Tag: poesia italiana contemporanea

da Punu / Silvia Tripodi

Potete trovare la raccolta Punu di Silvia Tripodi qui.

Per spiegare meglio questo concetto
in modo che se ne faccia rappresentazione
si può utilizzare l’esempio del tè
la sequenza di azioni di preparazione
la bollitura dell’acqua
raggiunta la temperatura conforme all’infusione
del preparato
il tempo di infusione delle piante sminuzzate
il dopo che si filtra è filtrato pronto
per essere bevuto dentro il corpo.… Leggi il resto »

Mesa e Di Ruscio: dittico degli insubordinati

[Questo testo è apparso per la prima volta in Ákusma. Forme della poesia contemporanea, a cura di Andrea Inglese, Salvatore Jemma, Fabrizio Lombardo, Giuliano Mesa, Gian Paolo Renello e Massimo Rizzante, Fossombrone, Metauro 2000, pp. 211-217. Poi su puntocritico2 il 15 settembre 2011.]

di Andrea Inglese

Nel 1997, per Anterem Edizioni (collezione del premio Lorenzo Montano), è uscito Improvviso e dopo (poesie 1992-1995) di Giuliano Mesa.… Leggi il resto »

La linea del cielo

di Franco Buffoni

Per gentile concessione dell’autore, anticipiamo alcune poesie del nuovo libro in uscita domani, 10 maggio 2018 (hj).

Zitelle e tricicli

L’Ercole col triciclo consegnava le bombole del gas,
La Ebe era una cugina della mamma,
Allora si diceva l’uomo di fatica e la cugina zita.… Leggi il resto »

Genoma

di Carlo Bordini

 

Questa è una poesia dedicata a mio nonno

 

Lui aveva la stessa testa come la mia. Piena di cose. E anche di cose

troppo numerose, che cozzano tra loro, e che a volte

non riescono a

trovare l’armonia.

Mariano Bàino – Prova d’inchiostro e altri sonetti – mini-antologia con nota (in-)esplicativa

Da Prova d’inchiostro e altri sonetti

di Mariano Bàino

1.

mundus (homeless man)

chiuso il tuo chiuso dentro un cassonetto
conchiglia inconchigliata col suo mollo
fra la calda immondizia, in un brodetto
sapido di primordi, finché il collo

ancora umano troppo umano non
lo scannano spirali in giro lento
di un vecchio camion nella notte con
tritarifiuti d’ordinanza -il vento,

folate fredde in mezzo allo sfasciume,
fa volteggiare un po’ di cartastraccia
fra le baracche sul greto del fiume.… Leggi il resto »

Da “Sedute in piedi”

di Giulia Scuro

.

Ventottesima ora di lavoro

Dottoressa, come le ho già più volte
detto, pur con le molte
divagazioni del caso
io sono preoccupata per il mio naso.
Ho paura che la sua sporgenza
sia uno sfoggio di esistenza
e che al vederlo chi è di fronte
pensi a lui come ad un ponte
nella mia direzione,
fatto di binari olfattivi,
alla portata dei suoi incisivi.… Leggi il resto »

Il sogno politico di un’azione poetica: su “Sonnologie”

di Gianluca Garrapa

(Se ti pare di scorgere una qualche opacità nella lettura delle poesie di Sonnologie, tale difficoltà di intendere immediatamente le immagini di questa scrittura, è da ascriversi al soggetto-cittadino stesso che ne ritrae in scrittura-contro-politica l’operazione politica della dissocietà del mediale quando cerca di colonizzare l’inconscio con savoir faire subliminale.)

Sonnologie è l’ultima raccolta poetica di Lidia Riviello, postfazione di Emanuele Zinato, edita del 2016 per Zona contemporanea.

Sonnologie, i cui versi qui compaiono in corsivo, procede con un andamento onirico e racconta il plagio globale e l’asservimento mentale dell’individuo comune alla violenza subliminale del sistema socio-politico. La scrittura è un vero e proprio esercizio mentale che pare dire: vedi? È questa la lingua dei sogni indotti dal capitalismo che respiri.

OT GALLERY (una retrospettiva # 1)

 

a cura di Giulio Marzaioli

 

La OTgallery, sebbene non scavata nella roccia, è a tutti gli effetti una galleria. Inaugurata il 30 settembre 2014, la galleria, ideata e diretta da Giulio Marzaioli, è stata realizzata sul web (otgallery.org, attualmente off-line) con la collaborazione tecnica di Elisa Davoglio.… Leggi il resto »

Chi parla nel testo? Apriori autobiografico, maschere, iponarrazioni

[Questo testo è apparso sull’ultimo numero de “l’Ulisse”, e compare qui emendato da alcuni refusi.]

di Andrea Inglese

 

Finché finzione ci separi

Per lo più vi è la finzione, fortunatamente. Possiamo usare la terza persona, e assegnarle un paesaggio, delle azioni da compiere, dei sentimenti da provare, degli oggetti da prendere in mano, possiamo raccontare delle storie, delle storie brevi (racconti) o delle storie lunghe (romanzi).… Leggi il resto »

Posti a sedere

di Luciano Mazziotta

 

in casa invece c’è quello che occorre.

tre facce due parlano e l’altra

li osserva. poi quella che osserva

inizia a parlare e l’una che prima

parlava si ferma che adesso

li osserva oppure si alza

si lava le mani girata

che allora non guarda.

                                   come se a turno

l’una o l’altra o quell’altra

dovesse star muta in un angolo.

tre facce due parlano e l’altra

dovesse fare la spia.

Tredicesimo quaderno italiano

Agostino Cornali

 

È il respiro del drago Tarantasio                                                                                                 Chieve

che fa tremare le persiane

nelle notti di febbraio

Da “Per l’odio che vi porto”

di Emanuele Canzaniello

.

Carlos Monzón

Mi sono piaciuti il bianco e quel nero,
Lucido mantello di smalto sulla tua carne,
Foto splendida di Helmut.
Mi è piaciuto volar giù dall’albergo di Mar del Plata
Insieme alla mia donna, dopo averla strangolata
E ancora una volta non morire.… Leggi il resto »

Alla ricerca di una possibile concretezza # 2

[Pubblico la seconda parte di un testo apparso come postfazione a Lavoro da fare di Biagio Cepollaro, uscito nel 2006 in e-book e in formato cartaceo nel 2017 presso la Dot.com Press di Milano. La prima parte qui.]

di Andrea Inglese

 

2.

Vorrei tornare ora a una lettura ravvicinata del lavoro di Cepollaro, ma seguendo l’itinerario cronologico che porta da Fabrica a Versi nuovi e da Versi nuovi a Lavoro da fare. Ciò che in Fabrica veniva vistosamente abbandonato era l’originale ed efficacissimo innesto del volgare di Jacopone da Todi e del dialetto napoletano nell’italiano medio attuale.