Carlo Boccadoro e i Sentieri Selvaggi

sentieri3.JPGdi Gianni Biondillo

Continua la pubblicazione delle segnalazioni che ho ricevuto per la lista della spesa (vedi qui). In alcuni casi le schede erano seguite da domande da rivolgere all’autore o all’autrice; non tutti gli autori contattati hanno risposto. (T.S.)

Carlo Boccadoro e i Sentieri Selvaggi dal 1997 portano la musica contemporanea europea e mondiale a casa nostra (con convegni, esecuzioni, festival musicali, etc.) e, ancor più importante, compongono ed eseguono musica dando del “tu” ai più grandi musicisti e sperimentatori musicali del globo, svecchiando e sprovincializzando il nostro agonizzante panorama musicale.

Dal 1998 curano un proprio festival di musica contemporanea a Milano; nel 2004 si intitolerà “Parole”.

Quello che stanno facendo per la musica italiana è talmente titanico che mi sconvolge l’idea che per la stragrande maggioranza di “intellettuali” non addetti ai lavori i loro nomi siano perfettamente sconosciuti.

Eppure il loro approccio alla musica non è ingessato, non è accademico, ascoltano, senza problemi, dal rock, al jazz, al pop, alla musica dei cantautori, senza, però, perdere di vista quello che di meglio si sta pensando nei conservatori, negli studi di registrazione, nelle sale da concerto, negli auditori di mezzo mondo.

L’ultima volta che li ho sentiti suonare è stata alla prima mondiale di Acts of beauty di Michael Nyman, al Teatro degli Arcimboldi di Milano, insieme alla voce di Cristina Zavalloni. Una esperienza unica, formativa.

Se ascolto, con normalità, musicisti geniali del calibro di Andriessen, o di Kancheli, lo devo a loro. Se apprezzo le partiture di Del Corno, di Boccadoro stesso, di Lang, di Reich, di Adams, lo devo alla loro dedizione assoluta all’idea che anche in Italia si può fare cultura musicale sganciata dal mercato omologatore che ha ucciso ogni forma di autentica sperimentazione.

Hanno fondato una associazione culturale e un sito che vi consiglio di visitare (qui www.sentieriselvaggi.org). Lì troverete tutta la loro discografia e le loro iniziative in atto.

Dato che Musica coelestis (cd e libro edito da Einaudi) è del 1999, non rientra nei termini temporali della Lista della spesa. Allora vi do un’altra indicazione: Bad Blood, radio popolare-sensible records, 2002. Cd imperdibile. Per chi non ha l’orecchio “allenato” chiedo solo un po’ di pazienza, di umiltà, e voglia di riascoltarlo una decina di volte. Poi tutto verrà da sé.

  5 comments for “Carlo Boccadoro e i Sentieri Selvaggi

  1. Lucio Angelini
    21 ottobre 2004 at 14:25

    Come ricordo molto bene, Tiziano aveva chiesto alle lettrici e ai lettori di segnalare qualcosa “di bello, di importante, di significativo nella cultura e in generale nella creatività artistica ***italiana***, dal 1
    gennaio del 2000 a oggi”. Evidentemente, Gianni Biodillo ha estrapolato dall’elenco la parola “significativo”. Per lui è significativo che nella cultura italiana di questi anni sia stata importata la musica contemporanea europea e mondiale. Che dobbiamo fare, se non prendere atto?

  2. Gianni Biondillo
    21 ottobre 2004 at 14:48

    Bah!

  3. Lucio Angelini
    21 ottobre 2004 at 16:02

    Intendevo dire: evviva “I cavoli a merenda” (nota composizione del Boccadoro), ma perché andare in estasi per i soliti, provincialissimi Cage, Phil Glass, John Adams e compagnia bella?
    A me fanno venire solo del “Bad Blood” (plin plin, plin plon).

  4. Gianni Biondillo
    21 ottobre 2004 at 16:04

    ri-bah!

  5. wolf
    21 ottobre 2004 at 16:45

    “prima mondiale di Acts of beauty di Michael Nyman”…forse è da mettere in grassetto “per la stragrande maggioranza di “intellettuali” non addetti ai lavori”.

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