Tag: guerra civile spagnola

Catalunya

di Antonio Sparzani

(Nell’agosto 2009 pubblicai qui quattro post del genere diaristico sulla mia recente vacanza in Catalogna, terra che molto amo e nella quale mantengo vere amicizie. Dati i recenti avvenimenti, ripubblico qui, come testimonianza di amore e di dolore, un piccole collage del terzo e del quarto di quei post.)

Se esci dalla stessa porta [stavo parlando della cattedrale di Santa Maria del Mar] e guardi quello che prima non avevi visto tanta era l’ansia di entrare a vedere quella meraviglia che già lo sapevo che era tale l’avevo vista tante volte ma così sempre desidero fare nei posti rivedere le cose già viste che sono sempre diverse dal ricordo che ne conservo e hanno sempre cose nuove da dire e da mostrare ad esempio quel dettaglio lì del portale mai l’avevo notato se appunto esci ti trovi in una piazza che ha il nome di Fossar de les moreres come dire il fossato ma come ora saprete anche la fossa dei gelsi… Leggi il resto »

Guerre di Spagna

di Daniele Comberiati

In giorni in cui la Spagna si interroga (e ci interroga) sulla persistenza degli stati-nazione, su nuovi e vecchi nazionalismi e sull’ambiguità di termini come “libertà”, “democrazia” e “indipendenza”, non è forse fuorviante riflettere su un libro di Luciano Curreri da poco uscito per i tipi di Quodlibet, all’interno di una nuova collana, “Elements”, che presenta brevi saggi di storia culturale scritti e pubblicati in diverse lingue, e per la quale da poco hanno visto la luce A che ora si mangia?… Leggi il resto »

Robert Capa, fotografo in fuga

di Helena Janeczek

Oggi Robert Capa avrebbe compiuto 100 anni se a 47 non fosse saltato su una mina in Vietnam, allora Indocina. Quel che è stato in vita (“Il più grande fotografo di guerra” titola un giornale già nel ’39) e in morte parte da una premessa: era un profugo politico e razziale a partire da 18 anni.… Leggi il resto »

Catalunya #4

di Antonio Sparzani

Dalle tristezze bisogna pur distrarsi e dopo le olive farcite e ancora con l’interno di Santa Maria del Mar che danza nella mente come illuminandola trattenendo un’immagine di spazi chiari e di vetrate di fantastici colori gotici ci avviamo alla facciata del duomo che è poco distante perché verso l’una di tutte le domeniche qui si balla la sardana che è una cosa che bisogna vedere una volta nella vita la sardana è una danza seria solenne che ricordo da anni addietro mi era parsa una vera manifestazione collettiva di un popolo che ti fa vedere che capacità di compattezza e forse anche di lontananza ha rispetto a tradizioni diverse le sue origini si perdono come spesso nella notte dei tempi che chissà quante cose ormai ha inghiottito ma se la vedi e la ascolti una volta perché la sardana è una danza e una musica assieme non la dimentichi ti viene voglia di entrare anche tu e dire sì anch’io a voi appartengo con voi voglio danzare e ascoltare e insieme sei cosciente di un mondo esclusivo si balla la sardana che pure sembra molto semplice solo se sei uno di loro sei vestito giusto e hai la faccia e la serietà giusta e anche i pensieri certo non si può ballare la sardana pensando a chissaché è una cerimonia calma e solenne così stampata nei miei ricordi e oggi che delusione niente si vede che in agosto è sospesa nessuno sa perché ho dovuto tenermi il mio ricordo di vent’anni fa di quando mi colpì per la prima volta così intensamente e per la prima volta desiderai oh sì desiderai di essere anch’io là in mezzo di acquistare un’identità forte che mi sembra di non averne mai una precisa e provai anche allora quel rimorso e rimpianto e dolore anche di non poter far parte di un mondo che pure mi attirava come tante altre comunità strette di persone della vita famiglie fratellanze partiti orchestre cori ben affiatati e invece no sempre a coltivare ma forse non volendo questa individualità senza compromessi non so… Leggi il resto »