Mots-clés__Condoglianze

 

Condoglianze
di Daniele Ruini

Sébastien Tellier, Adieu -> play

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Philip Larkin, Sympathy in White Major (dalla raccolta High Windows/Finestre Alte, Einaudi, 2002 [1974], traduzione di Enrico Testa)

Condoglianze in bianco maggiore

Quando faccio cadere con un tintinnio
quattro cubetti di ghiaccio in un bicchiere,
e aggiungo tre parti di gin, una fetta di limone,
e ci vuoto un quarto di tonica
in spumeggianti fiotti finché ricopre
ogni cosa sino all’orlo,
levo il tutto in un privato brindisi:
Egli dedicò tutta la sua vita agli altri.

Mentre altra gente consumava come vestiti
gli esseri umani e i loro giorni
io mi dedicavo a portare le immagini smarrite
a coloro che pensavano che ne fossi capace;
non ha funzionato né per loro né per me;
ma tutti insieme eravamo e più vicini
(o almeno così si credeva) a tutta quella confusione
che se l’avessimo perduta ognuno per conto suo.

Un buon diavolo, proprio una brava persona,
dritto come un fuso, uno dei migliori,
fidato, onesto, spiritoso,
di una spanna più degli altri;
quante vite sarebbero state più noiose
se lui non fosse stato qui?
Brindo all’uomo più bianco che conosco –
anche se il bianco non è il mio colore preferito.

–

When I drop four cubes of ice
Chimingly in a glass, and add
Three goes of gin, a lemon slice,
And let a ten-ounce tonic void
In foaming gulps until it smothers
Everything else up to the edge,
I lift the lot in private pledge:
He devoted his life to others.

While other people wore like clothes
The human beings in their days
I set myself to bring to those
Who thought I could the lost displays;
It didn’t work for them or me,
But all concerned were nearer thus
(Or so we thought) to all the fuss
Than if we’d missed it separately.

A decent chap, a real good sort,
Straight as a die, one of the best,
A brick, a trump, a proper sport,
Head and shoulders above the rest;
How many lives would have been duller
Had he not been here below?
Here’s to the whitest man I know-
Though white is not my favourite colour.

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[Mots-clés è una rubrica mensile a cura di Ornella Tajani. Ogni prima domenica del mese, Nazione Indiana pubblicherà un collage di un brano musicale + una fotografia o video (estratto di film, ecc.) + un breve testo in versi o in prosa, accomunati da una parola o da un’espressione chiave.
La rubrica è aperta ai contributi dei lettori di NI; coloro che volessero inviare proposte possono farlo scrivendo a: tajani@nazioneindiana.com. Tutti i materiali devono essere editi; non si accettano materiali inediti né opera dell’autore o dell’autrice proponenti.]

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ornella tajani
ornella tajani
Ornella Tajani insegna all'Università per Stranieri di Siena. Si occupa prevalentemente di critica della traduzione e di letteratura francese contemporanea. È autrice dei libri Scrivere la distanza. Forme autobiografiche nell'opera di Annie Ernaux (Marsilio 2025), Après Berman. Des études de cas pour une critique des traductions littéraires (ETS 2021) e Tradurre il pastiche (Mucchi 2018). Ha tradotto, fra i vari, le Opere integrali di Rimbaud per Marsilio (2019), e curato opere di Rimbaud, Jean Cocteau, Marcel Jouhandeau. Oltre alle pubblicazioni abituali, per Nazione Indiana cura la rubrica Mots-clés, aperta ai contributi di lettori e lettrici.
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