camera di Albrecht

8 agosto 2012
Pubblicato da

di Marco Giovenale

in/ex. Lutero. Amsterdam. mortaio, disegno: punta d’argento.
una donna è di profilo a Rheinfells già lungo il Reno, dentro il suo
bagaglio nasconde un astuccio, filigrana o forse. Stephan ha intanto
rosario di cedro, 1, sul battello, spende 7 heller, mostra a Treviri
il salvacondotto, alla dogana, fanno passare in territorio
di Engers, il giorno di San Giacomo, alla volta di Linz, alla barriera
mi ha lasciato del vino, la lucertola impazziva a seguire
le lucciole nella scatola di bosso. si unisce un messo singolare
quando venni condotto al tavolo la folla stava in piedi sui due lati
proprio come si facesse scorta al gran signore. ad Anversa
abbiamo fatto colazione, per il trasporto delle persone passano
tutti sotto un filo d’oro che va giù dall’orologio del confine.

*
(da In rebus, Zona, 2012)

4 frammenti da "Camera di Albrecht" [da "In rebus", Zona, 2012]

Tag: , ,

16 Responses to camera di Albrecht

  1. […] e voce) in Lyrikline __una poesia da Strettoie  __quattro frammenti da Camera di Albrecht in Nazione indiana    poesie e prose in inglese, in francese, in spagnolo, in tedesco: __several texts in […]

  2. Anna Giuba il 8 agosto 2012 alle 23:09

    Splendido. Grazie

  3. Anna Giuba il 8 agosto 2012 alle 23:15

    Mi sembra di sentire l’odore dell’olio di copale.

  4. Antonio Devicienti il 9 agosto 2012 alle 11:29

    Meraviglioso e magistrale.

  5. effeffe il 9 agosto 2012 alle 12:28

    capolavoro
    effeffe

  6. andrea inglese il 9 agosto 2012 alle 13:01

    Tutti ormai conoscono il Pulcinella’ secret: Marco Giovenale è il nome di un collettivo di poeti, solo quindici dei quali avanguardisti. (Tra di essi, si conta persino un attardato pariniano.) Ebbene, la camera di albrecht, qui parzialmente presentata, mi sembra essere tra i sommi risultati di questa moltitudine giovenalesca.

  7. enzo l. il 9 agosto 2012 alle 19:21

    arretrato di almeno 30 – 20 anni.

    • f.t. il 10 agosto 2012 alle 19:57

      direi di circa cinque secoli, per meglio approssimarci.

      • Enzo l. il 22 agosto 2012 alle 21:11

        Sono solo un riciclo delle esperienze maturate dalla ricerca letteraria negli ’70 – ’80, peccato che ci sia così poca memoria in giro e troppo tempo da dedicare alle sviolinate.

        • f.t. il 22 agosto 2012 alle 22:27

          oh les beaux jours…

          • Andrea Raos il 23 agosto 2012 alle 09:47

            to marco w/ love <3

  8. bianca idelson il 10 agosto 2012 alle 09:02

    il ritmo nella sua forma più levigata e splendente.

  9. mg il 10 agosto 2012 alle 14:38

    merci merci mes chers!

  10. riccardo cavallo il 12 agosto 2012 alle 06:39

    indimenticabile

  11. ashbery, dürer, accumulo « slowforward il 21 agosto 2012 alle 07:14

    […] Il 14 marzo scorso, in occasione di una lettura a RadioTre, per il programma Chiodo fisso, a cura di Loredana Rotundo [testi / audio], ho letto una poesia di John Ashbery, Presagio, dalla raccolta Autoritratto in uno specchio convesso, offrendo qualche veloce annotazione critica, e poi connessioni di massima con tre frammenti dalla sequenza Camera di Albrecht, testo conclusivo del mio In rebus (Zona, 2012; cfr. anche NI). […]



indiani