Per Lampedusa

15 ottobre 2013
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Abbiamo ricevuto da Massimo Parizzi, amico di Nazioneindiana, una mail che ci sembra importante pubblicare tal quale. È un’indicazione rivolta a chi sente l’esigenza di fare qualcosa di concreto per le condizioni dei profughi giunti a Lampedusa.

Cari amici,

mia sorella Franca, medico, vive da anni a Lampedusa, dove, con la nuova giunta, è diventata assessore alla sanità e, fra altre cose, all’accoglienza e primo soccorso ai migranti. Suo figlio Matteo, che vive lì anche lui, ha partecipato fin dall’inizio ai soccorsi in mare. Qualche giorno fa, roso dal senso di impotenza (come tutti noi, credo), ho chiesto a Franca che cosa potevo fare. Soldi? Ospitalità? Ospitare dei sopravvissuti alla tragedia, si sa, è impossibile: è incredibilmente, scandalosamente un reato. Poi da Matteo, attivo nell’associazione lampedusana Askavusa, ho saputo che si stanno raccogliendo firme per “l’apertura di un canale umanitario fino all’Europa per il diritto d’asilo europeo”. Quindi che cosa posso/possiamo fare? Come al solito, mettere una firma, dare dei soldi.
 
Mia sorella mi ha indicato a chi si può spedire del denaro (ed è superfluo che vi dica che in lei ho una fiducia cieca): al conto corrente postale 11445921 (oppure Iban Poste Italiane IT20M0760116600000011445921); o al conto corrente bancario Unicredit, Iban IT21A0200882960000300001307. Entrambi i conti sono intestati al Comune di Lampedusa e Linosa e nella causale occorre scrivere “Solidarietà per emergenza immigrazione Lampedusa”.
 
Le firme per “l’apertura di un canale umanitario fino all’Europa per il diritto d’asilo europeo” si possono mettere su http://www.meltingpot.org/Appello-per-l-apertura-di-un-canale-umanitario-fino-all#.UlLSp9K8CFC.

Un caro saluto a tutti,

Massimo Parizzi

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