ANAGRAFE NAZIONALE ANTIFASCISTA Con Alika muore l’umanità

dalla newsletter dell’⇨ ANAGRAFE NAZIONALE ANTIFASCISTA
 
di Maurizio Verona
 
Presidente del Parco Nazionale della Pace
Sindaco di Stazzema
 
Nelle ultime ore è morto un uomo, è stato ucciso un uomo, un marito, un padre.
Aveva 39 anni ed era nigeriano.
Ucciso dall’indifferenza di chi ha pensato di filmare invece di intervenire, di chi minimizza perchè era solo un immigrato.
Io voglio ricordarlo con il suo nome Alika Ogorchukwu assieme a lui a morire è stata la civiltà, è stata l’umanità, si sta uccidendo la convivenza, l’uguaglianza .
Ogni anno che passa torniamo indietro, si distrugge quello che abbiamo costruito.
Pensate alla parola ACCOGLIENZA, oggi è percepita in maniera negativa, accogliere una persona in difficoltà oggi non è visto come un gesto umano positivo, i leader politici oggi fanno campagna elettorale sul RIFIUTO.
Viene da pensare a quei luoghi che nel mezzo della guerra seppero accogliere, proteggere, dividere il pochissimo che c’era facendo poche domande.
Oggi parlano di orribile omicidio, di indifferenza agghiacciante, ma sono le stesse testate televisive che poi invitano i leader che armano questi criminali.
Abbiamo la possibilità di peggiorare, siamo sulla strada giusta per andare incontro alla tragedia della umanità.

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orsola puecher
orsola puecherhttps://www.nazioneindiana.com/author/orsola-puecher/
,\\' Nasce [ in un giorno di rose e bandiere ] Scrive. [ con molta calma ] Nulla ha maggior fascino dei documenti antichi sepolti per centinaia d’anni negli archivi. Nella corrispondenza epistolare, negli scritti vergati tanto tempo addietro, forse, sono le sole voci che da evi lontani possono tornare a farsi vive, a parlare, più di ogni altra cosa, più di ogni racconto. Perché ciò ch’era in loro, la sostanza segreta e cristallina dell’umano è anche e ancora profondamente sepolta in noi nell’oggi. E nulla più della verità agogna alla finzione dell’immaginazione, all’intuizione, che ne estragga frammenti di visioni. Il pensiero cammina a ritroso lungo le parole scritte nel momento in cui i fatti avvenivano, accendendosi di supposizioni, di scene probabilmente accadute. Le immagini traboccano di suggestioni sempre diverse, di particolari inquieti che accendono percorsi non lineari, come se nel passato ci fossero scordati sprazzi di futuro anteriore ancora da decodificare, ansiosi di essere narrati. Cosa avrà provato… che cosa avrà detto… avrà sofferto… pensato. Si affollano fatti ancora in cerca di un palcoscenico, di dialoghi, luoghi e personaggi che tornano in rilievo dalla carta muta, miracolosamente, per piccoli indizi e molliche di Pollicino nel bosco.
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