Dieci buone ragioni per amare un romanzo: la prima

19 gennaio 2011
Pubblicato da

di
Francesco Forlani


uno. non cambiare una virgola

” È tutto accaduto, più o meno.” Così comincia il romanzo di Kurt Vonnegut, Mattatoio N 5.1 Un titolo così non lo trovi per eccesso di zelo, o di alcol, ma, quasi come un profumo francese, perché è lui a trovarti. Curiosa la storia di lui prigioniero americano a Dresda, in un mattatoio, ovvero dentro quando poi è fuori la mattanza, il famoso bombardamento della città tedesca avvenuto tra il 14 e il 15 febbraio e in cui gli aerei delle forze alleate scaricarono sulla Firenze dell’Elba ben 2702 tonnellate di bombe. Kurt Vonnegut diede a mattatoio N 5 il sottotitolo di “La crociata dei bambini”. Il titolo ce lo racconta in un passaggio in cui Mary, la moglie del suo compagno d’arme, O’Hare, è contrariata dalla presenza dell’autore, e quando lui cerca di capirne il motivo, lei esplode dicendogli:
” Eravate solo dei bambini durante la guerra…Come quelli che stanno giocando di sopra”
Eppure.
È tutto accaduto (virgola) più o meno. C’è come una rottura, un precipizio che si apre dopo la virgola, quella virgola messa da Vonnegut. Nel romanzo di Florina Ilis, per tutte le 850 pagine non c’è un solo punto. Ci sono capoversi, maiuscole, ma nessun punto. Solo virgole, Come se tra un personaggio e l’altro, (diverse decine e con un ruolo importante nella storia), tra un tempo e un altro, (quando un paese ha avuto la fortuna sfortuna di essere stato comunista c’è sempre un prima e un dopo in cui dovrà rendere conto ai suoi sudditi) perfino tra i due treni (Nella stazione di Cluj ci sono due treni: il rapido in partenza per Bucarest e l’accelerato speciale con i bambini diretti alla colonia estiva) che il lettore insegue per quanto se ne stiano belli fermi, c’è un tale flusso di vita che nessun punto avrebbe potuto fermare. La virgola si sa, sta a indicare un intervallo minimo della voce, ma ha anche funzione, in matematica, di separare le cifre intere da quelle decimali. Ecco allora che La crociata dei bambini sembra di colpo declinare, svolgere, scandagliare ogni spazio possibile e profondità di scarto della storia come successione di cifre tutte intere. E dopo la virgola se ne stanno storie minuscole, piccolissime, forse perché i bambini non hanno, per definizione, un granché da raccontare, in apparenza, forse perché la Romania è un paese di orfani alla ricerca della propria storia. La crociata dei bambini, del resto, è il fuoco che farà brillare la polveriera dell’affaire dei bambini rumeni abbandonati nelle fognature delle città o deportati nel losco giro delle adozioni internazionali. Alla domanda di un cronista che indaga sulle ragioni di quella rivoluzione, i bambini rispondono:
Noi vogliamo dei genitori, non un paese!

– to be continued-

  1. Nel 1972 ne è stato realizzato un adattamento cinematografico, Mattatoio 5 diretto da George Roy Hill, ricordato anche per la colonna sonora d’eccezione: Glenn Gould che esegue musiche di Johann Sebastian Bach. []

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2 Responses to Dieci buone ragioni per amare un romanzo: la prima

  1. marcolfo il 19 gennaio 2011 alle 20:04

    libro bellino, non capolavoro per me, innervosisce la cura terribile all’edizione italiana con errori ad ogni pagina. Qualche erroraccio scientifico penso da parte dell’autrice e forse un centinaio di pagine di troppo, ma carino.

  2. effeffe il 20 gennaio 2011 alle 00:36

    io ho trovato una traduzione perfetta e non ho ravvisato nelle 850 pagine le brutture di cui parli. per me un capolavoro. Forse la copertina… effeffe



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