Tre poesie

2 dicembre 2013
Pubblicato da

di Marco Giovenale

AGATHE SNOW S+M (SALT AND MULCH), 2007  vedi sito per i materiali PERES PROJECTS LA.

 

Da Maniera nera, inedito.

 

Cammina / ha
specchio alto avanti:
ci vede sé (se) non vede
dove corre scorre preso / il
disequilibrio
lo tiene

 

*

 

Inizio di serie
ferita (ferente), dice, ritiene,

con iodio nelle unghie
tassellini di marmo non incisi
snodi dei tubi del reparto
a vista, i posatori
montano smontano
alle nove le otto di mattina.

Ottobre ha le sue basi
certe plastiche
con caldo, cucinato. (Corridoio).

Estranee suoriformi scarmigliate
se affacciano flebette è per poi mettere
domande in capo ai letti
lesti dei minuti.

Il pane va nel cellophane bucato
– le muffe aspetteranno un po’.
C’è posto per tutto, tutto si risolve

 

*

 

L’angolo-specchio ha presente
la farina dell’attore, del truccato.

Oluf un po’ corre
sul camminamento a chiave di violino,
tutto siepe, intento: a cacciare
il fantasma – che però forse le facce
all’inferriata gli dicono o direbbero: è
dall’altra parte, interno,
così, non in giardino.

Even if, certo, dal due-trecento
è in giardino che si cerca

 

[Immagine: Agathe Snow, S+M (Salt and Mulch), 2007, Peres Projects, L.A.]

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