DIRITTI NEGATI

22 ottobre 2011
Pubblicato da

di Tiziano Soresina

Il questore di Reggio ha già detto no alla richiesta
Il matrimonio gay non è valido in Italia, ma da ieri sul tavolo del giudice civile di Reggio Emilia Domenica Sabrina Tanasi c’è un ricorso per ottenere un permesso di soggiorno come familiare di cittadino comunitario che, indirettamente, potrebbe aprire un varco anche nel nostro Paese alle nozze fra omosessuali.
Un caso-pilota maturato a Reggio, perché è reggiano il libero professionista 42enne che per lavoro si è recato tempo fa in Spagna, dove si è innamorato di un più giovane uruguaiano (30 anni), poi sposato nel marzo 2010 a Palma di Maiorca. Ora, però, la coppia si trova a Reggio e lo straniero ha chiesto il permesso di soggiorno, facendo riferimento al decreto legislativo n 30 del 2007 (in attuazione di una precisa direttiva comunitaria) che prevede “il diritto dei cittadini dell’Unione europea e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente sul territorio degli Stati membri”. La richiesta è stata, per ora, respinta dal questore Domenico Savi.
Il “no” del questore non ha fatto però demordere la coppia che, tramite gli avvocati Mario Di Frenna e Giulia Perin, ha presentato un ricorso su cui ora si dovrà esprimere il giudice Tanasi. E dopo queste schermaglie mai ufficializzate – da quanto si sa, fonte di sofferenza per i protagonisti – il caso è “esploso” ieri in tribunale. In aula sono presenti i due sposi: eleganti, con un po’ d’ansia, uno dei due accompagnato dalla madre. I loro due avvocati sollevano, in udienza, un profilo d’incostituzionalità relativo all’articolo 2 del citato decreto del 2007 che non prevede fra le unioni tutelate quella tra persone dello stesso sesso («il partner che abbia contratto – recita l’articolo in questione – con il cittadino dell’Unione europea un’unione registrata sulla base della legislazione di uno Stato membro, qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari l’unione registrata al matrimonio e nel rispetto delle condizioni previste dalla pertinente legislazione dello Stato membro ospitante»).
In aula nessuna traccia del Ministero dell’Interno contro cui è stato fatto il ricorso: non si è costituito. Il giudice deciderà entro un mese: se considererà manifestamente infondata l’illegittimità costituzionale avanzata, respingerà il ricorso; se il magistrato riterrà, invece, fondata la questione trasmetterà gli atti alla Corte Costituzionale. E allora…

Da La Gazzetta di Reggio 18/10/11

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