sergio garufi

Sono nato nel 1963 a Milano e vivo a Monza. Mi interesso principalmente di arte e letteratura. Pezzi miei sono usciti sulla rivista accademica Rassegna Iberistica, il quindicinale Stilos, il quotidiano Liberazione, il settimanale Il Domenicale e il mensile ilmaleppeggio.

Quei cattivi allievi di Leonardo Sciascia

di Matteo Di Gesù

Sebbene, a rileggerlo dopo vent’anni, quel comunicato del fu coordinamento antimafia che relegava «ai margini della società civile» Leonardo Sciascia faccia ancora accapponare la pelle, per i suoi toni isterici da inquisizione, fa comunque piacere che colui che lo redasse, allora imberbe studentello, ancora adesso, adducendo oltretutto a sua difesa argomentazioni tutt’altro che peregrine, non si penta di nulla, sebbene non gli mancherebbero gli argomenti per ricredersi (si veda Bolzoni su «La Repubblica» del 7 gennaio scorso).… Leggi il resto »

Nous est un autre

di Sergio Garufi

Alla conferenza stampa che precedette l’inaugurazione della mostra su Christo e Jeanne-Claude, allestita pochi mesi fa al Museo d’Arte Moderna di Lugano, la maggior parte delle domande rivolte dai giornalisti alla celebre coppia di artisti concernevano la suddivisione dei ruoli.… Leggi il resto »

Cerca di ascoltare anche chi tace

di Sergio Garufi

Tutte le storie d’amore felici si assomigliano, ogni storia d’amore infelice è infelice a modo suo. Se sia il principio di individuazione, l’estrema consapevolezza di sé, a farci sentire estranei agli altri, o, più banalmente, se sia la snobistica arroganza del vittimismo a indurci a credere che il nostro dolore non possa essere condiviso, a impedirci di riconoscere la sostanziale identità del destino di ciascuno, questo Tolstoj non lo spiegò nella sua Anna Karenina.… Leggi il resto »

Sostila o Berolda balla

di Stefanie Golisch

Era notte fonda quando una donna, di ritorno a Sostila, sentì all’improvviso provenire voci e musica dalle finestre aperte di una vecchia casa abbandonata. Curiosa, entrò e con suo grande stupore si trovò nel bel mezzo di una festa da ballo.… Leggi il resto »

Io in contumacia

di Maria Valente
Ma voi sapreste indicarmi
la direzione ruvida dei mari?
Ho imparato ad annusare i cambi
di stagione dietro i vetri blindata,
ma non mi fermerà quell’istinto di
anima accovacciata, seduzione di
statica per rimanere chiusa tra
parentesi, a chiave, rosicchiata.… Leggi il resto »

La possibilità di un’isola

 di Sergio Garufi

L’impressionante battage pubblicitario che precedette l’uscita de La possibilità di un’isola, l’ultimo attesissimo romanzo di Michel Houellebecq, se da un lato contribuì in modo considerevole a favorirne la diffusione presso il grosso pubblico, dall’altro indispettì diversi critici letterari, costretti a confrontarsi meno con un libro che con un fenomeno mediatico e di costume.… Leggi il resto »

Ricordare Nadya Andjoman (1980-2005)

di Stefanie Golisch

Poco possiamo sapere della poetessa afgana Nadya Andjoman che un anno fa, a soli 25 anni, fu picchiata a morte da suo marito – una delle innumerevoli vittime di quella perfida religione-ideologia che attribuisce all’uomo il potere assoluto sulla vita di una donna.… Leggi il resto »

On the road

 di Mario Pandiani

Parto alle sei e un quarto, affrontare quell’autostrada lastricata di tangenti, neanche per una velina su un piatto di seta, fossi un calciatore. Ma per Madeleine Peyroux sì? E chi cazzo è? Mio fratello mi dice, “Non vieni per McCoy Tyner e vieni per una sciacquetta qualsiasi?”.… Leggi il resto »

Madeleine Peyroux al Blue Note

di Sergio Garufi

Stasera al Blue Note di Milano in via Pietro Borsieri 37 (zona Isola, tel.02-69816888) concerto della cantante jazz americana Madeleine Peyroux, che presenta il suo ultimo album Half the perfect world. Primo spettacolo ore 21, secondo spettacolo ore 23.30.… Leggi il resto »

Ricordo di un poeta

 di Stefanie Golisch

Percorrendola a ritroso dal momento della scelta suicida, la vita del poeta Manfred Streubel (1932-1992) appare un fallimento: un uomo si spezza al centro. Si arrende.
In molte poesie Streubel evoca il  preciso istante in cui la capacità dell’uomo di resistere si esaurisce.… Leggi il resto »

self-control (4-7)

 di Sergio Garufi

Io conto le lettere delle parole (2-5-2-7-5-6). Di quante lettere è formata ogni parola (2-6-7-1-7-4-6). Lo faccio da sempre, mentalmente (2-6-2-6-11).

Le poche persone cui l’ho detto mi hanno preso per pazzo, per un autistico, e mi chiedono tutte il motivo (2-5-7-3-1-2-5-2-5-5-3-5-3-2-9-1-2-8-5-2-6).… Leggi il resto »

Sonntäglich (Domenicale)

di Stefanie Golisch 

Im andren Zimmer
kaut sich der Tod
Bissen um Bissen
altes Fleisch zurecht.

 

Hier kochen Würste und Polenta,
ein Kind macht Schularbeiten;
für einen Kuß noch 
wäre Platz hinter der Tür.… Leggi il resto »

Io so, e ho le prove.

di Luigi Weber

Questo pezzo è stato scritto molto tempo fa, nella settimana seguente alla pubblicazione di Gomorra, e per ciò tace sul suo straordinario successo. A differenza di molti best-seller, che vendono ma spesso rimangono intonsi, il libro è stato un evento anche in quanto generato da – e generatore di – autentica lettura, un risultato che allora mi auguravo, sul quale però non avrei certo potuto scommettere.… Leggi il resto »

Lessico e chiarezza espressiva

di Sergio Garufi 

“Fatti, non parole” è l’eterna e disattesa promessa dei politici di ogni schieramento. Una conferma di questo luogo comune viene dal recente invito ad abolire dal dizionario del centro-sinistra termini quali socialdemocrazia ed egualitarismo, retaggio di un passato imbarazzante di cui ora ci si vuole disfare come di una prova a carico.… Leggi il resto »

Sonno profondo

di Silvia Brusotti

Di là, il sibilare della caffettiera sul fuoco. Il beccuccio manda segnali vibranti di vapore. Percorro il corridoio di corsa pregustandomi quel liquido amaro che accende i pensieri.
Entro in cucina, afferro la caffettiera, la sollevo dalla fiamma per paura che bruci.… Leggi il resto »

Gli scacchi del dottor Kuz’menko

di Franco Damico

“Il dottor Kuz’menko rovesciò i pezzi sul tavolo”.

Siamo in uno degli ultimi Racconti di Kolyma di Varlam Šalamov.
E questi sono piccoli scacchi di pasta di pane, ispirati all’Epoca dei Torbidi. La fattura finissima non tradisce che furono intagliati con mezzi di fortuna e in circostanze sciagurate dallo scultore Kulagin, prigione delle Butyrki, 1937.… Leggi il resto »

I giacobini delle lettere

di Sergio Garufi

Qualche riflessione estemporanea e peristaltica a margine del bel pezzo di Nicola Lagioia. Ho l’impressione che molte recenti aberrazioni critico-letterarie, non solo le “cantonate” di Cordelli e Di Mauro riguardanti Troppi paradisi di Walter Siti, derivino dal rifiuto del diktat proustiano di Contre Sainte-Beuve.… Leggi il resto »

La cinquina del Premio Campiello 2006

di Matteo Di Gesù 

C’è poco da fare: viene proprio da chiederselo. Banale e ovvio, inutile ed esornativo per quanto sia, il rovello s’insinua già mentre occhieggi, maneggi e annusi i libri che ti hanno spedito, e che dovrai leggere perché – che ci vuoi fare?… Leggi il resto »

Cabudanne – Settembre dei Poeti (Seneghe, 1-3 settembre ‘06)

 di Alessandra Lisini

Cabudanne in sardo è settembre, primo mese dell’anno di chi lavora la terra e segue le stagioni. A Seneghe, paese della poesia, “dove è facile trovare esperti di metrica e stile nei bar e nelle campagne come altrove tra i banchi delle università”, l’anno ricomincia proprio con la poesia, la musica, la poesia in musica.   … Leggi il resto »