverato nella sua clinica, il San Raffaele di Milano. Consiglio vivamente la lettura dell’intervista, perché alcune risposte sono davvero stupefacenti: sembra che don Verzé ritenga gli italiani – o, quantomeno, i lettori del Corriere – degli imbecilli (e, per quanto riguarda Cazzullo, ormai deve averne già conquistato il cuore). Ecco alcune perle irrinunciabili: “Io conosco bene Berlusconi. È un uomo di fiducia e di fede. Conosce il vero insegnamento di Gesù: ‘Amatevi l’un l’altro come io ho amato voi’. Berlusconi ama tutti, anche i suoi nemici. È incapace di pensieri o parole cattivi”. E ancora: “Berlusconi ama l’Italia, ed è per questo, non per i suoi interessi, che è sceso in campo, mettendo in gioco tutto se stesso, anima e corpo, anche a rischio della propria salute”.

Un martire, praticamente – e poco importa che da quando entrò in politica, nel ’94, e le sue aziende erano sull’orlo del fallimento i suoi affari abbiano ripreso a prosperare. Corollario di tutto ciò è che, ovviamente, bisogna riscrivere la Costituzione: ha troppa ragione Berlusconi – dice don Verzé -: “La magistratura dev’essere ricondotta al suo ruolo. Che è al di sopra e al di fuori della politica”. E aggiunge: “I magistrati non devono fare politica; sarebbe come se il Papa o la Chiesa pretendessero di farla”. Notoriamente, infatti, né il Papa né la Chiesa fanno politica in Italia… Quando mai! Insomma, più che un’intervista, una barzelletta.

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9 Responses to La Ninetta del Verzé

  1. cf05103025 il 18 dicembre 2009 alle 10:56

    Sono tutte persone pie e timorate di Domineddio,
    le summenzionate, e meriteranno, anche per ciò,
    oltre che per le bon’opre loro, gloriosamente il Paradiso.
    Speriamo che le nostre umili preci rivolte alla lor rapida assunzione pe’ cieli siano esaudite.
    Amen

    MariusB. S.J.

  2. Lucio Angelini il 18 dicembre 2009 alle 10:58

    FACEBOOK PIÙ PERICOLOSO DEI GRUPPI EXTRAPARLAMENTARI DEGLI ANNI SETTANTA

    http://www.lucioangelini.splinder.com/post/21898297/FACEBOOK+PI%C3%99+PERICOLOSO+DEI+G

  3. Alcor il 18 dicembre 2009 alle 11:07

    Della politica bisogna aver cura, non correre il rischio di rovinarla usandola ogni giorno, mettiamola in una scatola, ben immersa nel poliuterano espanso, che non si ammacchi, e sistemiamola in luogo sicuro.

  4. Luciano Mazziotta il 18 dicembre 2009 alle 11:25

    “omnia vicit amor”, “l’amore vincerà sull’odio”. Abbiamo un nuovo virgilio, “hanno” un nuovo papa, “hanno” un nuovo cristo in terra. In questi giorni si riscrivono gli acta martyrum, e purtroppo li riscriveranno sulla nostra pelle. Li incideranno, rendendo (in realtà cosa già fatta)l’italia l’habitat dei berluscoidi, e l’italia senza berluscoidi un non-luogo, un’utopia.

  5. robugliani il 18 dicembre 2009 alle 12:34

    Normale amministrazione: la Chiesa, da quanto i cristiani sono usciti dalle catacombe, è sempre stata alleata del Potere.
    P.S.: Poi, se va in porto il secondo inciucio tra i Cavaliere e D’Alema, stiamo a posto per tutto il XXI secolo.

  6. antonio latrippa il 18 dicembre 2009 alle 14:54

    Sempre piu’ spesso mi viene alla mente una poesia di Giacomo Noventa.
    Con analoga frequenza mi sembra sempre piu’ utile riproporla a quanti posso raggiungere.

    Soldi, soldi, vegna i soldi,
    Mi vùi venderme e comprar,
    Comprar tanto vin che basti
    Na nazion a imbriagar.

    Cantarò co’ lori i beve,
    Bevarò se i cantarà,
    Imbriago vùi scoltarli,
    Imbriaghi i scoltarà.

    Ghe dirò ‘na paroleta,
    Che ghe resti dopo el vin,
    Fioi de troie, i vostri fioi,
    Gavarà ‘l vostro destin.

    Soldi, soldi, vegna i soldi,
    Mi vùi venderme e comprar,
    Comprar tanto vin che basti
    Na nazion a imbriagar.

  7. liviobo il 18 dicembre 2009 alle 21:39

    questo verzè è davvero sconcertante, credo di aver sentito poche persone così lontane dal messaggio cristiano per come l’ho sempre inteso io… rimando all’articolo invece di don paolo farinella su Rebstein..

    http://rebstein.wordpress.com/2009/12/16/taci-il-governo-ti-ascolta-i-cherchez-le-fou/#more-19256

    lì forse si esagera nel senso opposto, ma assai più lucidamente…

  8. enrico il 19 dicembre 2009 alle 08:54

    sono tutti delle emerite teste di cazzullo

  9. lucy il 19 dicembre 2009 alle 20:18

    un nuovo medioevo con il suo bel chierico addetto alle agiografie. tout se tient.



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