Le belle di Maggio

1 maggio 2015
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L’Abécédaire de Gilles Deleuze: E comme Enfance

“A proposito di ferie pagate mi ricordo la spiaggia di Deauville il primo anno delle ferie pagate. Uno spettacolo che per un regista di cinema doveva essere un capolavoro, con tutta questa gente che vedeva il mare per la prima volta, è prodigioso. Ho visto qualcuno che vedeva il mare per la prima volta nella sua vita. È splendido. Era una ragazzina della regione di Limousin, era con noi. Se c’è una cosa di inimmaginabile quando non la si è vista è proprio il mare. Si può dire il mare è qualcosa di grandioso, di infinito, e non vuol dire niente. Ma quando vedi il mare… e quella ragazza è rimasta 4 o 5 ore davanti al mare, completamente inebetita come un’idiota dalla nascita, e non smetteva di guardare uno spettacolo così sublime e così grandioso.

La spiaggia di Deauville era sempre stata riservata ai borghesi, era loro proprietà. Quando sono arrivate le ferie pagate e la gente che non aveva mai visto il mare… è stato grandioso. Se l’odio di classe vuol dire qualcosa… mia madre che pure era la migliore delle donne parlava dell’impossibilità di stare su una spiaggia con della gente così. Era dura. Il maggio ’68 non è stato niente in confronto!

La paura, non si poteva fermare tutto questo. Se si davano le vacanze agli operai scomparivano tutti i privilegi borghesi. Un manovale che veniva sulla spiaggia era come il ritorno dei dinosauri. Come un’aggressione. Era peggio dei tedeschi.

Quello che succedeva nelle fabbriche i padroni non lo hanno mai dimenticato. Credo che abbiano ancora una paura ereditaria. Più spaventoso del ’68 che pure ha fatto paura e ancora ne fa.

Quindi dicevo siamo rimasti con mio fratello a Deauville ed è allora che ho smesso d’essere un idiota.”

 

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Notable Replies

  1. (parentesi emozionale : quell'abécédaire lo custodisco come un segreto. Ho scoperto Deleuze una notte - una lezione a Paris Vincennes - e probabilmente, allora, non ci ho capito nulla. E forse tutt'ora, forse era solo il suono della voce, o il fumo nella stanza, o il bianco e nero dei volti degli studenti. Poi anni dopo ho trovato quel cofanetto in una piccola libreria, e ho scoperto un mondo. Forse è il "mio Deleuze preferito". Anzi : senza dubbio.)

    Ma oggi : come festeggiare, cosa festeggiare? Quali lavoratori? Quale lavoro? Quanti? La situazione in cui viviamo è dannata, stiamo quasi tutti fuggendo, o forse vorremmo fuggire, ma dove - quando la mercificazione del lavoro è una tendenza globale? E forse nemmeno più (solo) del lavoro, perché il passo successivo è stato quello della mercificazione dei precari stessi, una compravendita, un giochino perfetto, funziona benissimo.

    Se si davano le vacanze agli operai scomparivano tutti i privilegi borghesi. : Già. Poi però si è deciso di dare le vacanze a vita, di mettere la vita in vacanza, denudarla di tutto, e quello che rischiava di scomparire è riemerso potenziato, una grande bocca tritura-tutto. E non ha spezzettato solo il lavoro (là dove c'è), ha mandato in frammenti l'integrità stessa della persona, una perdita di dignità, un crollo. Da un lato un aumento inquietante di imprenditori che per la crisi si tolgono la vita, dall'altro una vita già tolta e che continua a disfarsi di (non)lavoratori che sfiancati, umiliati, hanno anche perduto l'immaginario di una lotta possibile, di un recupero, di un cambiamento. E questo, credo, è l'effetto catastrofico peggiore : non riuscire più ad immaginare.

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