TORINO BIENNALE DEMOCRAZIA

di Gustavo Zagrebelsky

La seconda edizione di Biennale Democrazia 13-17 aprile 2011 ha per titolo TUTTI. MOLTI. POCHI. e pone al centro dell’attenzione la divaricazione ogni giorno più profonda, nelle società del XXI secolo, tra ideali e realtà: tra l’ideale democratico di un potere di tutti i cittadini e una realtà dei fatti all’insegna del rafforzamento su scala globale del potere di pochi, in tutte le sfere nelle quali il potere si esercita: nella sfera economica, culturale e politica. A fronte di una crescente concentrazione oligarchica dei poteri, emergono nuovi soggetti politici, portatori di bisogni e di richieste di rinnovamento: i giovani, le donne, le diversità culturali e di genere, i consumatori consapevoli. Ad essi Biennale Democrazia riserva percorsi tematici di approfondimento, insieme alle istanze di una democrazia ecologica, che chiama ogni cittadino ad assumere le sue responsabilità per una convivenza sostenibile e una relazione diversa tra gli umani e il loro ambiente. Nell’anno delle celebrazioni per il 150° dell’Unità, un percorso speciale è riservato all’Italia, alla sua storia nazionale, alle sue culture politiche, al ruolo civile svolto dalla letteratura e alla storia delle sue classi dirigenti.
http://biennaledemocrazia.it/progetto/
http://biennaledemocrazia.it/eventi/
http://biennaledemocrazia.it/i-relatori/

3 Commenti

  1. Ho visto un’intervista televisiva di Zagrebelsky l’altra sera. Con toni pacati, senza alcuna violenza verbale, e quindi nel modo più efficace (perché, come dicevano gli antichi cinesi, la morbidezza vince sempre sulla durezza), ha detto che i governi sono ormai delle caste di parassiti che non incidono in nulla, o quasi in nulla, nelle scelte importanti, che avvengono per mezzo di altre procedure, diciamo sovraordinate dalle multinazionali, dai tecnocrati che amministrano la nuova globalizzazione capitalistica. E questo la gente lo sa, lo sente, per questo la distanza che ormai separa la casta politica dalle popolazioni è abissale. L’ho trovata un’analisi molto lucida, che ho condiviso in pieno. Il problema è come uscirne. Come trovare un rimedio. Qui gli studiosi come Zagrebelsky non hanno risposte vere. Perché forse non ci sono risposte. Perché forse è troppo tardi.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Poesia e perdita. Un’intervista di Gilda Policastro a Franco Buffoni

L'intervista-dialogo che segue nasce da un incontro di poesia, tenuto presso la scuola Molly Bloom nel 2017.   Poesia e perdita:...

Poesia e ragionevolezza

di Franco Buffoni C’è una scena dell’Amleto di Laforgue che mi viene sempre in mente quando si tratta di definire...

Silvia è un anagramma

di Franco Buffoni In che peccai bambina? “In che peccai bambina?” La domanda semplice di Saffo è quella che gli/le adolescenti si...

Maestri e Amici

di Franco Buffoni Dante e i suoi maestri Nel canto XV dell’Inferno due parrebbero essere i punti fermi relativamente al rapporto...

Due pub tre poeti e un desiderio: Omosessualità e spionaggio

di Franco Buffoni   L’associazione era stata fondata nel 1820 a Cambridge come Conversation Society presso il Trinity College, ma subito...

Cirque, di Marco Rovelli

(dalla nota di Franco Buffoni) Ciò che appare evidente a prima vista in questo libro è la commistione tra prosa...
Avatar
franco buffonihttp://www.francobuffoni.it/
Franco Buffoni ha pubblicato raccolte di poesia per Guanda, Mondadori e Donzelli. Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi (2005). L’ultimo suo romanzo è Zamel (Marcos y Marcos 2009). Sito personale: www.francobuffoni.it