Tag: Pier Paolo Pasolini

Un salotto a Salò. Pasolini in Arcitaliani di Massimo Sgorbani

di Marco Simonelli

A quarant’anni dal brutale omicidio di Pier Paolo Pasolini, l’humus social-mediatico italiano ha ricordato il poeta friulano glorificandone il nome e in linea di massima tacendone l’asperità e complessità dell’opera poetica e cinematografica: persino le Poste Italiane hanno emesso un francobollo che ne raffigurava l’effige, sancendone così la beatificazione nell’empireo filatelico.… Leggi il resto »

Red west

Il buon vecchio Robert

di Gianni Biondillo

Da bambino me ne andavo in giro per il cortile del palazzone di periferia dove vivevo tutto orgoglioso della mia colt 45 nella fondina, della stella appuntata sul petto e dei baffi arricciati all’insù, disegnati con la penna bic da mia madre.… Leggi il resto »

Pasolini, ragazzo a vita

di Gianfranco Franchi

Pasolini è diventato un totem, nelle patrie lettere. È uno dei due totem della vecchia Scuola Romana: oggi, forse, è diventato più carismatico e influente di quanto fosse mai stato in vita; tanto che forse ha finito per surclassare il totem primo, Moravia.… Leggi il resto »

Do you remember Marilyn?

Quando registrammo la Marilyn di PPP con Laura Betti

di

Luigi Cinque

La generale di “Una disperata vitalità” di PPP era già iniziata. La prima sensazione, quando entrai in teatro, camminando nel buio lungo la parete, fu la precisione con cui Laura, tra versi e canzoni, attraversava il testo.… Leggi il resto »

Caro Pier Paolo

(gli amici di Doppiozero stanno pubblicando materiali di e su Pasolini, nei quarant’anni dalla sua morte. Qui. Mi è stata chiesta una lettera indirizzata a Pasolini stesso. Eccola.)

Caro Pier Paolo,

avevo nove anni quando ti sentii nominare per la prima volta.… Leggi il resto »

Proprio qui, tra stato di natura e stato di grazia

di Giuseppe Zucco

Un’intervista-dialogo con Nicola Lagioia su La Ferocia

Al contrario dei tuoi precedenti romanzi, Occidente per principianti (Einaudi, 2004) e Riportando tutto a casa (Einaudi, 2009), dove mettevi in scena dei racconti di formazione, formazione sia individuale sia generazionale, tra le pagine de La ferocia dai corpo alla storia di un crollo,Leggi il resto »

Qualche lucciola nel buio pesto di Giorgio Vasta?

di Luca Salza

Ad aprile, abbiamo accolto Giorgio Vasta all’Università di Lille, nel seminario «La democrazia in Italia» che organizzo con Mélanie Traversier. Questo mio testo prende spunto dalle discussioni svolte in quell’ambito, con lo stesso Vasta, Pierandrea Amato, Gabriele Della Morte, Fanny Eouzan, Stefano Savona, Mélanie Traversier e gli studenti presenti al seminario

Italia, anni ’70.… Leggi il resto »

Cine-Costa (in 12 sequenze)

  [Questo pezzo è tratto dall’ultimo prezioso numero del “verri” (n° 52, giugno 2013) TUTTO dedicato a Corrado Costa.]

di Andrea Inglese

 

1. Abbiamo sì letto Sanguineti, e molto, e anche Porta, persino Villa, e Niccolai, Spatola, & gli altri,  ma ben poco Costa, non abbastanza letto, che poco se ne trovava in giro, e quindi Costa ci raggiunge con un misurato ritardo, quando tutto sembra risaputo, e invece di Costa (e della vita inventata) ci rimane tutto da sapere, ossia da leggere, per rileggerlo nuovamente in futuro, perché è laggiù, fra un po’ di tempo, che Corrado Costa, incidente di canone, gradito sinistro, ci aspetta.… Leggi il resto »

Chris Marker è morto, ricordate?

di Andrea Inglese

Chi era Chris Marker, morto a 91 anni, lo scorso 29 luglio? Una prima risposta, molto approssimativa, potrebbe essere: era qualcuno che combatteva, attraverso le immagini, il potere che, per lo più, le immagini stesse hanno di produrre oblio in chi le consuma.

Un bagno idrocarburico pasoliniano

di Gianluca Veltri

Cos’è l’ultimo libro di Emanuele Trevi? Un romanzo, un anti-romanzo, forse un memoir, o magari un reportage? È critica letteraria, racconto d’iniziazione, diario? Per quanto banale, “Qualcosa di scritto” (Ponte alle grazie, pp. 247) somma tutte queste forme, senza peraltro porsi il problema.… Leggi il resto »

Costruire il bello

di Marco Belpoliti

Pasolini e Ninetto sono a fianco della macchina da presa che inquadra la città di Orte. Il poeta spiega che ha una forma perfetta, ma se si allarga l’obiettivo, e s’include nella visione le case moderne, che sorgono lì accanto, ci si accorge che “la massa architettonica è deturpata, rovinata”.… Leggi il resto »

Sulle ossa di Pasolini

di Alberto Sonego

Ho scelto il 4 dicembre, ho scelto un giorno qualunque.
Il forte vento della mattina, nel pomeriggio si placa, ed è possibile intravedere nell’aria gli odori dei piatti serviti caldi sulle tavole di quel lembo di terra dove vivo, tra Pordenone e Cordenons.… Leggi il resto »

Note, a pie’ di pagina

di Gianluca Veltri

Mariano Deidda, che canta poemi d’altri – Pessoa, Deledda, Pavese –, ama pensare che i grandi poeti abbiano scritto quei versi proprio perché lui li cantasse, né più né meno di come Mogol creava strofe per Battisti.
Senza dover ricorrere a Deidda, fautore di un’intrinseca necessità letteraria nella musica leggera (e che peraltro appartiene a un’altra leva), è forte l’impressione che i cantautori delle ultime generazioni si nutrano di suggestioni poetiche e cinematografiche in maniera più netta, o forse più evidente, rispetto ai fratelli maggiori.… Leggi il resto »

Il Cristo dell’eresia – un saggio su Pasolini di Erminia Passannanti

di Enrico Cerquiglini

Erminia Passannanti, Il Cristo dell’eresia. Rappresentazione del sacro e censura nei film di Pier Paolo Pasolini, Novi Ligure, Edizioni Joker, collana Transference, 2009, € 12,00.

Il saggio di Erminia Passannanti, Il Cristo dell’eresia. Rappresentazione del sacro e censura nei film di Pier Paolo Pasolini, presenta una lucidissima e documentata analisi di come il sacro diventi oggetto di gran parte della produzione cinematografica di Pasolini e di come si sottragga ad un’ortodossia fatta di dogmi e di inoppugnabili verità.… Leggi il resto »

TQ – fenomenologia di una generazione letteraria allo specchio (prima parte)

Performance di Michelangelo Pistoletto

Sognai che ero una farfalla
che d’esser me sognava
guardava in uno specchio
ma nulla ci trovava
-Tu menti-
gridai
si svegliò
morii.

R.D. Laing

‘O Tale e Quale
di
Francesco Forlani1
Mi ha sempre affascinato il modo in cui la cultura popolare traduce le parole  che indicano le cose attraverso l’uso che di queste stesse  se ne fa.… Leggi il resto »