Dioblù [shots]

1. Sono nato con dentro la scomunica, diceva mia nonna Giacoma ormai centotrentasette anni or sono. Facevo tutto con la mano sinistra, mangiavo con la mano sinistra picchiavo mio fratello con la mano sinistra incendiavo gli zolfanelli per bruciare al volo le zanzare e versavo il vino nel bussolotto con la mano sinistra.

2. Hubel possedeva un pungolo di gomma durissima, lungo e stretto come la zampa di una francesina battagliera da pollaio, che lui piegava con movimento automatico delle dita e lo faceva partir di scaravento sulla testa o sulle gambe o sul culo del prossimo

3. … come la voce di un dio soffice benevolo, con tre principi sultani che soffiavano e bussolavano con gli strumenti un suono che prendeva la cantilena poco alla volta, tra la tristezza e l’allegrezza, sempre più rapido, e io mi son trovato al centro della piazza a girare e volteggiare come un angelo celeste o magari un uccello verzellino in mezzo a quel suono stregone.

4. Alla fine siam tutti come invisibili e girevoli, dico a Hevelius, anche se siam dei miliardi in movimento e forse anche di più, se mettiamo insieme tutti gli uomini le donne gli animali le macchine, in generale le cose semoventi.

5. Il nemico viene di notte col fuoco le spade le pentolacce le fionde i marassini, pensavo sulla strada per la ferrovia mentre un po’ tiravo un po’ spingevo il carretto birocciaio, scaravolta la terra, ribalta le case, spezza gli alberi, spacca i fanali…

6. …Rifaceva le carte da capo e poi ritornava sempre lì. Quale liberazione? le ho chiesto. Non lo so, mi fa l’Adelisa, lo dice qui, ma forse dice il contrario. Che contrario, le ho chiesto. Il contrario di liberazione.

7. C’era un bell’insieme di rumore invitante dentro l’officina, e io ed Hevelius siam rimasti lì davanti in osservazione dell’uomo fabbro che non ci vedeva, perché era concentrato sul lavoro della rettificatrice e sul pezzo di ferro, e teneva gli occhi un po’ chiusi per schivare le schegge.

8. Ammazzalo ammazzalo, diceva l’uomo coi baffi al suo amico Giulio, e Giulio andava giù di badile piatto approssimativo, che finiva soprattutto contro il motocoltivatore facendo un suono balordo.

9. Ci son dei momenti che non si vede la fine e cominci a sperare che la fine arrivi purchessia, anche se la fine magari è sciagurata o mortuaria, ma che comunque è sempre una fine e te la fai andar bene purché arrivi presto.

P. Colagrande, Dioblù, Rizzoli (2010), € 17,50.

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