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TRITTICO INTERISTA

di Franco Buffoni

IL BAR DELL’INTER

E quasi ti vedo dentro il fegato
La milza i due polmoni
Che sobbalzano eretti separati
Ad ogni passo mentre ti avvicini.

Perché vieni da Matera
Più vera, e sai di bar dell’inter,
Lavorato mangiato,
Scoppi come una gemma.

REWIND

Roberto io vorrei
Non essere lì per cena
Da tua moglie e da te.
E in sala poter non entrare
Se no tua madre ti sgrida.
Ma solo nella stanza
Coi chiodi alle pareti
Il coltello l’inter
Le cartine.
Se stai in porta
Domani
Li freghiamo.

RESIPISCENZA

Resipiscenza ancora e poi di nuovo
Del tremendo che mi cerca per amarmi,
Un troppo pieno come nelle cassette
Muove il livello l’asta
Oscilla il galleggiante.
Esorcizzare fare finta di non avere paura
Faccia al cemento ancora fresco al segno
Di una gomma di bicicletta, di un vivainter
Spillo sei alto e bello.

29 Commenti

  1. Ringrazio Natàlia, spero che juventini, laziali, milanisti ecc ecc universalizzino il riferimento. Sono testi sul vigore e la freschezza, sull’adolescenza e il suo maldestro eros. Il riferimento a uno specifico club era necessario, ma poteva esserci il Torino. O la Roma.

  2. la freschezza di una passione che nello sport trova un modo per esprimersi con tutti i suoi pullulanti ormoni adolescenziali e giovanili, ma anche con le sigarette e le mani consumate dal lavoro in fabbrica in una domenica spensierata al bar all’angolo sotto casa, tra una partita a briscola e gli occhi distratti da uno schermo, sotto il quale si ritrova tutta un’umanità pregna di odori e vita…
    certo, c’è da augurarsi che vengano lette come un invito a riscoprire il piacere sano della competizione sportiva, con tutti i suoi scherzi da bar, le battute, gli sbeffeggimaenti, per finire con una pacca sulla spalla… e ritornare a casa.
    buonanotte, n.

  3. Ciao Franco, anch’io interista! Molto belle, ma poi tu non sei del tutto nuovo a questo tema (calcio, sport).

  4. Certo, caro manuel, non sono nuovo… Queste te le ricordi?

    Credo che il calcio sia degenerato
    In pari misura all’osceno allungamento
    Dei calzoncini degli atleti.
    Quei pochi centimetri di stoffa – prima –
    Rendevano più umano lo spettacolo
    Più dolce
    Più italiano.

    +++

    E’ la moda dei fanciulli a dorso nudo
    Nella pubblicità di detersivi
    E coca cola light.
    Viene da basket boxing made in Usa
    La ferrea rigidità di quelle cosce
    Coperte, studiate perché l’occhio batta
    Sopra l’ombelico sulle spalle.
    Ma l’uscita in campo
    Di vecchie pallavolo, quell’incanto
    Del football ad arriccio sospensorio…
    Quand’era solo piccolo cotone
    Tela lavata in casa.

  5. un covo di interisti, e a questo punto del campionato! Belle, ma le accompagno per misura preventiva e sterilizzatrice con una litania sarda e una da cantante, anche se viene detto di un club a caso. Non era meglio aspettare alcune settimane? Tornerò a divertirmene, ma non ora. (Su.. g…. s…’n …lu P.-.. ..-.. ..-.. p.)

  6. Da ragazzo giocavo a calcio (seconda categoria), facevo il libero (e già questo è un segno). Un giorno presi una spledida traversa, con un tiro da trenta metri. Più perfetto di un goal. Bene, tutta la mia vita era già scritta in questa istintiva preferenza. Dal ’74 (anno dello scudetto, avevo 9 anni) tifo Lazio, ma vivo a Bari. Altra “mostruosità”. Il calcio è il paradigma della nostra esistenza (lo sapeva bene Pasolini).
    A Buffoni dico che, con mio figlio (lui sì interista), ho tifato inter: impunemente. (splendide queste poesie “calcistiche”)
    PVita

  7. se uno pensa allo splendore de Il colore rosa o alla grandezza assoluta di Guerra, questi *palleggi oratoriali* si rivelano esattamente per quello che sono: degli autentici testicoli, assolutamente inutili come una lista della spesa mai evasa

    ma è proprio la lista della spesa che autori del valore di Buffoni dovrebbero evitare di pubblicare

    secondo me

  8. @ natàlia

    A proposito di calci d’angolo – e qui Buffoni scuserà per…l’invasione di campo – un anno e spiccioli addietro, mi venne di getto questa metafora calcistica. Là voici :

    CORNER

    Il centravanti attacca a testa bassa
    converge per poi scappare sulle ali

    Io terzino che perde campo
    rinculo sulla fascia guardo indietro

    ai falli fatti ai gol subiti ai cartellini
    gialli lungo il margine degli anni…

    ammicco al mio portiere fisso al punto
    al pallone tra le gambe della punta…

    un colpo negli stinchi al trequartista
    che attacca nello spazio chiede scambio…

    la vita scorre non c’è più tempo
    siamo ai minuti di recupero..

    Prima che si chiuda quel triangolo
    – e sia notte – riuscirò a salvarmi
    in calcio d’angolo?

    4.2.2009

  9. Nella scrittura di Buffoni ho sempre ammirato, fra gli altri, moltissimi aspetti, quell’eros sotteso, tattile, palpabile e tuttavia discreto che in molti suoi testi si palesa all’improvviso, come facesse d’un tratto capolino tra un verso e l’altro, inaspettato, come un fotogramma di un nudo integrale maschile in un film, visto per una frazione di secondo. Sono proprio quelle immagini che restano stampate nella memoria (“…fanno, rifanno capriola”, mi viene in mente) e che nella loro elegante semplicità restano a sigillare le riflessioni più profonde e universali contenute nei suoi libri di poesia.


    Franco, perdona se commento solo adesso ma negli ultimi giorni sono rimasto impelagato, as you can see, nel “basso continuo” paracatodico che, come sai, molto m’è caro…! xxx

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franco buffonihttp://www.francobuffoni.it/
Franco Buffoni ha pubblicato raccolte di poesia per Guanda, Mondadori e Donzelli. Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi (2005). L’ultimo suo romanzo è Zamel (Marcos y Marcos 2009). Sito personale: www.francobuffoni.it