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Anne Carson: «Tra te e me ci sia la verità»

di Anne Carson

 

È uscito per Crocetti Come l’acqua. Saggi e poesie di Anne Carson.

Ospito qui una selezione di testi in anteprima.

***

 

da Parte I. Mimnermo: dipinti eroticocerebrali

 

Per quanto bello possa esser stato

 

All’orizzonte scorge la vecchiaia.

 

Sì bella mia oggi è per sempre ora cos’è quell’ombra che

apre la cerniera

di ogni tuo da-dove dalle dita bambine?

 

***

 

Tra te e me ci sia la verità

 

Nonostante il suo dichiarato culto della giovinezza e del piacere,

non ignora la preoccupazione morale.

 

Nell’attraversare il confine non potevo sentire che il tuo

battito

e il vento che mi accarezzava l’osso dell’orecchio

come antimateria.

 

***

 

Che mi colga la morte

Lui canta i compleanni.

 

Nessuna malattia nessuna carestia solo un colpo alla porta

all’età di sessant’anni: fatto.

 

***

 

da Parte II. Discorsi brevi

 

Introduzione

Una mattina presto le parole vennero a mancare. Prima di allora, le parole non esistevano. Esistevano i fatti, esistevano le facce. In una bella storia, raccontata da Aristotele, tutto ciò che accade è mosso da qualcos’altro. Tre vecchie erano chinate nei campi. A che serve porci delle domande? dissero. Ben presto fu chiaro che sapevano tutto quello che c’era da sapere sui campi innevati, sui germogli verdeazzurri e sulla pianta chiamata “audacia”, che i poeti scambiano per le viole. Iniziai a trascrivere tutto ciò che fu detto. Questi segni costruiscono gradualmente un istante della natura, senza bisogno di un noioso racconto. Lo voglio sottolineare. Farò di tutto per evitare la noia. È il compito di una vita. Non si sa mai abbastanza, non si lavora mai abbastanza, non si usano mai gli infiniti e i participi abbastanza stranamente, il movimento non è mai ostacolato abbastanza duramente, non si abbandona mai la mente abbastanza in fretta.

 

Sull’Homo Sapiens

Con piccole incisioni l’uomo di Cro-Magnon registrava le fasi lunari sui manici dei suoi attrezzi, pensando a lei mentre lavorava. Gli animali. L’orizzonte. Una faccia in una bacinella d’acqua. In ogni storia che racconto arriva un punto in cui non riesco a vedere oltre. Odio questo punto. È per questo che chiamano ciechi coloro che raccontano le storie: uno scherno.

 

Su Gertrude Stein alle 21:30 circa

Che curioso. Non ne avevo idea! Oggi è già finito.

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Giorgiomaria Cornelio
Giorgiomaria Cornelio
Giorgiomaria Cornelio è nato a Macerata nel 1997. È poeta, scrittore, regista, performer e redattore di «Nazione indiana». Ha co-diretto la “Trilogia dei viandanti” (2016-2020), presentata in numerosi festival cinematografici e spazi espositivi. Suoi interventi sono apparsi su «L’indiscreto», «Doppiozero», «Antinomie», «Il Tascabile Treccani» e altri. Ha pubblicato La consegna delle braci(Luca Sossella editore, Premio Fondazione Primoli), La specie storta (Tlon edizioni, Premio Montano, Premio Gozzano), L’Ufficio delle tenebre e il saggio Fossili di rivolta. Immaginazione e rinascita (Tlon Edizioni). Ha curato il progetto Ogni creatura è un popolo (NERO Editions)e per Argolibri, l’inchiesta letteraria La radice dell’inchiostro. La traduzione di Moira Egan di alcune sue poesie scelte ha vinto la RaizissDe Palchi Fellowship della Academy of American Poets. Con le sue opere ha partecipato a festival e spazi come Biennale Venezia College, Mostra internazionale del nuovo cinema, Rencontres internationales paris/berlin, Centrale Fies. È il vincitore di FONDO 2024 (Santarcangelo Festival), uno dei direttori artistici della festa “I fumi della fornace” e dei curatori del progetto “Edizioni volatili”. È laureato al Trinity College di Dublino e dottorando allo Iuav di Venezia.
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