Tag: Ornella Tajani

Mots-clés__Portogallo

 

Portogallo
di Marco Viscardi

Amália Rodrigues, Uma Casa Portuguesa -> play

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Da Reinhold Schneider, Portogallo. Diario di viaggio, trad. Sarina Reina, Torino, EDT, 1995.

Probabilmente non è il paesaggio ad attirare il viaggiatore in Portogallo, forse nemmeno l’architettura, pure unica nelle grandi opere di questo paese; ciò che davvero incanta è la sua anima; ciò che intimamente ci scuote è la linea spietata, eroica del suo destino.… Leggi il resto »

Mots-clés__Očered’, Fila

 

Očered’, Fila
di Giulia Marcucci

Vladimir Vysockij, Očered’ -> play ___

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da Ljudmila Petruševskaja, Kujbyšev. Come sopravvivere, in La bambina dell’hotel Metropole, trad. di Giulia Marcucci e Claudia Zonghetti, Francesco Brioschi Editore, Milano, 2019, pp. 57-61.

 

A Kujbyšev restammo dunque in tre: io, la nonna e la zia.… Leggi il resto »

Mots-clés__Femminino

Femminino
di Giulia Scuro

 

Fabrizio De André, Princesa -> play

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da Virginia Woolf, Orlando, trad. Silvia Rosa Sperti, Milano, Feltrinelli, 2007

Ripensò a quando da giovane aveva preteso che le donne fossero obbedienti, caste, profumate e vestite di tutto punto.… Leggi il resto »

Dieci traduzioni per una poesia. “All’autunno” di John Keats

[DieciXUno – Una poesia, dieci traduzioni è una nuova collana dell’editore Mucchi fondata e diretta da Antonio Lavieri: ogni volume presenta un componimento particolarmente rappresentativo di un determinato autore, preceduto da una introduzione e da una descrizione della sua ricezione in Italia; ad esse seguono le dieci traduzioni in italiano, opera di diversi traduttori e traduttrici, una delle quali, inedita, è firmata dal curatore del volume; il tutto corredato da una nota traduttologica, in cui si riflette su ciò che la traduzione fa alla lingua e al testo.… Leggi il resto »

Mots-clés__Turismo

Turismo
di Ornella Tajani

Kraftwerk, Autobahn -> play

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da Walter Siti, Troppi paradisi, Einaudi, 2008, p. 157.

Il turismo è l’altro grande marchingegno inventato dall’Occidente per de-realizzare il mondo. Andava ancora bene quando il turista partiva per luoghi avventurosi, dove non l’aspettavano; era una conoscenza superficiale, ma pur sempre di qualcosa che si poteva definire realtà.… Leggi il resto »

Varda for ever

Oggi, a 90 anni, è morta Agnès Varda, regista pioniera della Nouvelle Vague, autrice di film cult come Cléo de 5 à 7 e Le bonheur, artista, documentarista e in gioventù magnifica fotografa. Il suo ultimo film, Varda par Agnès, è uscito quest’anno; del 2017 invece la sua partecipazione a Visages, Villages, corealizzato con l’artista JR.… Leggi il resto »

io non sono LIBERATO – un estratto

[Nel 2018 è uscito per Arcana edizioni io non sono LIBERATO di Gianni Valentino. Pubblico l’inizio del terzo capitolo, dal titolo “CODICE neomelodico-neomelò”.
© Lit edizioni Srl 2018. Per gentile concessione]

di Gianni Valentino

Si teorizza che nel suo avventuroso carnevale su lidi pop, dub, electro, soul, LIBERATO abbia saputo plasmare anche dosi di musica neomelodica, rendendola cool.… Leggi il resto »

Mots-clés__Polvere

 

Polvere
di Chiara De Caprio

Mazzy Star, Into Dust –> play

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da Don DeLillo, Underworld, trad. it. Delfina Vezzoli, Torino, Einaudi, 1999

E come si fa a sapere se l’immagine esisteva prima che fosse inventata la bomba? Potrebbe esserci stato un mondo sotterraneo di immagini note soltanto a sacerdoti tribali, medium tra la realtà visibile e il mondo dello spirito che mangiavano funghi magici e vedevano una nube infuocata che anticipava l’immagine del film per reclute dell’esercito statunitense.… Leggi il resto »

Mots-clés___Soviet Mode

Soviet Mode
di Ornella Tajani

Michelle Gurevich, Russian Romance –> play

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da Walter Benjamin, Immagini di città, a cura di Enrico Ganni, Torino, Einaudi, 2007.
“Mosca”, pp.34-35.

[…] Che niente riesca proprio come era stato progettato e come ci si aspettava, quest’ovvio portato della realtà, si impone qui in ogni singolo caso così ineluttabilmente e così prepotentemente da rendere comprensibile l’atteggiamento fatalista dei russi.… Leggi il resto »

La linguamare. Divagazioni intorno a un libro di Nancy Huston

 

di Ornella Tajani

Prologo

Una sera in albergo ho conosciuto due sorelle sulla sessantina; le ho sentite parlare tra loro in francese, inglese e portoghese. Incuriosita, quando è capitata l’occasione ho chiesto da dove venissero: la risposta si è diluita in due biografie parallele e intercontinentali che mi hanno confuso le idee piuttosto che chiarirmele.… Leggi il resto »

Su “Fábrica de la seda (Con-memorias)” di Miguel Ángel Curiel

 

di Ida Grasso

Si ritorna in certi luoghi per ritrovare tracce del proprio passato, per scrivere, ritrascrivere la propria vita a partire dalla consapevolezza di quanto, perduto per sempre, può nostalgicamente rivivere solo in una rimembranza intima e segreta. Esistono poi altri luoghi, in cui magari non si è mai stati, luoghi che malgrado l’ineluttabile scorrere del tempo resistono per testimoniare l’ombra di quanto, accaduto una volta, permane sul presente.… Leggi il resto »

Stiamo scomparendo – Viaggio nell’Italia in minoranza

Roland Barthes raccontava di una tribù aborigena che, ogni volta in cui moriva un suo membro, eliminava una parola dal proprio vocabolario, in segno di lutto. L’aneddoto, letto in un manuale di geografia, gli piaceva perché, dal suo punto di vista, una simile tradizione equivaleva a «mettere sullo stesso piano il linguaggio e la vita, affermare che gli uomini detengono il potere sulla lingua, che le danno degli ordini, piuttosto che riceverne».… Leggi il resto »

Padre Joyce, che sei nei cieli

 

di Ezio Sinigaglia

Il testo che segue è il terzo capitolo di un romanzo, Il pantarèi, che dopo una lunga storia di elogi e di rifiuti editoriali, iniziata nel 1980, fu infine pubblicato nel 1985 da una piccola casa editrice di Milano, SPS (poi Sapiens), conquistando qualche isolato lettore ma passando sostanzialmente inosservato.… Leggi il resto »

Buongiorno mezzanotte. Sull’ultimo libro di Lisa Ginzburg

di Ornella Tajani

È difficile descrivere una voce, circoscriverne il raggio e le modalità d’azione. Leggendo gli scritti di Lisa Ginzburg – che si tratti di romanzo, racconto o dei suoi numerosi articoli e recensioni – non si può far a meno di riconoscere, nell’andamento della narrazione, in un giro di frase o nel costrutto di un’immagine, un medesimo timbro.… Leggi il resto »