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Da “La città delle mosche”

di Benny Nonasky

Pubblichiamo una selezione da La città delle mosche (Gilgamesh Edizioni 2017). Più un testo inedito.

É una città di
merda.

<<Me cumpà, i cosi
càngianu
si cangia
a genti.
Ma a genti
simu nui.
E a nui
sulu a morti
ndi cangia.>>1

Lo ripeto:
è una città di
merda.… Leggi il resto »

Ci sono bestie al confine (parte I)

di Benny Nonasky

1.

Ci sono delle bestie al confine. Il cielo è nero e ci spiega che la morte è un sintomo dell’arbitrarietà dell’uomo; le sue azioni bastarde, le carceri dell’aria, l’irrilevanza e lo stoicismo balsamico. Ci sono bestie al confine sotto la neve e il gelo dell’inverno costante e privo d’emozioni.… Leggi il resto »

Atarassia, o l’età dello scioglimento (letteratura e ambiente)

di Benny Nonasky

In fin dei conti un mondo senza di noi rappresenterebbe l’ideale. Sarebbe un finale sconvolgente, forse lieto per qualcuno o qualcosa, ma è un’infondata conclusione. Se ci soffermiamo sulle singole azioni o su determinate situazioni, effettivamente siamo degli esseri sgradevoli: noi uccidiamo, noi deprediamo, noi costruiamo delle dinamiche che comportano ecocidi e dolore, sia per il genere umano sia per tutto quello che intorno ci abita e ci compone.… Leggi il resto »

Il numero degli angeli

di
Benny Nonasky

Il turno va dalle 7 alle 15 o dalle 15 alle 23. Restiamo seduti sulla sabbia perennemente umida. Scrutiamo l’orizzonte. Si parla poco. I nostri occhi non si incontrano quasi mai. Sono troppo impegnati a non perdere la linea dove si scatena un niente così asfissiante da restituire una tranquillità omicida.… Leggi il resto »