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Concerto n° 3 per elefante suonabile

di Ugo Cornia

 

Allora, l’improvvisazione. Per esempio c’è John Cage che va a uno spettacolo della tele americana e fa un’improvvisazione dove suona anche un frullatore. Cioè, per esser più precisi, per prima cosa inizia suonando un pianoforte a coda ma per suonarlo usa un pesce di plastica che butta direttamente sulle corde, poi però suona anche una vasca da bagno con acqua, il famoso frullatore e una pentola a pressione, che le toglie il cappuccio così fa fsch, fsch. Poi c’ha anche un vaso di fiori e un innaffiatoio. Allora li suona un po’ tutti. E questa ovviamente è una pura improvvisazione perché c’era questo Cage che per caso stava andando dal giornalaio a comprare l’ultimo numero di Life, ma per tagliare l’isolato e far prima aveva pensato di attraversare uno studio televisivo, soltanto che mentre stava attraversando lo studio l’hanno visto e gli hanno chiesto Ma lei cosa fa, lui ha detto Faccio il musicista, loro gli hanno detto E che cosa suona, lui ha detto Mah, io improvviso con quel che c’è, allora gli hanno detto Noi avremmo un pianoforte a coda, con un pesce di plastica, un innaffiatoio e una vasca da bagno con acqua, ce li suona? Ci improvvisa qualcosa? E lui ha detto Va bene. Poi ha improvvisato. E questa è stata l’improvvisazione.

Ma io qualche dubbio ce l’avrei perché è vero che le due parole hanno un significato un po’ diverso, però nessuno può negare che abbiano una radice comune e anche un significato simile, e le due parole sono improvvisazione e improvvisata. Allora potrebbe anche succedere così. Per esempio, io vado a sorpresa dal mio amico Carlo Paternò, suono, lui dice Chi è? E io dico Son io, ti ho fatto un’improvvisata (non una improvvisazione, che sarebbe strano dire ti ho fatto un’improvvisazione a casa tua). Allora lui mi dice Vieni su, allora poi io salgo in casa sua, entro, poi appoggio sul tavolo di Carlo un innaffiatoio con un pesce di plastica e un frullatore, poi visto che Carlo ha appena cambiato casa, e per un verso è vero che sta in una casa vecchia senza ascensore, e sta al quarto piano, però è anche vero che in casa sua c’è una carrucola, per cui se uno deve portar su un tracantone può legarlo alla carrucola che è molto più semplice che portarlo su per le scale, e dopo lo tira su con la carrucola. Allora dopo che ho mollato sulla tavola l’innaffiatoio col frullatore e il vaso di fiori, che Carlo stava aprendo una birra gli dico Aspetta un attimo, che dovremmo portar su anche un pianoforte a coda e una vasca da bagno con acqua. E gli spiego che mi scoccia lasciare la vasca da bagno con acqua e il pianoforte a coda sulla macchina che ho un po’ paura che me li rubino, che non si sa mai, e Carlo mi dice Ma non l’hai chiusa la macchina, e io gli dico Si, l’ho chiusa, ma mi romperebbe i maroni che passa uno e per rubarmi il pianoforte a coda e la vasca da bagno con acqua, dopo mi rompe tutti i finestrini. Allora Carlo mi aiuta a portar su la vasca da bagno con acqua e il pianoforte a coda con la carrucola, li lasciamo appoggiati in salotto, poi Carlo mi dice É stata proprio una bella improvvisata, poi ci sediamo in poltrona a berci due birre, nel frattempo si è fatto un po’ tardi, riportiamo insieme alla macchina il pianoforte a coda e la vasca da bagno con acqua, poi mentre io sto in macchina a controllare che non ci sia qualche ladro che mi rompe i finestrini per rubarmi il pianoforte a coda o la vasca da bagno con acqua Carlo torna a casa sua a prendere l’innaffiatoio col frullatore e il vaso di fiori, poi me li dà e io torno a casa. Soltanto che visto che l’altra questione è la fortuna e la sfortuna e il destino, per esempio io ero stato previdente quando avevo fatto la mia improvvisata da Carlo e il ladro infatti non era riuscito a rubarmi la vasca da bagno con acqua che usavo per le improvvisate da Carlo, mentre magari John Cage invece aveva dei vezzi da artista, e quelli delle televisioni americane non pensavano di avere dei ladri nei loro studi televisivi, quindi per esempio nello studio televisivo americano poteva esserci un ladro che magari era appena andato a svaligiare un circo e si trovava in questa situazione, che aveva rubato una donna cannone e un elefante, e era riuscito subito a vendere la donna cannone a un ricettatore di New York, ma l’elefante non era riuscito a venderlo, anzi il ricettatore gli aveva detto che era un periodo che gli elefanti non li voleva nessuno, mentre c’era molta gente che gli chiedeva se aveva da vendergli delle vasche da bagno, e infatti il ricettatore aveva detto al ladro Se mi procuri una vasca da bagno te la compro subito, se me ne porti due te le compro tutte e due, e in quel momento il ladro che teneva il suo elefante al guinzaglio, si era trovato anche lui a passare per caso dallo stesso studio televisivo dove c’era Cage che doveva suonare il pianoforte e la vasca con anche il frullatore, e in un attimo che tutti erano distratti si era preso la vasca da bagno e al suo posto gli aveva lasciato l’elefante, e a un certo punto John Cage e quelli della televisione americana si erano accorti che la vasca non c’era più e invece c’era l’elefante, allora quelli della televisione avevano detto John, bisogna che ci suoni l’elefante, ma Cage gli aveva detto Io non li so suonare gli elefanti, non ho mai suonato un elefante, e loro gli avevano detto Beh, improvvisi… la vasca da bagno e il frullatore e la pentola a pressione li sapevi suonare, e Cage gli aveva detto, Eh, ma li suono sempre a casa mia. E quelli della tele gli avevano detto Allora non è vero che improvvisi, tu ti alleni di nascosto. E Cage era stato sfortunato perché tra l’altro quello era un elefante suonabile. Soltanto che Cage non aveva avuto tempo di provarlo e suonarlo. Dopo, che Cage si era portato a casa l’elefante, se l’è studiato per mesi e infatti ha scritto il suo famoso Concerto numero 3 per elefante suonabile rubato in autunno.

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Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia e storia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ora insegna in scuole d’architettura a Parigi e Versailles. Poesia Prove d’inconsistenza, in VI Quaderno italiano, Marcos y Marcos, 1998. Inventari, Zona 2001; finalista Premio Delfini 2001. La distrazione, Luca Sossella, 2008; premio Montano 2009. Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, Italic Pequod, 2013. La grande anitra, Oèdipus, 2013. Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016, collana Autoriale, Dot.Com Press, 2017. Prose Prati, in Prosa in prosa, volume collettivo, Le Lettere, 2009; Tic edizioni, 2020. Quando Kubrick inventò la fantascienza. 4 capricci su 2001, Camera Verde, 2011. Commiato da Andromeda, Valigie Rosse, 2011 (Premio Ciampi, 2011). I miei pezzi, in Ex.it Materiali fuori contesto, volume collettivo, La Colornese – Tielleci, 2013. Ollivud, Prufrock spa, 2018. Romanzi Parigi è un desiderio, Ponte Alle Grazie, 2016; finalista Premio Napoli 2017, Premio Bridge 2017. La vita adulta, Ponte Alle Grazie, 2021. Saggistica L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo, Dipartimento di Linguistica e Letterature comparate, Università di Cassino, 2003. La confusione è ancella della menzogna, edizione digitale, Quintadicopertina, 2012. La civiltà idiota. Saggi militanti, Valigie Rosse, 2018. Con Paolo Giovannetti ha curato il volume collettivo Teoria & poesia, Biblion, 2018. Traduzioni Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008, Metauro, 2009. È stato redattore delle riviste “Manocometa”, “Allegoria”, del sito GAMMM, della rivista e del sito “Alfabeta2”. È uno dei membri fondatori del blog Nazione Indiana e il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini.