Articoli con tag ‘ Andrea Inglese ’

Crowdfunding per un libro sugli “spazi culturali occupati”

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23 luglio 2014

luoghicomuni picc Mentre il Teatro Valle, così come altri spazi culturali occupati italiani, è sotto un attacco concentrico delle forze che si oppongono alla rivoluzione dei beni comuni, la rivista Argo (www.argonline.it) ha deciso di dedicare una nuova opera della sua omonima collana, dopo “Calpestare l’oblio” e “Coralina”, proprio alla realtà degli spazi culturali occupati, che come il Teatro Valle resistono alla deriva mercantilista del nostro pianeta, proponendo un altro modo di gestire i beni pubblici e privati abbandonati. Continua a leggere »

Il tempo congelato della politica israeliana

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21 luglio 2014

Otto anni fa scrissi su NI questo pezzo. Riguardava la politica di “rappresaglia” scelta da Israele in Libano contro Hezbollah. Basterebbe cambiare alcuni nomi e alcune date, per rendere queste riflessioni sinistramente attuali. Hamas al posto di Hezbollah, Gaza al posto di Libano, 2014 (o 2009) al posto di 2006.Come se nulla fosse accaduto.…


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Tre domande sulla scrittura (a Giulio Marzaioli e Andrea Inglese) 2

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17 luglio 2014

(Nell’ambito di una tesi dal titolo “Dalla prosa lirica alla prosa in prosa”, discussa da Marco Inguscio presso la facoltà di Lettere moderne presso l’Università del Salento, Giulio Marzaioli ed io siamo stati invitati a rispondere a tre medesime domande relativamente alla nostra esperienza di autori.…


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Comprensibilità / incomprensibilità in poesia

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14 luglio 2014

[Questo testo è nato da una discussione svoltasi sul sito  "Poliscritture". Ed è stato poi lì pubblicato come pezzo autonomo. Lo ripropongo molto volentieri su NI.]

di Massimo Parizzi

Per me questa discussione è stata tutta interessante. Ma riguardo a un tema in particolare, la “comprensibilità/incomprensibilità” in poesia, vorrei cercare di dire qualcosa su questioni che, stranamente, mi sembra non siano state toccate. Scusate se comincio con ricordi personali. Continua a leggere »

“La ragione e i suoi eccessi”

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10 luglio 2014
“La ragione e i suoi eccessi”

 [Presento qui uno stralcio del capitolo introduttivo di La ragione e i suoi eccessi, uscito per la collana "Campi del Sapere" di Feltrinelli. Il suo autore, Paolo Costa, è un filosofo e si è occupato tra gli altri di Hannah Arendt e Charles Taylor.…


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Tre domande sulla scrittura (a Giulio Marzaioli e Andrea Inglese) 1

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8 luglio 2014

(Nell’ambito di una tesi dal titolo “Dalla prosa lirica alla prosa in prosa”, discussa da Marco Inguscio presso la facoltà di Lettere moderne presso l’Università del Salento, Giulio Marzaioli ed io siamo stati invitati a rispondere a tre medesime domande relativamente alla nostra esperienza di autori.…


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“Il Sintomo” di Fiorentino e Mastelloni

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5 luglio 2014

di Ornella Tajani

Naso di cane, Scugnizzi, Vito e gli altri: è l’atmosfera fumosa, violenta e soffocante di un film poliziottesco quella evocata da Il sintomo (Marsilio, 2014), il nuovo romanzo di Francesco Fiorentino e Carlo Mastelloni. Come nel precedente Il filo del male (Marsilio, 2010), anch’esso scritto a quattro mani, la narrazione prende le mosse dall’arrivo del protagonista nel luogo natio abbandonato anni prima, in una sorta di dramma dell’eterno e imprescindibile ritorno. Continua a leggere »

Prese su Rembrandt

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1 luglio 2014

nell'occhio [Questo testo è contenuto in Nell'occhio di chi guarda. Scrittori e registi di fronte all'immagine, a cura di Clotilde Bertoni, Massimo Fusillo, Gianluigi Simonetti e con postfazione di Stefano Chiodi. Il volume, appena uscito per Donzelli, è costituito da ventisette immagini lette da: Roberto Andò, Franco Buffoni Maria Grazia Calandrone, Mauro Covacich, Elio De Capitani, Giorgio Fontana, Gabriele Frasca, Nadia Fusini, Andrea Inglese, Helena Janeczek, Valerio Magrelli, Guido Mazzoni, Enzo Moscato, Tommaso Pincio, Vincenzo Pirrotta, Laura Pugno, ricci/forte, Alessandra Sarchi, Walter Siti, Domenico Starnone, Federico Tiezzi, Emanuele Trevi.]

di Andrea Inglese

L’unica cosa certa è il color del cielo.1 Continua a leggere »

  1. Nulla ovviamente è meno certo: Berlino è lontana, a quest’ora la Gemäldegalerie è chiusa, la mia riproduzione del dipinto ha una taglia lillipuziana: 15 x 10,5 cm e la resa cromatica è completamente aleatoria, considerando che nell’altra mia fonte, il libro-catalogo di Simon Chama, Rembrandt’s Eyes, il semicerchio di cielo è divenuto di un biancastro instabile. []

Roma 27, 28, 29 giugno – No Border Fest. Tre giorni di dibattiti, cultura, musica.

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28 giugno 2014

[Pubblichiamo il programma di oggi e domani, dal sito www.meltingpot.org]

Per la libertà di movimento oltre ogni confine.

Il no border fest, giunto alla sesta edizione e organizzato quest’anno da La città dell’Utopia, SCI-Italia, InsensINverso, Amisnet e Laboratorio 53, nasce come momento d’incontro e di conoscenza per riflettere insieme su tematiche sempre più rilevanti come i diritti di cittadinanza, le migrazioni e la libertà di movimento.

Mentre a Bruxelles si discuterà di come “rafforzare Frontex” e aumentare i controlli alle frontiere, durante i tre giorni a Roma vogliamo raccontare le frontiere esterne e interne dell’Europa, grazie alle testimonianze di chi quelle frontiere le ha attraversate, ai contributi di chi ne ha raccontato e filmato le vicende e di chi quotidianamente a quelle frontiere si oppone.

Un’occasione per trovare nuovi stimoli per agire collettivamente e in maniera concreta sulla realtà in cui viviamo. Continua a leggere »

Una lettura de “Il cane di Pavlov” di Frungillo

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27 giugno 2014

di Francesco Filia

Il cane di Pavlov (resoconto di una perizia), Edizioni D’If , 2013 – ultima opera di Vincenzo Frungillo – è un’altra magnifica esplorazione nel rapporto tra bios e storia, questa volta visto nell’ottica del rapporto tra eros e scienza, o, meglio, apparato tecnico-scientifico. La scienza che si trasforma in apparato tecnologico è parallela all’eros che si trasforma in pornografia, nelle prime c’è una dimensione dell’uomo nella sua totalità, sia nell’eros che nella scienza classica l’uomo è il fine, nella pornografia e nell’apparato tecnico è una funzione, dal tutto alla parte (non più l’uomo nella sua interezza, ma la mano che muove la macchina, l’occhio che osserva la cavia, il sesso che si eccita o è eccitato). Ma questa condizione sembra dirci Frungillo è in aggirabile, non può essere rimossa, deve essere attraversata, perché è la nostra condizione epocale, il nostro destino, anzi va radicalizzata, colta alla sua radice, estremizzata, lì dove c’è un ipocrita dire e non dire deve emergere la cruda realtà.
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L’utente al guinzaglio. Qualche appunto preliminare sulle strategie punitive di Facebook

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24 giugno 2014

Di Ornella Tajani

Che Facebook sia un eccezionale generatore di ossessioni è ormai fuor di dubbio. Fra quelle che riguardano il rapporto tra il singolo utente e il resto della comunità, l’ossessione principale mi pare si articoli in tre bisogni: essere cercati, apprezzati, riconosciuti. Per cui diventa sempre più importante che io mi renda: disponibile, attraente, precisamente identificabile. Il che significa che a) passo sempre più tempo su FB, b) mi sforzo di essere divertente, colta, accattivante e c) mi impegno a restituire ai miei amici l’immagine di me in cui mi piace riconoscermi – e non, ovviamente, quella più veritiera. Continua a leggere »

Sonic poetry alla Giudecca (Venezia)

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17 giugno 2014

 GIUDECCA art gallery 795

21 giugno – ore 19         presenta

 

LETTERE ALLA REINSERZIONE CULTURALE DEL DISOCCUPATO

 

SONIC POETRY

installazione + performance

 

Andrea Inglese

voce

Stefano Delle Monache e Giovanni Cospito

laptop

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Inglese & Zaffarano al Teatroinscatola (Roma)

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16 giugno 2014

job

A Roma, giovedì 19 giugno 2014, alle ore 18:30
presso TEATROINSCATOLA
(Lungotevere degli Artigiani 12)

nel contesto degli incontri a cura di
ESCargot – Scrivere con lentezza
https://www.facebook.com/escargot.scrivereconlentezza

presentazione e letture di

Andrea Inglese Continua a leggere »

L’ecologia politica e il terzo intruso. Per un’autocritica delle forme di vita quotidiane

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11 giugno 2014

Di Andrea Inglese

Vi è una critica al capitalismo di matrice marxista affascinata dalle potenzialità emancipatrici insite nelle contraddizioni più avanzate tra forze produttive e mezzi di produzione. In quest’ottica, va letta l’insistenza sul “capitalismo cognitivo”, e sulle forze antagoniste che in esso si formerebbero, acquisendo via via consapevolezza del proprio compito rivoluzionario. Il carattere rassicurante di questa lettura della realtà consiste nell’immaginare che, ancora una volta, l’attuale sostituto dell’antica classe operaia, il “cognitariato”, non ha da perdere che le proprie catene. Continua a leggere »

I nuovi realismi nella cultura italiana: convegno all’Università di Paris III

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10 giugno 2014

Programma e motivazoni del convegno

Les nouveaux réalismes dans la culture italienne
à l’aube du troisième millénaire. Définitions et mises en perspective

Colloque international avec la participation exceptionnelle de Walter SITI

Jeudi 12 juin 2014
Université Sorbonne Nouvelle-Paris 3
Maison de la Recherche
4, rue des Irlandais, 75005 Paris

Vendredi et samedi 13 et 14 juin 2014
Maison d’Italie, Cité Internationale Universitaire de Paris
7, Boulevard Jourdan, 75014 Paris

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Anthony Phelps. Due poesie e qualche domanda all’autore

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4 giugno 2014

A cura di Ornella Tajani

«Io, negro d’America, non sono uno scrittore negroamericano. Non sono uno scrittore afroamericano. Non esiste una letteratura negroamericana, né una letteratura afroamericana. Noi, negri del Nuovo Mondo, non siamo degli africani in esilio in America. È fuori questione che qualcuno ci affibbi un prefisso. Vi sarò grato se vorrete considerarmi uno scrittore americano, uno scrittore caraibico, uno scrittore haitiano o, più semplicemente, più umanamente: né nero, né bianco, né rosso, né giallo: un Poeta e basta».

.È così che Anthony Phelps, nato a Port-au-Prince nel 1928, si è più volte definito.

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La mano, l’anima. Ipotesi su Cattafi

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19 maggio 2014

Nella palpebra interna è un saggio di Riccardo Donati dedicato al rapporto che alcuni tra i maggiori poeti italiani del secondo Novecento hanno intrattenuto con le arti della visione, includendo autori ormai storicizzati(tra gli altri, Pasolini, Zavattini, Sanguineti, Testori, Luzi, Gatto, Scialoja) e voci della stretta contemporaneità (Frasca, Ottonieri, Magrelli, per non citare che...
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Il bridge dei free-lance

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18 maggio 2014

Di Ornella Tajani

Da qualche tempo ormai penso che la difficoltà principale di un’attività free-lance non stia tanto nel procacciarsi i lavori, e nemmeno nell’esigere un contratto, negoziando tariffe che convengano a entrambe le parti. Queste due indiscutibili e considerevoli fatiche sono soltanto seconde al problema davvero decisivo, e cioè fare in modo che il contratto in questione sia rispettato. Continua a leggere »

Come mi sono infiltrato in una riunione socialista dedicata a Tsipras e come, trovato un vocabolario, ho scritto una lettera a Barbara Spinelli

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6 maggio 2014

 di François Milieu

«Ora vi racconto come è andata. Se mi concentro tiro fuori la prima immagine, poi seguiranno le altre. Vedo una sala ampia ampia piena di sedie di plastica. Le persone sedute sulle sedie. Davanti c’è un tavolino dove stanno tre microfoni con annessi signori a bocca aperta, poi chiusa.…


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Il cane di Frungillo e l’anitra di Inglese

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5 maggio 2014

 Milano – Libreria Popolare di via Tadino 

Sabato 10 maggio  ¦  ore 19.30

Presentazione e lettura di
Vincenzo Frungillo, Il cane di Pavlov
&
Andrea Inglese, La grande anitra

°

 Oltre agli autori interverranno
Alessando Broggi e Luciano Mazziotta

° Continua a leggere »

Il gesto di Marta

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22 aprile 2014

[La versione francese di questo testo, a cura di Laurent Grisel, appare simultaneamente sul sito amico Remu.net]

di Beatrice Monroy

Non posso continuare. Continuerò.

S. Beckett

Esserci nei luoghi, permette di scrivere letteratura a partire dal tuo luogo e non dall’altro mondo il luogo degli altri, quelli di fuori.

N. Gordimer

Carissima,

mi porto dietro il pensiero di te sulle rocce, sui mari e sulle montagne, quello che mi chiedi è veramente molto difficile. Perché allora noi eravamo ubriachi e, sai bene, quando si è ubriachi poi si ricorda poco. Così ci ho messo circa dieci anni per capire il peso dell’avventura attraversata e per capire, poi, come proprio questa avventura mi abbia permesso di trovare il mio posto nel mondo. Continua a leggere »