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Appello per la liberazione dei corpi e del dissenso politico

 

( Pubblico e con ciò personalmente aderisco a questo appello apparso su http://quaderni.sanprecario.info/2014/04/appello-per-la-liberazione-dei-corpi-e-del-dissenso-politico/, g.m.)

 

 

Proponiamo all’attenzione di tutte/i questo appello firmato da alcuni intellettuali e attivisti europei e non solo per denunciare il clima di crescente intimidazione e repressione presente in Italia e in Europa.

Clamoroso è il caso della lotta in Val di Susa, dove attualmente quattro giovani sono sottoposti a un regime carcerario di isolamento, accusati di “terrorismo”, e 54 persone si trovano sotto processo per aver manifestato, in forme diverse, il loro dissenso contro il proseguo dei lavori per l’Alta Velocità a cui da venti anni si oppongono le comunità della zona. Non basta: altri episodi diffusi di repressione del dissenso e del diritto a manifestare ci allarmano grandemente.

Promotori di tale iniziativa sono gli iscritti alla lista Effimera, variegata realtà di ricerca e di pensiero internazionale, nata dopo l’esperienza di UniNomade 2.0. Chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore la libertà di espressione e di critica di appoggiare questa presa di parola che ha lo scopo di ribadire il diritto all’autodeterminazione dei corpi e dei territori al di fuori delle imposizioni e delle logiche del capitalismo finanziario contemporaneo.

Per firmare: appello.contro.repressione@gmail.com

 

* * * * *

Foucault, in una lezione tenuta nel 1978 al Collège de France, scrive che oggi l’arte del governare “ha per bersaglio la popolazione, per forma principale di sapere l’economia politica, per strumenti tecnici essenziali i dispositivi di sicurezza”. Se questo è il piano dentro il quale ci muoviamo, oggi stiamo assistendo ad un salto di qualità dei dispositivi di sicurezza. Osserviamo una complessiva e sottile involuzione autoritaria della società italiana ed europea, dove il conflitto viene patologizzato e interiorizzato e vige la repressione di ogni politica affermativa e di ogni pratica di autonoma gestione di corpi, relazioni, territori. In particolare, ci allarma e ci preoccupa il clima di controllo di un neocapitalismo particolarmente violento nei confronti degli attivisti del movimento No Tav in Val di Susa. Quattro giovani, Claudio, Chiara, Mattia e Niccolò, sono da dicembre in carcere accusati di terrorismo. Altri 54 attivisti No Tav sono sotto processo per i fatti relativi alle manifestazioni del 27/6 e del 3/7/2011, attualmente in corso presso la IV Sezione del Tribunale di Torino, in condizioni in cui, come denunciato pubblicamente dagli avvocati della difesa, si consta “l’oggettiva impossibilità di garantire, nelle attuali condizioni, un sereno e concreto esercizio del diritto di difesa”.

Anche in altre città italiane (Bologna, Milano, Padova, Roma, Treviso, Napoli) negli ultimi mesi sono state emesse ordinanze di “divieto di dimora”, “arresti domiciliari”, “obblighi di firma” destinati a coloro che, più di altri, hanno manifestato dissenso politico.

Noi vediamo nell’esplicarsi di tali durezze fuori misura, il volto di un potere che ha cambiato natura: lontano e dittatoriale, repressivo e dunque “esterno” rispetto alle culture, ai corpi, ai volti, ma contemporaneamente vicino e “intimo”, capace di effettuare un’integrale cattura dell’anima, reclamando di volerla orientare attraverso dispositivi ambientali ed economici che favoriscono l’adesione alla “norma” oppure, viceversa, pronto a espellere, imprigionare, scartare qualsiasi elemento che alla “norma” non voglia adeguarsi.

Un’intera valle e tutta la sua popolazione da quasi venti anni resistono al destino stabilito dalle logiche dello sfruttamento intensivo neoliberista, sordo a ogni desiderio, insensibile ai bisogni della vita e al rispetto dell’ambiente, interessato solo alla razionalizzazione capitalistica dell’esistenza, al calcolo di investimenti in grandi opere inutili ed irragionevoli che debbono essere il più possibile soltanto una fonte di denaro. Di fronte alla fermezza con cui la decisione unilaterale sulla sorte della Val di Susa viene da decenni presentata come una funzione che sottomette tutti i comportamenti agli interessi economici, le comunità hanno messo in gioco i propri corpi, diventando un modello di testarda resistenza alle ragioni del capitalismo-finanziario per il Paese nella sua interezza e anche oltre i confini nazionali. Siamo in presenza di regole oscene che autorizzano a imprigionare quattro ragazzi poiché “l’azione terroristica è idonea ad arrecare danno d’immagine all’Italia” e, aspetto particolarmente significativo, siamo di fronte alla pubblica rivendicazione del lato indecente di questa repressione, con la complicità dei principali media e di buona parte del milieu intellettuale italiano (con poche, ma significative, eccezioni).

Per queste ragioni noi firmando chiediamo l’immediata liberazione degli attivisti imprigionati dietro accuse strumentali e gigantesche. Pensiamo che la moltitudine che si solleva in Val di Susa trasgredisca solo la logica imperante del “capitale umano”. Questi giovani mettono in gioco le proprie vite, rifiutando l’idea della libertà come libera accettazione di una scelta obbligata; hanno sottratto la propria libertà al calcolo, per affidarla alla manifestazione di un’idea.

Non c’è politica che non cominci da lampi come questi, vogliamo ricordarlo. Essi sono i lampi dell’intelligenza e del coraggio imprendibile dell’umanità, gli unici capaci di far tremare la presunta solidità del biopotere contemporaneo. Noi dunque pensiamo che l’avvenire della politica stia nella fedeltà a questi lampi cui chiunque può partecipare, purché sia disposto a mettere davvero in gioco se stesso.

* * * * *

Prime firme in ordine alfabetico:

Giorgio Agamben, Piergiovanni Alleva, Adalgiso Amendola, Emiliana Armano, Thomas Atzert, Chiara Bassetti, Franco Berardi Bifo, Manuela Bojadžijev, Sergio Bologna, Giorgio Bonazzi, Emanuele Braga, Ulrich Brand, George Caffentzis, Vincenzo Carbone, Federico Chicchi, Salvatore Cominu, ricercatore, Italia, Manuela Costa, Carlo Cuccomarino, Anna Curcio, Mariarosa Dalla Costa, Pierre Dardot, Simona de Simoni, Filippo Lucchese, Valerio Evangelisti, Ubaldo Fadini, Roberto Faure, Silvia Federici, Lorenzo Feltrin, Andrea Fumagalli, Pierangelo Galmozzi, Davide Gallo Lassere, Maurizio Gibertini, Mario Gamba,Antonio Gennari, Giovanni Giovannelli, Avery Gordon, Spartaco Greppi, Giorgio Griziotti, Carlo Guglielmi, Michael Hardt, Sabine Hess, Srecko Horvat, Ursula Huws, , Christian Laval, Maurizio Lazzarato, Emanuele Leonardi, Les Levidow, Peter Linebaugh, Dario Lovaglio, Geert Lovink, Stefano Lucarelli, Benjamin Manski, Christian Marazzi, Nicolas Martino, Sandro Mezzadra, Francesco Miele, Cristina Morini, Gianfranco Morosato, Annalisa Murgia, Timothy S. Murphy, Brett Neilson, Antonio Negri, Pierluigi Panici, Leo Panitch, Matteo Pasquinelli, Giuliana Peyronel, Marco Philopat, Anne Querrien, Gerard Raunig, Judith Revel, Paola Rivetti, Adrià Rodriguez, Gigi Roggero, Rosario M. Romeo, Ned Rossiter, Andrew Ross, Cecilia Rubiolo, Francesco Salvini, Raffaele Sciortino, Marco Scotini, Guy Standing, Paul Stubbs, Tiziana Terranova, Lucia Tozzi, Carlo Vercellone, Tiziana Villani, Giovanna Zapperi, Paolo Vernaglione, Soenke Zehle,

 

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5 Commenti

  1. grazie Giorgio di aver pubblicato questo sacrosanto appello che ho subito firmato. La questione in ballo è gravissima e non può essere passata sotto silenzio. Nel merito poi della questione notav, consiglio molto la lettura dei documentati articoli di Massimo Zucchetti (ordinario di impianti nucleari, nel Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino), ad esempio questo: http://www.notav.info/post/valsusa-siamo-a-una-svolta-ma-quale/

  2. Ringrazio anch’io per l’informazione. Non ne ero a conoscenza, e ovviamente ho aderito.
    Credo che forse il necessario anticapitalismo concreto che l’umanità esige possa ormai soltanto esistere a partire da movimenti come questi, ben al di là delle derive verso l’insignificanza di una sinistra del tutto residuale.

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