Le poe

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di Francesca Genti

BISCOTTO SECCO A FORMA DI ANIMALE

fatto con uova di coltivazione
fatto con tuorli senza sapore
con latte a lunga conservazione.

in stampini a forma di leone

di gatto lince zebra e cane
di orso panda mucca alligatore.

muto
senza sangue né colore
movimento
o cognizione del dolore.

senza zucchero
cambiamenti di umore
senza midollo
marrone.

(ma mi piace
la tua confezione
l’idea
che non sarai mai macellato
inzupparti
e potere pensare
che non soffri
nell’essere mangiato).

*

DA QUESTA CASA

te ne devi andare.

hai fatto un disastro
non puoi più restare.

hai fatto cadere la torta in cucina
e dialoghi troppo con le piastrelle
non devi cibarti di unghie
tu devi mangiare più vitamina.

sei brutta, lo sai?

e hai fatto una cosa schifosa:

sporcato il vestito
sporcate le gambe
reciso il gambo a una rosa.

vattene allora.

e porta con te le tue cose:

un pezzo di specchio
un pezzo di torta
un pezzo di spina

e un pezzo di corpo
di quand’eri bambina.

*

OGNI BAMBINA

desidera avere:

A.
uno zaino
che contenga la sua vita:

con pasticche
vitamine
integratori

accessori
per far fronte
alla fatica.

B.
della plastica
per impacchettare:

le sue mani
il cervello
il suo cuore

precauzioni
per cercare di evitare
una morte violenta
per amore.

(una mucca
inutilmente pazza
macellata
a tradimento
in pieno sole).

*

AGOSTO VENALE

tanti cani abbandonati
tanti sassi sui parabrezza

dentro le strade piene di sole.

(e levigate di tristezza).

*

L’ABITO DA SPOSA

è color uva
pesante
di feltro
autunnale.

è a forma di fragola
e dentro la chiesa
più che le nozze
sembra carnevale.

il sangue
dentro il corpo
è color vino
e scorre a fiumi
nel bicchiere
del cuore.

certe volte
il bicchiere si rompe.

(e dentro la carne
nel profondo delle vene
le schegge di vetro
conficcano strette
insieme al terrore
le gocce indelebili
del succo dell’amore).

(tratte da: Il vero amore non ha lenocciole, Meridianozero, 2004)

(immagine di Beuys)

andrea inglese

Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ha pubblicato uno studio di teoria del romanzo L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo (2003) e la raccolta di saggi La confusione è ancella della menzogna per l’editore digitale Quintadicopertina (2012). Ha scritto saggi di teoria e critica letteraria, due libri di prose per La Camera Verde (Prati / Pelouses, 2007 e Quando Kubrick inventò la fantascienza, 2011) e sette libri di poesia, l’ultimo dei quali, Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, è apparso in edizione italiana (Italic Pequod, 2013), francese (NOUS, 2013) e inglese (Patrician Press, 2017). Nel 2016, ha pubblicato per Ponte alle Grazie il suo primo romanzo, Parigi è un desiderio (Premio Bridge 2017). Nella collana “Autoriale”, curata da Biagio Cepollaro, è uscita Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016 (Dot.Com Press, 2017). Ha curato l’antologia del poeta francese Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008 (Metauro, 2009). È uno dei membri fondatori del blog letterario Nazione Indiana. È nel comitato di redazione di alfabeta2. È il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini. 

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  10 comments for “Le poe

  1. 13 settembre 2004 at 15:10

    Ecco, io un po’ di tempo fa ho ordinato questo bel libretto nel sito di Meridianozero, ma… zero, né libro né risposte. Qualcuno ci ha provato? Ordino in libreria che faccio prima?

  2. 13 settembre 2004 at 21:41

    Caro Vincenzo, come giustamente noti, se è Merdiano Zero vuol dire che zero. Chiarito questo: ma quanto son belle le poe della Franci?
    Mi scassa solo che intorno a lei non si sbrighi a evaporare quell’aura da “poetessa giovane postmoderna” che un po’ l’accompagna, perché non va molto bene, sono stronzate. Il vero poeta nasce e muore sempre alla stessa età, non è mai “giovane” nel senso del merdato, pardon del mercato. La poesia squarcia il tempo, perciò salta le età anagrafiche dei suoi manovali. La Genti fa poesia, quindi fottetevene se è giovane.
    Baci da

    Ordet

  3. 14 settembre 2004 at 21:43

    Tranquilla, pian pianino invecchierà e diventerà una Grande Vecchia della poesia italiana.

  4. FIlippo Casa
    15 settembre 2004 at 13:08

    Le poesiole della Genti sono sterco per piante da autostrada

  5. 16 settembre 2004 at 12:52

    Chiedo scusa pubblicamente, il ritardo è anche colpa mia… non ci siamo o non avevo capito bene la modalità.

  6. 16 settembre 2004 at 12:52

    Chiedo scusa pubblicamente, il ritardo è anche colpa mia… non ci siamo capiti bene o non avevo capito bene la modalità.

  7. Arturo Palamara
    21 settembre 2004 at 09:58

    Francesca Genti ha il cazzo piccolo

  8. nino minna
    22 settembre 2004 at 14:40

    sì, arturo. la genti è un minchia, una protesi della sua stessa minchia.

  9. Arturo Palamara
    22 settembre 2004 at 14:50

    nino minna fatti gli stracazzi tuoi! La genti è mia mia mia mia; non me la devi toccare; le voglio spezzare le gambe io solo, soltanto, hai capito, cazzone: la Genti quella porcella è mia!
    (ripeto – fatti i cazzi tuoi: capisti?!)

  10. nino minna
    22 settembre 2004 at 14:54

    arturo se vi becco insieme tu e quella anal fabeta vi pianto i libri di teresa ciabatti nel culo.

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