We met as Sparks – Diverging Flints
Sent various – scattered ways –
We parted as the Central Flint
Were cloven with an Adze –
Subsisting on the Light We bore
Before We felt the Dark –
A Flint unto this Day – perhaps –
But for that single Spark.
***
Ci incontrammo Scintille – Divergenti
Selci scagliate in direzioni varie –
Ci […]
27 Settembre 2007 – 10:43
di Éric Houser
Traduzione di Andrea Inglese
villa d’Este
funerale
rintocco tre toni
vasca di sotto
.
poso sull’acqua
piedi nudi
..
immaginando
la mano sinistra
che solleva lentamente
una gonna fluida
e nera
…
(l’acqua chiama
acqua)
Parole & Musica di Ivano Fossati
Alzati che si sta alzando la canzone popolare
Se c’è qualcosa da dire ancora, se c’è qualcosa da fare
Alzati che si sta alzando la canzone popolare
Se c’è qualcosa da dire ancora ce lo dirà
Se c’è qualcosa da imparare ancora ce lo dirà.
Amsterdam
Parole e Musica di Jacques Brel
trad. Francesco Forlani
Dans le port d’Amsterdam
y a des marins qui chantent
les rêves qui les hantent
au large d’Amsterdam
dans le port d’Amsterdam
y a des marins qui dorment
comme des oriflammes
le long des berges mornes
Nel porto di Amsterdam
Ci sono marinai che cantano
I sogni che li incantano
Al largo di Amsterdam
Nel porto di Amsterdam
Ci sono […]
6.1
Com’è bello quel ritrovarsi accanto
al risveglio l’amato, la luce lenta
filtra dalle finestre, come un manto
fascia i capelli di Liz. John rammenta
quando lei la notte scorsa li sciolse
e lui tra le dita li avvolse.
Ma adesso lei sta dormendo, respira
con cadenza regolare, la spira
dei suoi pensieri non rincorre quelli
di John, i suoi sogni seguono il cuore
solitario di […]
di Marco Mago Mantello
Se il suo footing la domenica mattina
le fa un petto piú solido e rosso
nonostante il colore del cielo
quando piove diventa aspirina
Se quel naso non ti lascia respirare
e la bocca ti mutila e scava
senza filo spinato né fosso
Se pensavi di chiuderla a chiave
e scordartela per quattro settimane
dentro un piccolo e stonato carillon
di sicuro […]
[i capitoli precedenti si trovano qui, qui, qui e qui ]
5.1
Una settimana fa, terminato
il capitolo che avete appena letto,
e, con impegno sempre immutato,
creato ciò che avrei in seguito detto,
un editore – a una festa elegante
(con buon vino, cibo, chiacchiere tante)
ospitata da (viva!) Thomas Cook,
dove fu celebrata, e forse più,
la mia guida del Tibet […]
Osez Josephine
di
Alain Bashung
à l’arrière des berlines
on devine
des monarques et leurs figurines
juste une paire de demi-dieux
livrés à eux
ils font des petits
ils font des envieux
(trad. Furlen)
sui sedili posteriori delle berline
s’indovinano
monarchi con le loro figurine
appena un paio di semi dei
consegnati a se stessi
fanno piccoli
fanno invidia
Le metamorfosi di Kafka
di
Stanko Cerovic
traduzione di Sandra Rivazio
«Era disteso sul dorso duro come una corazza e, se sollevava un poco il capo, scorgeva il proprio ventre convesso, bruno, diviso da indurimenti arcuati, sulla cui sommità la coperta, sul punto di scivolare del tutto, si tratteneva ancora a stento. Le numerose zampe, miserevolmente sottili in […]
immagine di Folon
Semplicità
di
Cesare Pavese
L’uomo solo - che è stato in prigione - ritorna in prigione
ogni volta che morde un pezzo di pane.
In prigione sognava le lepri che fuggono
sul terriccio invernale. Nella nebbia d’inverno
l’uomo vive tra i muri di strade, bevendo
acqua fredda e mordendo un pezzo di pane.
L’homme seul
di
Cesare Pavese
Musica : Léo Ferré
L’homme seul - qui […]
[i capitoli precedenti si trovano qui, qui e qui]
4.1
“Liz, è stato così bello incontrare
i tuoi amici e John: che dolce ragazzo!
Speriamo presto…” Senza completare
la sua esortazione (per imbarazzo?)
ad un’unione più sacramentale
(che sfoci pure nell’incidentale
procreazione di qualche nipotino –
che stia sempre a saltellarle vicino),
Mrs. Dorati si abbraccia a sua figlia,
si muove con reumatica attenzione;
Liz si […]
di Pierre Jean Jouve
traduzione di Antonio Sparzani e Andrea Raos
Che bella che sei ora che non ci sei più
La polvere della morte ti ha spogliata persino dell’anima
Che desiderata che sei da che siamo scomparsi
Le onde le onde riempiono il cuore del deserto
La più pallida delle donne
Fa bel tempo sulle creste d’acqua di questa terra
Del paesaggio […]
Tre poesie
Storie da raccontare
nel silenzio delle notti bugiarde.
Storie da scrivere col sangue
e con le parole,
su questo bianco muro del Sud,
vivo da sempre e cancellato da tutti.
Da sempre, il vento ha mietuto
nella notte i fiori
dal grido vivo.
Storie da raccontare ancora
di pianto silenzioso, minuscolo,
che si nasconde in noi,
dietro di noi, lontano da noi,
vicino come un palpito
e cerca […]
di Sarah Kéryna
traduzione di Andrea Raos
- Ti ricordi quando andavamo a Roques-Hautes?
Roques-Hautes, te ne ricordi?
- Oh beh, sì!
Se me ne ricordo!
Ah! Roques-Hautes!
Ah sì!
Di questo me ne ricordo bene.
Oh! Quanto ci si stava bene!
Ci si riposava bene.
Ci andavamo quasi ogni sera.
- Sì, ogni pomeriggio, addirittura.
- Ogni pomeriggio. E poi, mangiavamo lì?
- Sì, la pizza!
- La pizza!
- Ti ricordi?
- Sì, delle grandi pizze.
Ero io che andavo a prenderle.
Delle pizze al forno a legna.
- Delle pizze al forno a legna.
- Ah sì! Di questo mi ricordo.
- Erano buone.
- Ah sì!
E poi, delle volte c’eravamo solo noi a Roques-Hautes,
in quel grande coso… completamente vuoto.
Sembrava Gavarnie, nei Pirenei.
Si sarebbe detto che eravamo isolati
da tutto.
Allora, delle volte, ero angosciata.
Non dicevo niente, ma ero angosciata.
La maison où j’ai grandi
Quand je me tourne vers mes souvenirs,
je revois la maison où j’ai grandi.
Il me revient des tas de choses:
je vois des roses dans un jardin.
Là où vivaient des arbres, maintenant
la ville est là,
et la maison, les fleurs que j’aimais tant,
n’existent plus.
Il ragazzo della via Gluck
Questa e’ la storia
di uno di noi
anche […]
di Sarah Kéryna
traduzione di Andrea Raos
***Special Guests: Jan (tastiere) così&come (cori)***
- Non lo sai?
- (respiri)
- Qui, ho due nove. Non va bene.
È la morte, no?
È come nella Carmen: “Pique, carreau, j’ai bien vu la mort.”
- Ah! beh la cantavo questo pomeriggio!
- Davvero? Dài, cantamela! Com’è?
- Com’è che era?
- (Aria di Carmen) “La mort, d’abord moi […]
di Sarah Kéryna
traduzione di Andrea Raos
- Tu manifestavi per le donne?
- Sempre.
Ah, quando era per le donne, non mancavo mai, eh!
È così importante,
sono così dimenticate, le donne,
sono dimenticate con tutti i loro problemi,
i loro bambini,
il lavoro a casa, il lavoro fuori.
Ah!… sapessi.
E poi ce ne sono che non sono felici.
Ce ne sono tante.
Tante.
- Lo so.
di Sarah Kéryna
traduzione di Andrea Raos
- Allora, vedevi dei movimenti?
Non sapevi cosa succedeva?
- Ah beh, e come no!
Mi dicevo: “Ma cosa c’è stasera!”
“Ma cosa c’è!”
Poi, ero giovane.
Figurati, nel 36, sono nata nel 10, avevo ventisei anni.
Poi, a me faceva paura, mi faceva paura.
Le riunioni di folla, a me fanno paura.
Mi dico: “Ma cosa c’è, poi […]
di Sarah Kéryna
traduzione di Andrea Raos
- Ti capita ancora di ripensare al tuo appartamento di rue Campo-Formio?
- Sì.
- Ti manca?
- Sì, beh sì, mi ero appena sposata quando ero a Campo.
- Anche più piccola, non sei arrivata a tredici anni?
- Anche più piccola, eh sì.
- È il tuo primo appartamento a Parigi, hai sempre vissuto […]
traduzione di Luca Dresda, Christian Raimo, Veronica Raimo
3.1
Dato che Liz e John van fuori fuoco,
avvolti da una amorosa foschia,
mio Lettore, verso un altro luogo
volgiamo l’obiettivo, ossia
alla lunga fenditura del suolo:
i rustici indigeni, e lo stuolo
di chi si guadagna da vivere bea-
to, lungo la Faglia di Sant’Andrea.
Gli scambi, il governo, la natura
nel suo splendore, le follie […]