SERIE A

di Piergiorgio Paterlini

Quando uno dei tanti calciatori gay che giocano in serie A dirà pubblicamente: “sì, sono omosessuale” qualcosa di importante cambierà e contemporaneamente sarà cambiato nel nostro Paese. E anche la voce sgraziata e incivile di Giovanardi la sentiremo un po’ più lontana, un po’ più ridicola e insignificante.
Perché un giocatore di calcio di serie A? Perché se c’è un luogo dove il tabù è più forte – tabù spesso imposto dalle società, dai procuratori eccetera – è esattamente lì, nel calcio e nel calcio professionistico.
C’è un bello spettacolo teatrale che fa parlare un giocatore di calcio omosessuale, si intitola “Ultima stagione in serie A”, ha avuto – come si dice – due riprese nel corso degli anni. Ma rimane uno spettacolo teatrale.
Pochi giorni fa Anton Hysen, 20 anni, calciatore svedese, figlio di Glenn Hysen, difensore di Fiorentina e Liverpool e oggi allenatore proprio di Anton – copio spudoratamente dal Corriere della sera – ha raccontato (la volta che scriverò “confessato” o “rivelato” autorizzo chiunque a tagliarmi le mani) di essere appunto gay. «In Italia non l’avrei detto», ha subito aggiunto. Meno male. Cominciavamo a preoccuparci. Sono parole che fanno bene al cuore.
Per quelli che pensassero che sì è vero purtroppo i gay sono ormai dappertutto e spuntano come funghi ma almeno nel virile calcio no, nello sport nazionale per eccellenza mai, e comunque non in serie A, dirò che conosco personalmente l’allora fidanzato di uno degli azzurri di Spagna 82. Nella finale al Bernabeu era in tribuna, non troppo lontano da Pertini, ma ovviamente in incognito, a vedere trionfare il suo amato. Nemmeno sotto tortura svelerò chi era il calciatore italiano e il suo fidanzato, oggi mio amico. Ma se lo dicesse lui, oggi, quell’ex calciatore, aiuterebbe migliaia di ragazzi più di chiunque altro e di qualunque altra cosa. Lui o qualcuno come lui. C’è speranza che una cosa del genere – così piccola, così grande – accada prima che i nostri figli muoiano di vecchiaia? Non lo so. Ma sperare si può, si deve.

www.Piovonorane.it

19 Commenti

  1. Fernando Bassoli,

    se per lei non è un problema grave italiano, mi CONSENTA di dissentire.

    Chi sarebero questi parlamentari trans?

  2. Certo che lo è ancora. Come vedi è stata eletta e nessuno ha avuto niente da ridire. Io vivo a Latina, la città di Tiziano Ferro, che recentemente ha fatto comingout. Be’ in città si è sempre saputo e posso garantirti che non è mai interessato a nessuno se fosse o meno gay. Eppure è una città di destrissima. Insomma il mondo è cambiato.

  3. A bé allora, stiamo tutti tranquilli, parliamo d’altro dunque..

    .. qual’è il problema che le urge risolvere?

  4. Il lavoro ad esempio. Gli anatocismi bancari. La Mafia. La casa. Tasse esorbitanti che pochi pagano. La corruzione della Pubblica Amministazione. Una classe pollitica inadeguata. La malasanità. Un sistema giudiziario fantozziano.

  5. ..

    E si, ma guardi che ci sono molti esseri umani che oltre ad essere circondati da tutti i problemi che lei elenca, hanno anche il problema di essere estromessi a causa della loro identità sessuale.

    Vi sono altri post in NI che si occupano di tutti gli altri problemi, si faccia un giro nel sito.

    .. e non si formalizzi, per i refusi, io qui sono quello che ne fa di più ^__^ la mia è una grammatica creativa.

  6. non sarebbe male un mondo dove gli orientamente sessuali fossero messi allo scoperto in ogni settore. d’accordo, abbiamo problemi più urgenti, ma paragonare tiziano ferro con un cittadino gay qualunque… dai, lo sappiamo che stilisti e cantanti ci fanno anche più figura.

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Franco Buffoni ha pubblicato raccolte di poesia per Guanda, Mondadori e Donzelli. Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi (2005). L’ultimo suo romanzo è Zamel (Marcos y Marcos 2009). Sito personale: www.francobuffoni.it