Articolo precedenteLe scimmie… (12)
Articolo successivoLe scimmie… (14)

Le scimmie… (13)

di Dario Voltolini

presi uno per uno sembrano isolati
elementi a sé stanti
magari molli gelatine
però con una pelle che fa sacchetto
insomma con un inizio un centro una fine
come certe storie che ci vengono a raccontare
e che sono false
come sono falsi quegli accadimenti
una volta presi e considerati singolarmente
eppure non è che si possa fare tanto di meglio
considerato quanto è già difficile così
uno per uno
cercare di capire cosa succede
una cosa per volta
ma il fatto è che mentre ci sembra finalmente di aver capito qualcosa
proprio in quel momento
beffardamente concomitante
appare evidente la falsa situazione
di un fatto che non fa blocco
con tutti gli altri fatti
tutti gli uomini cercano un barbiere
tutte le strade sono percorse da uomini in cerca di barbieri
barbieri americani
barbieri indiani
uomini svedesi
uomini danesi
barbieri cingalesi
uomini ungheresi
scendono tutti per quelle strade fatte a reticolato oppure a matassa
stretti vicoli in cui non si passa
se non uno per volta
e l’altro si ferma e si appoggia al muro
e chi passa struscia quello fermo
per forza
non per amore
per cercare un barbiere
uno come si deve
cosa niente facile
spesso il barbiere è deludente
ecco allora come se niente fosse
tutti gli uomini scendere tutte le strade
un’altra volta ancora
cioè per sempre
strade italiane
uomini spagnoli
barbieri africani
europei asiatici isolani
strade che portano verso le banchine disseccate del porto
case che puzzano di pesce
coltelli che vanno in controsquama
e fanno saltare tutte quelle scaglie
che poi rimangono attaccate alle mani
barbieri marinari
barbieri aeroportuali
in fondo a corridoi al primo piano sottoterra

Print Friendly, PDF & Email

articoli correlati

Nella città più fredda, di Elisa Davoglio

Ho in mano un libro sul collasso del clima, sul crollo di un mondo personale, sullo straniamento emergenziale, sull'alienazione da conformismo, sulla scrittura? Prose in prosa dell'apocalisse? Cosa è accaduto alla città morbida, al suo tepore?

ALICE VENTURA morta il 5.3.1945 a Ravensbrück “… per il suo ideale partigiano“

di Orsola Puecher
... è una storia piccola, di un piccolo eroismo, un piccolo gesto di normale umana solidarietà, che la portò a esaurire al Campo di Concentramento di Ravensbrück i giorni di una vita bellissima e inconsueta.

L’Anno del Fuoco Segreto: L’Ombelico dell’Arno

La descrizione del progetto L’Anno del Fuoco Segreto, si può leggere QUI. di Andrea Zandomeneghi Conoscevo crackomani che si preoccupavano (seriamente) per la mia...

Da “solchi”

di Jacopo Mecca
Alcuni testi tratti dalla plaquette d'esordio "solchi" (Fallone editore, 2021).

Fotoromanzo urbano

di Gianni Biondillo
Il racconto di un piccolo desiderio, forse un po' puerile, nato dopo aver visto e ammirato le bellissime fotografie di Sofia Mangini.

Quella violenza non la dimenticheremo mai – Peter Genito

di Peter Genito
Timore, paura, terrore. Ma siamo sicuri che la nostra paura sia del virus? Siamo sicuri che sia stato così sin dall'inizio? E non di chi, in quel momento e ora, comandava e comanda il gioco?
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: