Pier Paolo’s dream

Domani partirò insieme ai compagni dell’Osvaldo Soriano Football Club alla volta di Unna, in Germania dove dal 29 Aprile al 1° Maggio si svolgerà la RUHR LIT CUP
Italia, Germania, Inghilterra, Turchia, Ungheria, Svezia e Austria si sfidano in tre giorni di competizioni calcistiche e confronti culturali. Per l’occasione ho pensato a questo piccolo omaggio, a Pier Paolo Pasolini, per le cose che ha detto, a Maradona per quello che ha fatto vedere in campo, e ad un amico che non c’è più, Bruno Tramontano che mi fece scoprire come e quando il campione argentino realizzò il sogno del poeta
. effeffe

L’articolo completo da cui sono stati estratti i brani riportati nel video, è consultabile sul sito dedicato a Pasolini

[…] Il football è un sistema di segni, cioè un linguaggio. Esso ha tutte le caratteristiche fondamentali del linguaggio per eccellenza, quello che noi ci poniamo subito come termine di confronto, ossia il linguaggio scritto-parlato.I «fonemi» sono dunque le «unità minime» della lingua scritto-parlata. I «podemi» sono ventidue (circa, dunque, come i fonemi): le «parole calcistiche» sono potenzialmente infinite, perché infinite sono le possibilità di combinazione dei «podemi» (ossia, in pratica, dei passaggi del pallone tra giocatore e giocatore); la sintassi si esprime nella «partita», che è un vero e proprio discorso drammatico.
I cifratori di questo linguaggio sono i giocatori, noi, sugli spalti, siamo i decifratori: in comune dunque possediamo un codice
Ebbene, anche per la lingua del calcio si possono fare distinzioni del genere: anche il calcio possiede dei sottocodici, dal momento in cui, da puramente strumentale, diventa espressivo.
Ci può essere un calcio come linguaggio fondamentalmente prosastico e un calcio come linguaggio fondamentalmente poetico.
Per spiegarmi, darò, anticipando le conclusioni“, alcuni esempi: Bulgarelli gioca un calcio in prosa: egli è un «prosatore realista»; Riva gioca un calcio in poesia: egli è un «poeta realista». 
Corso gioca un calcio in poesia, ma non è un «poeta realista»: è un poeta un pò maudit, extravagante.
Rivera gioca un calcio in prosa: ma la sua è una prosa poetica, da «elzeviro».
Anche Mazzola è un elzevirista, che potrebbe scrivere sul «Corriere della Sera»: ma è più poeta di Rivera; ogni tanto egli interrompe la prosa, e inventa lì per lì due versi folgoranti.
Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del «goal». Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica. Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell’anno. (francesco Trento per esempio)
Anche il «dribbling» è di per sé poetico (anche se non «sempre» come l’azione del goal). Infatti il sogno di ogni giocatore (condiviso da ogni spettatore) è partire da metà campo, dribblare tutti e segnare. Se, entro i limiti consentiti, si può immaginare nel calcio una cosa sublime, è proprio questa. Ma non succede mai. E’ un sogno

Da Pier Paolo Pasolini, Saggi sulla letteratura e sull’arte, Vol. II, Meridiani Mondadori, Milano 1999

l’articolo completo in italiano è consultabile qui

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  12 comments for “Pier Paolo’s dream

  1. made in caina
    29 aprile 2010 at 00:10

    una delle migliori pagine di pedagogia scritte da Pasolini.

  2. pasquale vitagliano
    29 aprile 2010 at 06:27

    Buon viaggio. E mi raccomando: palla a terra e pedalare.

  3. véronique vergé
    29 aprile 2010 at 12:11

    Buon viaggio e bella partita cantata con i piedi, in poesia epica.
    Ho molto amato il brano, intelligente, sorprendente: un ‘altra manera di parlare del calcio.

  4. 29 aprile 2010 at 15:43

    Gran pezzo. A riconferma che il genio è tale solo quando è lungimirante, anzi, profetico.

  5. 29 aprile 2010 at 17:36

    Splendido pezzo. Ottimo video….e poi la figurina del GRANDE Bologna FC campione d’Italia 1963-64 “Negri Furlanis Pavinato-Tumburus Janich Fogli-Perani Bulgarelli Nielsen Haller Pascutti!”…le domeniche pomeriggio in collegio..i secondi tempi delle partite alla radio…la Stock di Trieste v’invita ad ascoltare Tutto il Calcio minute per minuto.-…e via sulle ali della fantasia…quarantacinque minuti di sogni ai gol di Pascutti e Haller, di Nielsen e Bulgarelli…alla faccia dell’Inter di HH1!…. Sì, tutti i grandi poeti e scrittori hanno amato e amano il calcio..Saba e Ungaretti, Osvaldo Soriano e Pasolini e Peter Hndke….un viatico e un augurio anche per te Furlèn…vai e vinci mitico Effeffe!

  6. pasquale vitagliano
    29 aprile 2010 at 18:42

    Essi danzano. Sì, essi danzano…

  7. 29 aprile 2010 at 18:56

    “Anche il «dribbling» è di per sé poetico (anche se non «sempre» come l’azione del goal). Infatti il sogno di ogni giocatore (condiviso da ogni spettatore) è partire da metà campo, dribblare tutti e segnare. Se, entro i limiti consentiti, si può immaginare nel calcio una cosa sublime, è proprio questa. Ma non succede mai. E’ un sogno.”….

    Il goal di Diego contro l’Inghilterra a Mexico ’86: A Pa’, che te sei perso!
    O forse no, forse no.. Forse eri lì, l’occhio vivo e sorridente, mentre gli soffiavi dietro, invisibile….

  8. 1 maggio 2010 at 14:13

    Caro effeeffe, scusami anzitutto perché non mi sono fatta viva. Purtroppo ho passato qualche giorno in ospedale per un malanno respiratorio che non mi dà tregua… e grazie per la citazione e il link, e per avere ripreso questo stupefacente Pasolini (“Dopo la letteratura e l’eros, per me il football è uno dei più grandi piaceri”). Purtroppo non ho traccia di versione inglese del quasi “scientifico” – ed efficacissimo – saggio pasoliniano.
    Buon Primo Maggio da Angela

  9. mario schiavone
    2 maggio 2010 at 16:18

    e come danzano…come danzano ;)

  10. 3 maggio 2010 at 01:47

    Angela una grande soddisfazione è stata di averne “provocato” la prima traduzione in inglese, seppure incompleta grazie ad Anna Costalonga
    effeffe

  11. 7 maggio 2010 at 20:39

    brano bellissimo, bellissimo il filmato.

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