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Le scimmie… (24)

di Dario Voltolini

vedo chiaramente i luoghi e i comportamenti
vedo i muri di mattoni anneriti dai fumi grassi
vedo i caffè desolati
con le luci stente in inverno
banconi di zinco e vecchi sgretolati negli angoli
bicchieri di bianchi secchi velenosi e a ciondolare
tutto il giorno tutti i giorni i tipi con l’affare a portata di mano
domani stesso forse già stasera!
a indebitarsi a spararle grosse a lanciare sguardi furbi
strizzando l’occhio facendo la smorfia facendo segnare sul conto
le scimmie sono uscite
inavvertitamente
dalla gabbia
cortile industriale senza traccia di maiale
senza faccia di animale sul catrame steso male
con i muri in diagonale che nascondono le sale
dove tutto è sempre uguale perché dorme sul guanciale
della fiera commerciale dall’estetica triviale
che considera geniale ogni tipo di rituale
che considera speciale ogni caso da manuale
il cortile industriale sordo attende il gran finale
elevatore fuori funzione
motore elettrico senza frizione
sgangheri cardini giunti cardanici
vai su tre piani porti rottami
senza corrente fermo a mezz’asta
arrugginisci fermo finisci
screpoli smalti stacchi vernici
cigoli gemi ti spazientisci
elevatore vieni dismesso
ti bloccano adesso adesso adesso
oh il melograno
strano particolare e diverso
restava immobile nonostante
si spegnessero i fanali mentre
a senso unico passavano automezzi
roboanti ridondanti fermi al rosso
di un semaforo totale che stava
fermo al fondo della via senza
scampo sotto quegli alberi
stecchiti e secchi mi ricordo
che addirittura operai e anche
qualche impiegato
qualche impiegata
si fermavano
e magari stazionavano come per
darsi un saluto un abbraccio
persino un bacio ma era tanto
tempo fa tra gli stecchi spezzati e
rotti tuttora matura e si spacca
un finto sole melograno
sala macchine senza scopo
terminali spenti fosfori cadenti
pavimenti pavimenti
cavi seriali impolverati

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