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da Il prossimo villaggio

[Si presenta un estratto da Il prossimo villaggio, pubblicato da caratterimobili]

di Lorenzo Esposito

Alice si è perduta nella grande villa sul ciglio della strada. Strano a dirsi, che si è perduta, visto che poco fa proprio lei si è messa l’alto cancello alle spalle. E c’è anche una fragile naturalezza ora nel vedersi nuda in casa di sconosciuti. Nuda come un gioco del caso, come un indocile perverso rossore che indugia sulla pelle mentre il corpo corre a nascondersi. È sempre così, l’evidenza delle ombre è nella loro frequenza. Pulsano la notte anche di giorno, illudendosi di poterne constatare il disegno, constatare che il disegno è l’illusione. Anche Alice si illude di poter fuggire da qui, perché ha l’innocenza sufficiente per credere a ciò che dell’invisibile rimane trasparente: il battito dei fantasmi, la loro consueta furia eterea che sogna di riscrivere ogni volta tutto il mondo e di disunire le cose più lontane. In questa notte di tempesta non basta una casa a dare rifugio. Quando il tempo si ferma è perché lo spazio evapora e tutti diventiamo delle piccole creature incompiute. Anche la tenera cerimonia che Alice ripete sfiorandosi il seno davanti allo specchio è il lembo irrisolto di un mondo dissonante. Allora Alice tenta disperatamente di superare il muro che circonda la villa, ma il muro è invalicabile, cresce, muta, finge aperture, allude spiragli, subisce piccoli crolli, aggiunge e toglie di continuo mattoni. Il muro è ciò che sempre l’orizzonte sembra cedere ed eccedere, qualcosa insieme di siderale e di capillare. Fra le due pose, Alice cerca un punto dove riposare, un piccolo vuoto che racchiuda ancora una possibilità. Non le importa che il caos abbia ora una logica stringente. In fondo, dice a se stessa, anche il mondo è una sfasatura, e forse io non sono altro che una sua minuscola cicatrice e questa non è che pura geometria: nulla.

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domenico pinto
domenico pintohttps://www.nazioneindiana.com/
Domenico Pinto (1976). È traduttore. Collabora alle pagine di «Alias» e «L'Indice». Si occupa di letteratura tedesca contemporanea. Cura questa collana.
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