Te la faccio vedere nera

Una nota
di
Igiaba Scego

Ok vivo in un paese assurdo! Me ne devo fare una ragione…ma a volte è proprio difficile capire tutto quello che ci sta succedendo (di negativo) intorno. Leggete qui di seguito l’articolo del Manifesto sulla contestazione di Torino al ministro Fornero. Beh ad un certo punto c’è scritto (e il manifesto cita fedelmente le parole del ministro che sono a dir poco sconcertanti): “Poi parla anche di violenza sulle donne, che è il tema del convegno, dicendo che è stata in Sudafrica, che ha letto un libro sulla violenza, e che è riuscita anche a capirsi con donne molto lontane da lei, donne di un altro continente, donne “nere” che la violenza la conoscono“.
Io sono una donna nera e da donna nera dico: la violenza la conoscono purtroppo tutte…e di tutti i colori. Non è una cosa specifica delle donne nere. In italia le donne vengono uccise, massacrate, seviziate tutti i giorni. Ci sono donne migranti e figlie di migranti tra le vittime della violenza, ma la maggioranza delle vittime è costituita da donne bianche, italiane da generazioni. Quindi dicendo quello che ha detto la sig.a Fornero fa torto a tutte: Nere, bianche, gialle, azzurre, rosse, a pois. Che tristezza infinita ragazze, che tristezza immensa.

Qui l’articolo del Manifesto

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  3 comments for “Te la faccio vedere nera

  1. renata morresi
    18 ottobre 2012 at 12:01

    Il problema (uno dei problemi) di Fornero è che non ascolta, non ascolta, non ascolta e neanche si ascolta – ma, cribbio, una nata nel ’48 com’è che non si ricorda nulla dei dibattiti auto-gestiti, dei gruppi di presa di coscienza, delle assemblee fiume, del confronto serrato, del call and response, della discussione aperta, ecc.? e neanche delle politiche dell’identità degli anni Ottanta e Novanta si ricorda niente? che non si generalizza, che non si compatiscono gli “altri”, che non si auto-conferma la propria posizione di privilegio, ecc. Ma com’è? E’ stata sempre negli uffici d’angolo a Harvard, a Maastricht, a Washington? Dove vive, dove ha vissuto? Siamo solo noi a vivere qui?

  2. 18 ottobre 2012 at 12:15

    davvero la Fornero è impagabile… qualunque cosa dica… verrebbe da dire che parla come una dama di San Vincenzo, ma si fa torto alle brave dame…

  3. 19 ottobre 2012 at 12:47

    Sì, la violenza contro le donne, il cosiddetto femminicidio, un problema drammatico anche in Italia. Ma è necessario anche parlare di un altra questione più sottile, che alla lunga fa gravi danni:
    perché nessuno nota l’umiliazione-mercificazione sistematica della donna, rappresentata alla stregua di un banale elettrodomestico, un’aspirapolvere o una lavatrice, utile a soddisfare bisogni primari ed elementari, realizzata attraverso l’elevazione (compiaciuta) a modello vincente delle varie Veline, Letterine, Grandifratelline e Isoladellefamosine che hanno affondato definitivamente in un pantano putrescente la dignità della donna che pure è al tempo stesso madre, moglie e musa: colei che ben altri cervelli (es. gli stilnovisti) ebbero a definire “anello di congiunzione filosofica tra uomo e Dio”?

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