Ciao Giancarlo, poeta urbano

un ricordo di Gianni Biondillo

Vivo con dolore la notizia che mi è appena giunta che è venuto a mancare Giancarlo Consonni, e al contempo con delizia il ricordo, che so indelebile, che ho e avrò sempre di lui.

È stato architetto, urbanista, pittore, poeta, professore universitario, intellettuale – l’incarnazione di quello che una volta si sarebbe detto “un uomo del Rinascimento” – sempre con la schiena dritta e la voce pacata, il professore che ogni studente dovrebbe meritarsi, un’anima pura, alta, quella tipologia di milanese che mi fa ancora amare la mia città.

Il debito di riconoscenza nei suoi confronti è per me impossibile da saldare. Il suo lavoro che durava da circa mezzo secolo, assieme alla sua compagna di vita e di lotta intellettuale (Graziella Tonon, a cui vanno le mie sentitissime condoglianze), sulla conservazione, studio e divulgazione dell’Archivio Piero Bottoni è monumentale. I suoi saggi, fra gli altri, sull’architettura del razionalismo – che spesso mi girava ancora in bozze – sono stati per me determinati sia per i romanzi che per i saggi. I suoi studi su Gadda, Meneghello, Gatto, Loi, Sereni, mi rassicuravano sull’idea malsana che ho sempre avuto che non esistono barriere fra le discipline, ma solo sensibilità e studio (tanto, tanto studio).

Amava Milano, non ostante negli ultimi anni abbia combattuto con alcuni di noi “giovinastri” alcune battaglie pubbliche sulla deriva utilitaristica della città. Anzi, proprio per quell’amore combatteva. Perché sapeva, come dice il titolo di un suo saggio, che “Non si salva il pianeta se non si salvano le città” (Quodlibet).

Lo scorso anno per Einaudi aveva pubblicato la sua, ormai ultima, raccolta poetica, “Il confronto dell’ombra”, e aveva da poco licenziato un volume, “Il verso di Milano” (About Cities), curato assieme a Gino Cervi, che era una mappa sentimentale di Milano, con ottanta poesie, di poeti e cantautori, scritte dal 1927 al 2025 e ottanta fotografie di Lorenzo De Simone.

Era un monumento di straordinaria leggerezza, come si può intuire da questi suoi brevi versi:

Qual è il peso di un bombo?
di un’ape?
di una farfalla?

Ogni fiore lo sa.

Ciao Giancarlo, straordinario poeta urbano, ti abbiamo voluto bene, che la terra ti sia lieve.

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gianni biondillo
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GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Ha vinto il Premio Scerbanenco (2011), il Premio Bergamo (2018) e il Premio Bagutta (2024). Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee.
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