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Aforismi incompiuti


[Dopo pressante richiesta da parte dei fan (?!?), proprio come la scorsa estate, eccovi un gradito (!?!) ritorno. G.B.]

di Luca Ricci

Era annichilito perché non ci può essere un eccesso di lucidità.

Il sogno di ogni apocalittico perbene: adombrarsi a tal punto da adombrare il creato.

– Io sono passato alla storia.
– Io sono passato attraverso la storia.

La metafisica era il chewing-gum dell’antichità.

Almeno così: ognuno aperto nel proprio dolore.

– Non fa niente?-
– Al contrario, faccio niente-

Dava spiegazioni sovrannaturali a eventi quotidiani.

Devo assolutamente riuscire a dormire di notte, per smettere di sentirmi gomito a gomito con Dio.

Pensava di pensare e invece si confessava.

L’indole superficiale sembra dotata di sensi difettosi.

Era un vulcano che eruttava lacrime.

Nell’esistenza di ognuno c’è un angolo svoltato che non smettiamo di raddrizzare mentalmente…

Gli erotomani vanno alla radice dell’incontentabilità…

Ammiro chi fa il frivolo, ammiro la fatica dell’emersione, lo sforzo di tenere la testa fuori dall’acqua…

Accumulare, ed eventualmente sperperare, solo e soltanto essere.

Domanda semplice: perché la società del benessere e la società del malessere coincidono?

Nota sociologica: l’umanità si divide in una categoria.

E’ iniziato tutto per caso: perché al momento degli addii non ce lo ricordiamo mai?

Le persone in profondità sono tutte uguali: frignano.

Smetterla è l’unico rischio di chi pensa davvero.

Domani è un’altra notte.

A tutti i nati morti: più la vita è breve più rimane divinamente inintelligibile.

Future cause di morte: lucidità prematura.

Le verità erano così poche, che non capiva come faceva a confondersi.

Riassunto della storia dell’umanità: dalla paura dell’ignoto alla paura del noto.

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3 Commenti

  1. La metafisica era il chewing-gum dell’antichità.
    ma anche della modernità!;-)

    trovo l’ultimo aforisma troppo riassuntivo.

    (bella la scelta di Boldini:-).

    Ciao Gianni

I commenti a questo post sono chiusi

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GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Nel 2011 il romanzo noir I materiali del killer ha vinto il Premio Scerbanenco. Nel 2018 il romanzo storico Come sugli alberi le foglie ha vinto il Premio Bergamo. Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee.
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