Tag: poesia italiana contemporanea

Da “Trasparenza”

di Maria Borio

[Presentiamo alcuni testi da Trasparenza, volume in uscita nella collana “Lyra giovani” a cura di Franco Buffoni, Novara, Interlinea].

 

Settima scena

Stendevamo le mani contando
i bordi di pelle incrinati.
…………Questa è una scena visibile
dietro una parte di me che indietreggia,
si sorregge la luce insieme
la carta e il digitale, ti sorreggi
consegnato alla portafinestra
e mi apri uscendo sopra il gelo.

5 poesie

di Fabrizio Bajec

Questi inediti fanno parte di una serie intitolata Stati di emergenza, successiva ma sulla stessa linea de La collaborazione (Marcos y Marcos 2018). Si inseriscono nel contesto delle manifestazioni di protesta che scuotono la Francia da due mesi, pur ispirandosi ad altri scontri sopraggiunti sotto le ordinanze del governo Macron, nei primi tempi della sua elezione.… Leggi il resto »

In tutte le direzioni, purché non nella falsa coscienza

di Lorenzo Mari

 

A tre anni di distanza da Epica dello spreco (Dot.com, 2015), è uscito, alcuni mesi fa, il secondo libro di poesia di Laura Di Corcia, intitolato In tutte le direzioni (Lietocolle, collana gialla, 2018) e già finalista al Premio Rimini 2017 con il titolo Traduzioni e microsismi. La genealogia del libro, però, non si esaurisce qui: come ha dichiarato la stessa autrice in questo interessante e intenso dialogo con Davide Castiglione, almeno una sezione, la “Parte Prima” (pp. 13-31), era stata approntata ancora prima della pubblicazione di Epica dello spreco.

Dix fiabes difficìles

di Andrea Franzoni

“l’eroe in A. F., in quell’unica riga, è un corpo in cui il peso del portato tradizionale e familiare si depone nel senso del mantello. Si depone cioè si mette al margine, tenta anzi di spostarsi ma il peso del mantello, per sua assunzione, è un peso centrale.… Leggi il resto »

Da “La città delle mosche”

di Benny Nonasky

Pubblichiamo una selezione da La città delle mosche (Gilgamesh Edizioni 2017). Più un testo inedito.

É una città di
merda.

<<Me cumpà, i cosi
càngianu
si cangia
a genti.
Ma a genti
simu nui.
E a nui
sulu a morti
ndi cangia.>>1

Lo ripeto:
è una città di
merda.… Leggi il resto »

Lo stanzone

di Andrea Inglese

[Questo testo mi è stato commissionato da The FLR (The Florentin Literary Review) per il numero 4 dedicato al tema del “paesaggio”. Sono inclusi nel numero anche testi di Francesco Targhetta, Azzurra D’Agostino, Giampaolo Simi, Ruska Jorjoliani.]

 

non sembrerebbe, ma

è l’albero cinese, del paradiso, comincia qui,

Pietro Tripodo, poeta e traduttore

(Lo scorso 8 novembre si è tenuto presso la Società Dante Alighieri, a Roma, il convegno “Altre visioni”. Pietro Tripodo poeta e traduttore. Riportiamo tre interventi dalla giornata: Roberta Alviti, Pietro Tripodo traduce Antonio Machado; Michele D’Ascenzo, Pietro Tripodo e la musica: il suono e il tempo; Tarcisio Tarquini, I perciatellini di Pietro.… Leggi il resto »

Nuove nughette

di Leonardo Canella

[Le vie della ricerca poetica sono (quasi) infinite. Una di queste passa per le Nughette di Canella. a. i.]

Da Nuove nughette, Edizioni Prufrock spa, 2017

ti avvicini e mi vuoi far male. Hai i denti grossi. Rotti.
Piccolo, mi vuoi far male e mi racconti la storia di tua
figlia che non la vedi da dodici anni. Penso che hai letto
i Promessi Sposi quando mi mostri il bubbone che hai
sullo stomaco. Fuoriesce di 20 cm. Mi dici che è un’ernia
nonricordocosa e penso però che i Promessi Sposi non li
hai letti bene, che Don Rodrigo ce l’aveva sotto l’ascella,
il bubbone.

La linea automatica produce trecento piani cucina

di Francesco Terzago

La linea automatica produce trecento piani cucina
al giorno, ogni giorno, senza sosta. Ventiquattro ore
su ventiquattro. Trecentosessantacinque giorni
all’anno (o trecentosessantasei, se necessario) – le lastre
di pietra da tre-quattrocento chilogrammi sono mosse
dai bracci meccanici con la stessa semplicità
con la quale io posso sollevare un giornale
o una corteccia di betulla e usarla come
un ventaglio; il foro dove sarà ospitato il lavello
è ricavato con un getto largo come uno spillo,
un getto d’acqua ad alta pressione
e graniglia: sabbia né troppo sottile, né troppo spessa,

Il messaggio è democratico

[Questo testo è apparso in una versione un po’ differente sul n° 4 del 2017 della rivista “Trivio” (Oèdipus editore). L’intero numero, intitolato Polesìa, è stato curato da Ferdinando Tricarico, che partendo da questa crasi di Polis e Poiesis ha invitato un ampio numero di poeti (51) a scrivere sulla nozione di “democrazia”, lasciando massima libertà nelle forme e nella lunghezza.… Leggi il resto »

Overbooking: Primo Levi

Nota

di

Alida Airaghi

Di Primo Levi (Torino, 1919-1987) tutti conoscono i capolavori narrativi, testimonianze tragiche dell’esperienza vissuta nel campo di Auschwitz, in cui fu deportato nel 1944 in quanto ebreo: Se questo è un uomo, La tregua, Se non ora quando?, I sommersi e i salvati.… Leggi il resto »

da Punu / Silvia Tripodi

Potete trovare la raccolta Punu di Silvia Tripodi qui.

Per spiegare meglio questo concetto
in modo che se ne faccia rappresentazione
si può utilizzare l’esempio del tè
la sequenza di azioni di preparazione
la bollitura dell’acqua
raggiunta la temperatura conforme all’infusione
del preparato
il tempo di infusione delle piante sminuzzate
il dopo che si filtra è filtrato pronto
per essere bevuto dentro il corpo.… Leggi il resto »

Mesa e Di Ruscio: dittico degli insubordinati

[Questo testo è apparso per la prima volta in Ákusma. Forme della poesia contemporanea, a cura di Andrea Inglese, Salvatore Jemma, Fabrizio Lombardo, Giuliano Mesa, Gian Paolo Renello e Massimo Rizzante, Fossombrone, Metauro 2000, pp. 211-217. Poi su puntocritico2 il 15 settembre 2011.]

di Andrea Inglese

Nel 1997, per Anterem Edizioni (collezione del premio Lorenzo Montano), è uscito Improvviso e dopo (poesie 1992-1995) di Giuliano Mesa.… Leggi il resto »

La linea del cielo

di Franco Buffoni

Per gentile concessione dell’autore, anticipiamo alcune poesie del nuovo libro in uscita domani, 10 maggio 2018 (hj).

Zitelle e tricicli

L’Ercole col triciclo consegnava le bombole del gas,
La Ebe era una cugina della mamma,
Allora si diceva l’uomo di fatica e la cugina zita.… Leggi il resto »

Genoma

di Carlo Bordini

 

Questa è una poesia dedicata a mio nonno

 

Lui aveva la stessa testa come la mia. Piena di cose. E anche di cose

troppo numerose, che cozzano tra loro, e che a volte

non riescono a

trovare l’armonia.