Art. 22 : I comunisti dandy e dio

Teologia-della-liberazioneI comunisti dandy non amano le maiuscole, in generale, eppure, quando si scrive dio un’esitazione di certo prodotta dall’infanzia ammanta il tratto, le dita. In totale armonia con quanto prescritto dal proprio decalogo laico,  i comunisti dandy hanno scoperto che, comunque sia, va sempre a finire che sia vana la prece e questo a prescindere dalla condotta del richiedente. Il comunista dandy, fin dalla tenera infanzia, vive con estrema serietà la contraddizione pratica cui si presta il catechismo appreso in classe. A pochi minuti dalla fine della partita del cuore, con risultato a reti inviolate delle due formazioni, il bcd avvolto nella sciarpa della propria squadra, generalmente con Stella rossa e quasi sicuramente  con il titolo Dinamo o Spartak nel nome, osserva non senza trepidazione la lunga corsa del proprio attaccante preferito interrotta da un piede cattivo avversario in piena area; fallo punito dall’arbitro con un calcio di rigore. Nel momento in cui il proprio uomo sta per calciare la palla il bcd pensa forte, quasi a farselo scappare dalle labbra : dio ti prego, faccelo segnare ! Nell’istante successivo realizza che probabilmente nella curva opposta alla propria un altro bcd ha appena profferito la stessa invocazione con una leggera variazione sull’ ultima parola : dio ti prego, faccelo parare !
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La questione delle preferenze di dio, ovvero di assecondare la preghiera del bcd uno rispetto al bcd due, comporta la quasi automatica messa in discussione dell’onnipotenza dello stesso dovendo quest’ultimo, qualsiasi decisione esso prenda, portare beneficio all’uno arrecando danno all’altro. Ora, ammettendo che i due bcd non abbiano veramente nulla da rimproverarsi e ancor più da farsi rimproverare, quale che sia la decisione dell’altissimo, si comprenderà bene quanto la delusione dell’uno o dell’altro possa concorrere al futuro ateismo di uno dei due. Ecco cosa pensa il bcd facendo seguire a tale pensiero  la certezza che dio non esiste. Il che accade nel momento in cui il proprio giocatore, spiazzando il portiere, la mette dentro. Lo fa per solidarietà con il bcd due che gli sta di fronte e infatti, lasciando lo stadio, nella gioia di una curva delle due, quasi sussurra spingendo il tornello : adieu !

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francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux