di Antonio Moresco
Le Ande
Partenza di mattina presto per le Ande. Ci si avvicina pian piano. Guida la macchina il padre di Eugenia, Carlos. Sullo sfondo un’enorme raffineria di petrolio che fuma, l’immagine lontana del cono vulcanico spento del Tupungato. Entriamo nelle preande, poi nelle Ande. C’è una strada larga, diritta, con pochi tornanti, che passa attraverso enormi montagne nude, monumentali, dalle tonalità di colore più incredibili di sabbie e rocce, i grigi, i verdi, i grigioverde, i rosa, i neri, i rossi, che si fondono tra loro nei larghi fianchi sabbiosi che franano fin quasi ai bordi della strada. Passano di tanto in tanto lunghissimi camion diretti in Cile, che vengono dal Brasile o da posti più lontani ancora e attraversano le Ande. Laura ci mostra il vecchio passaggio per il Cile, percorso da Darwin a dorso di mulo durante il suo viaggio.

Mendoza
Lunedì sera guardo La7, Otto e mezzo: c’è Giorgio Dell’Arti, il giornalista-scrittore, che parla con cinica pacatezza dell’omicidio e del suicidio. Non è un caso: sta pubblicizzando il suo ultimo libro, che s’intitola “Coro degli assassini e dei morti ammazzati”. Giulianone Ferrara gli chiede un parere sulla morte di Pantani. Dell’Arti riprende le “ispirate” parole di Candido Cannavò, ex direttore della Gazzetta dello Sport: doveva parlare, doveva dire tutto all’indomani di quella squalifica di Madonna di Campiglio, giugno 99. E va pure oltre: anche lui, Pantani, aveva le sue colpe.
Ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra? Contrapposti menu, separate vacanze, inconciliabili guardaroba, insinuava Gaber. Di sicuro le differenze più appariscenti sono queste (erano, anzi, perché recenti look dalemiani hanno rimescolato le carte). Dovrebbero essercene di più sostanziali: la sinistra difenderebbe gli interessi dei ceti più deboli (con riforme e innovazioni), la destra gli interessi delle classi alte e insieme i valori tradizionali. Pare che non sia esattamente così, ormai: le spinte progressiste nel costume sono ampiamente trasversali, e succede addirittura che la destra proponga innovazioni e la sinistra si arrocchi sull’esistente. Il progresso non si capisce bene chi lo avversi di più: i rivoluzionari guardano indietro con occhi pieni di nostalgia, un “governatore” di destra sponsorizza il Gay Pride.
Santa Fe
Gli scrittori italiani non sanno raccontare il mondo in cui viviamo. Gli scrittori italiani sono pieni di intelligenza e talento ma tra di loro non c’è nessun Wallace, nessun Houellebecq, nessun Palahniuk, nessun De Lillo. Gli scrittori italiani sanno solo ricamare romanzetti. Gli scrittori italiani sono “tanti Del Piero che giocano con le pinne, tanti Mike Jagger che cantano con la caramella in bocca”. Queste cose le dice lo scrittore italiano Mauro Covacich (“L’Espresso”,15 gennaio 2004), mettendo dentro anche se stesso.

Entro le prime 48 ore dall’uscita nelle sale, tutti i miei amici sono andati al cinema a vedere il Signore degli Anelli.


Ricevo e pubblico molto volentieri questo messaggio di Paolo della Bella (db@paolo.dellabella.name, http://www.paolo.dellabella.name). T. S.