Articolo precedente
Articolo successivo

Le scimmie… (13)

di Dario Voltolini

presi uno per uno sembrano isolati
elementi a sé stanti
magari molli gelatine
però con una pelle che fa sacchetto
insomma con un inizio un centro una fine
come certe storie che ci vengono a raccontare
e che sono false
come sono falsi quegli accadimenti
una volta presi e considerati singolarmente
eppure non è che si possa fare tanto di meglio
considerato quanto è già difficile così
uno per uno
cercare di capire cosa succede
una cosa per volta
ma il fatto è che mentre ci sembra finalmente di aver capito qualcosa
proprio in quel momento
beffardamente concomitante
appare evidente la falsa situazione
di un fatto che non fa blocco
con tutti gli altri fatti
tutti gli uomini cercano un barbiere
tutte le strade sono percorse da uomini in cerca di barbieri
barbieri americani
barbieri indiani
uomini svedesi
uomini danesi
barbieri cingalesi
uomini ungheresi
scendono tutti per quelle strade fatte a reticolato oppure a matassa
stretti vicoli in cui non si passa
se non uno per volta
e l’altro si ferma e si appoggia al muro
e chi passa struscia quello fermo
per forza
non per amore
per cercare un barbiere
uno come si deve
cosa niente facile
spesso il barbiere è deludente
ecco allora come se niente fosse
tutti gli uomini scendere tutte le strade
un’altra volta ancora
cioè per sempre
strade italiane
uomini spagnoli
barbieri africani
europei asiatici isolani
strade che portano verso le banchine disseccate del porto
case che puzzano di pesce
coltelli che vanno in controsquama
e fanno saltare tutte quelle scaglie
che poi rimangono attaccate alle mani
barbieri marinari
barbieri aeroportuali
in fondo a corridoi al primo piano sottoterra

articoli correlati

Il desiderio in manif. Nota sul 5/11 parigino

di Andrea Inglese
La presenza massiccia degli studenti a una manifestazione intersindacale non è solo una questione di sovrappiù numerico. Muta globalmente la prospettiva della lotta. Alla logica razionale della negoziazione sindacale, i giovani aggiungono il desiderio.

Dov’è la porta? Una postilla su Exit Poetry. Poesia futura

di Gilda Policastro
[I]n Exit Poetry, antologia per me, non-antologia per gli altri due curatori, si sono confrontate (e scontrate) tre idee diverse di poesia...

L’uomo nella fioriera

di Francesco Moriconi
A Latina c’è la stazione ferroviaria. Cioè, non proprio a Latina, perché quando hanno fatto la direttissima Roma–Napoli, Latina non esisteva

Don’cry for me, Argentina

di Pierangelo Consoli
Gli chiedo poi dell’Argentina di oggi e qui il discorso cambia. Scopriamo che il libro doveva essere presentato alla Casa Argentina, sezione culturale dell’ambasciata a Roma. Era tutto pronto e poi qualcosa è successo.

La macchina di merda

di Daniele Poccia
C’era una volta una macchina, che era una macchina di merda. Non che le altre macchine del mondo fossero davvero migliori, ma questa, in particolare, era veramente una macchina di merda.

Mots-clés__Itaca

di Daniele Ruini
Mi sono domandato tante volte come mai l’acqua del mare è salata mentre l’acqua dei fiumi che si versano nel mare non lo è, e nemmeno la pioggia che cade dal cielo è salata.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: