Tabucchi inquieto

14 marzo 2013
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Antonio Tabucchi, un anno dopo. Per il primo anniversario della morte (avvenuta a Lisbona, il 25 marzo del 2012), i suoi editori stanno mandando in libreria testi di e su Tabucchi (Feltrinelli stampa una raccolta di “Saggi” curata da Anna Dolfi, e “Mi riconosci” di Andrea Bajani che racconta gli ultimi giorni dello scrittore; tutte le opere di Tabucchi pubblicate da Sellerio escono ora in un volume con prefazione di Paolo Mauri). Al ricordo di Tabucchi la Regione Toscana, a Firenze, dedica una tre giorni che si intitola “Dialoghi inquieti“. Il 23 marzo al Teatro Cantiere Florida di Firenze, Versiliadanza mette in scena “Nel tempo di questo infinito minimo io ti dico Good Bye Mr Nightingale”, un’azione teatrale ispirata a “Notturno indiano”. Il giorno dopo, sempre al Florida, è la volta di una maratona di lettura dalle opere di Tabucchi. Al centro della giornata del 25, all’Odeon, ci saranno i rapporti fra letteratura e cinema. La mattina, introdotto da Anna Dolfi, si comincia con “Tristano e Tabucchi”, un raro filmato del 2003 in cui lo scrittore racconta la gestazione del romanzo “Tristano muore”. Nel primo pomeriggio, alla presenza del regista Roberto Faenza, viene proiettato “Sostiene Pereira”. Alla sera, infine, conclusione con la proiezione di “Notturno indiano” di Alain Corneau. Sempre nel pomeriggio porteranno i loro ricordi gli editori Inge Feltrinelli e Antonio Sellerio; gli scrittori Andrea Bajani, Paolo Di Paolo, Romana Petri, Ugo Riccarelli; le studiose dell’opera di Tabucchi, Anna Dolfi e Thea Rimini; e, infine, Antonio Padellaro, direttore de “Il Fatto”, che prima sull'”Unità” poi sul “Fatto” pubblicò gli ultimi interventi politici di Tabucchi.

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4 Responses to Tabucchi inquieto

  1. christian raimo il 14 marzo 2013 alle 09:52

    E il fondo Tabucchi se lo prende la Francia invece perché dall’Italia non si è mostrato alcun interesse.

  2. daniele ventre il 14 marzo 2013 alle 14:34

    Mi chiedo per che cosa si mostri ormai interesse in Italia, che non sia autoritarismo, fede a buon mercato o pura ostentazione.

  3. Giovanni Turi il 15 marzo 2013 alle 09:58

    che Tabucchi avesse scelto l’esilio, non è certo casuale…

  4. Dreiser Cazzaniga il 17 marzo 2013 alle 11:54

    giá peró Tabucchi non passave mica tutto il suo tempo a insultare i francesi, ma gli italiani, io lo ricorderó sempre qui all’Universtá di questa piccola cittá di Al Andalus, spiegare ai miei studenti come gli italiani sono cialtroni, incivili, corrotti e berlusconiani, un bel aiuto per l’Anno Accademico, conserveró di lui un bel ricordo. Davvero. Poi da uno che veniva dall’Algarve, dove la corruzione non è diffusa, è la sola, l’unica attivitá economica che ha cementificato e distrutto per sempre uno dei paesaggi piú belli d’Europa. Suppongo che comunque a Tabucchi, ora che ha varcato da un anno il Ponte Chinvat, della stima postuma degli italiani che tanto disprezzava non importi proprio nulla.
    Dreiser Cazzaniga



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