Le scimmie… (42)

13 novembre 2004
Pubblicato da

di Dario Voltolini

sulla cassettiera c’era un ventilatore
è tutto per scherzo a Fukkomukko
così almeno sembra
il forestiero non crede che sia da prendersi sul serio
tutta la questione
invece un giorno come un altro
quando uno dei due uomini era via lontano
l’altro si è portato la pistola all’altezza della testa
e si è sparato
quando sono arrivati era già morto
per terra nell’ufficio
e adesso non si può più pensare che tutto sia uno scherzo
no
non lo si può più pensare (anche se
forse sarebbe stato meglio
per tutti
se fosse stato tutto solamente
uno scherzo
una vicenda teatrale) se non per sbaglio
il tempo compresente
c’era una lezione da imparare
un perno immobile
tutto roteava attorno
accanto al caminetto
l’amico del pescatore appisolato
la nebbia saliva dalla città bassa
annullava il roseto arcuato
le mani intrecciate
ascoltavano la lezione
attenzione
passa anche l’ultimo giovedì
senza che ve ne accorgiate
sul lungofiume hanno steso le coperte
i teli lacerati
e aspettano la gente rannicchiati
è già inverno
giù in centro hanno sparso
dell’altra segatura sul pavimento
sono rimasti senza ostriche
per tutta la settimana
che peraltro se ne era andata via lentamente
come se non le importasse
come se non fosse successo niente
anche sul ponte non rimanevano i ragazzi
in tutte le strade fumava la nebbia
c’era già all’inizio
e ci sarebbe sempre stata
date queste condizioni atmosferiche
e questa temperatura
la città stava nel gomitolo
la sua pelle diventava dura
c’era una lezione da imparare
l’ultima di una serie infinita
tutte quelle cose da sapere
non finivano mai

Tag:

25 Responses to Le scimmie… (42)

  1. pongo il 13 novembre 2004 alle 01:38

    Sì, sono sempre io, sotto mentite spoglie, cioè nickname. Noto che Voltolini ormai ha deciso di infliggerci tutta la solfa. Questo è un fatto allucinante, evidentemente tollerato con imbarazzo dai suoi compagni, che non dicono un tubo, giustamente – secondo me – imbarazzati dall’insignificanza del suo testo.
    Può anche darsi che non trattandosi né di prosa né di poesia, sia un testo di altro tipo. Resta il fatto che come prosa è pessima e che non è per niente poesia. Voltolini, cosa cazzo tai facendo?

  2. dario il 13 novembre 2004 alle 01:39

    E che cosa ne so di cosa sto facendo? Dimmelo tu, Spurgo!

  3. pingo il 13 novembre 2004 alle 01:40

    Stai facendo seghe.

  4. dario il 13 novembre 2004 alle 01:40

    E allora?

  5. Lucio Angelini il 13 novembre 2004 alle 08:14

    La masturbazione – a lungo andare – provoca cecità.

  6. andrea barbieri il 13 novembre 2004 alle 10:41

    Lucio Pingo e Pongo ma perché vi collegate? Potete fare tante altre cose invece, una vasca in piazza per esempio, allora perché perdere tempo col pianeta delle scimmie?

    Ho provato a far leggere il testo a qualche voce demo di quel sito indicato da Dario ma non so se mi convince, mi sa che bisognerebbe proprio creare una voce apposta.

  7. Lucio Angelini il 13 novembre 2004 alle 11:04

    La tua, per esempio, così ricca di sfumature all’umbertina. Che ne dici, Barbiè?

    P.S. Tranquillo. Passeggio in Naz.Ind. nelle pause di una traduzione. Appena mi stufo, tolgo il disturbo.

  8. dario il 13 novembre 2004 alle 11:20

    Dài, Lucio, resta. Fare quattro chiacchiere è sempre una buona cosa.

  9. GiusCo il 13 novembre 2004 alle 11:30

    Perché Voltolini non potrebbe affondare di scimmie NI? Le scimmie siamo noi.

  10. Lucio Angelini il 13 novembre 2004 alle 12:33

    Dario, sei veramente un carino e non prendi a male le mie battute, a differenza di altri musoni. Un amico, peraltro, mi ha appena parlato benissimo di te, scimmie a parte.

  11. andrea barbieri il 13 novembre 2004 alle 13:45

    Hai ragione Lucio, ti volevo censurare, ma non è colpa mia, un disco volante pieno di madame è sceso sul mio terrazzo, sono entrate dalla finestra aperta tutte vestite da sera, mi hanno minacciato. Senti quel tuo amico non potrebbe mettere una buona parola anche per me con loro?
    Cavolo! ti devo salutare, stanno tornando.

  12. andrea inglese il 13 novembre 2004 alle 15:14

    strana questa forma mentis da cliente deluso, che batte i piedi per terra, sventola il biglietto strappato. Volete indietro i soldi per aver letto un testo che non vi piace? Io ve li ridarei sti’ soldi. Ma a chi mai li avete dati? NI non è un servizio al pubblico pagante. Sono proposte di lettura, individuali e libere. Quindi come dice Barbieri: non vi gusta, passate oltre. Volete dirci che non vi piace? Una volta credo sia abbastanza.

  13. fabio il 13 novembre 2004 alle 17:45

    come al solito andrea inglese ha ragione. però per favore: basta co’ ‘ste cazzo de scimmie. manco al bioparco, diobono.

  14. gabriella il 13 novembre 2004 alle 18:09

    Penso proprio che le scimmie ci faranno compagnia ancora per mooolto, mooooltissimo tempo… ah sì, Dario ci sommergerà di scimmie fino alla resa finale, già la mutazione è in atto: stamane mi sono svegliata con una magnifica coda e ora mi sto dondolando appesa al ramo di un albero…

  15. Lucio Angelini il 13 novembre 2004 alle 19:41

    Andrea Inglese non ha affatto ragione. Nazindia è un blog collettivo che vuole intrecciare (così in ‘Chi siamo’)”scambi e confronti, e a volte anche scontri”: mi auguro ***anche*** con i lettori e non solo tra i Magnifici Venti (fondatori), altrimenti a che pro istituire un servizio commenti?
    Chi si propone a un pubblico, grande o piccolo che esso sia, ha il dovere di accettarne le reazioni: applausi, fischi e quant’altro.
    Internet, per sua natura, suggerisce testi di moderata lunghezza, più che interi saggi o poemi di diverse migliaia di versi. Voltolini fa benissimo a “testare” qualche campione della sua opera, meno bene a ostinarsi a propinarla in toto, non importa se in più o meno comode rate quotidiane.
    Volgarissimo, poi, l’accenno al denaro: “Visto che NON ci pagate, mangiate quello che passa il convento, zitti e mosca.”
    Nessun mittente ha senso senza uno o più destinatari. E un blog, in qualche modo, ha a che fare con la comunicazione. O no?

  16. dario il 13 novembre 2004 alle 19:45

    Fabio mi fa riflettere. Io credo che sia tutto nel mio diritto di mettere tutte le scimmie che voglio qui dentro, senza nemmeno un’ombra di esitazione. Vorrei che fosse chiaro. D’altronde, il motivo per cui ho cominciato a mettere le scimmie in rete era quello di vedere un po’ che cosa potevano pensarne altre persone, tanto per rendermi conto. E devo dire che questo obiettivo l’ho di fatto raggiunto – e ci tengo a ringraziare quelli che se le sono smazzate e hanno avuto anche voglia di dire qualcosa in merito. Non so come utilizzerò le cose che sono emerse. non necessariamente utilizzerò le critiche per censurarmi, o gli incoraggiamenti per incoraggiarmi. Ma insomma, qualcosa io ne ho ricavato, e anche di interessante, direi. Per dirla tutta, io credo che farò così: arriverò fino a 50, più o meno, poi lascerò perdere. Se vorrete ancora commentare le scimmie, ve ne sarò grato. In ogni caso, se tra voi c’è qualche fuori di testa che vuole leggersi tutte le scimmie, magari me le chiede e io gliele mando, come ho fatto con il caro Tommaso Giartosio. Ok?
    Ciao e grazie
    Dario

  17. dario il 13 novembre 2004 alle 19:48

    Mentre scrivevo il commento precedente è arrivato quello di Lucio, che ho letto solo dopo aver postato il mio. Insomma, anche Lucio ha le sue ragioni. Penso che indirettamente io abbia risposto anche a lui nel mio post. Riciao. D

  18. andrea inglese il 14 novembre 2004 alle 10:18

    caro Angelini la questione non è “prendete quel che passa al convento e zitti”: le reazioni sono parte del gioco, visto che esiste uno spazio per i commenti; l’assurdo non è scrivere sotto un pezzo “è una stronzata” (è già una forma di reazione alla proposta); assurdo è decidere quello che uno avrebbe il diritto o no di mettere nel proprio blog; dettare il palinsesto.

  19. Lucio Angelini il 14 novembre 2004 alle 12:52

    Tesoro, un conto sono i diritti (compreso quello di essere autolesivi), un conto la disponibilità a ridimensionare eventuali iniziative risultate poco congruenti al mezzo.
    Ti immagini se io, come commento, ti scaricassi un messaggione di 50 KB solo perché non è stata precisata alcuna lunghezza massima di interventi?

  20. Lucio Angelini il 14 novembre 2004 alle 13:06

    Errata corrige: intendevo 50 gigabyte:-)

  21. andrea barbieri il 14 novembre 2004 alle 21:11

    Oltretutto è un testo di altissima qualità che Voltolini passa gratis e in anteprima sul blog. Le ragioni piuttosto sarebbero per ringraziarlo.

  22. dario il 14 novembre 2004 alle 21:23

    Caro Lucio, stavolta hai detto una cosa non alla tua altezza. Non sto nemmeno a dirti in qyuale senso, tanto lo capisci da solo. Colgo l’occasione per dire a tutti che mi fermo comunque a 50, cioè a metà. Ciao
    D

  23. Lucio Angelini il 14 novembre 2004 alle 22:09

    Caro Dario, tutto quello che dico è alla mia altezza, nel senso che lo penso davvero. Ribadisco che, secondo me, non è possibile cogliere il senso di un’opera come ‘Scimmie’ leggendola in questo modo, cioè a spizzichi e bocconi. O si ha il testo tutto intero, o non ci si raccapezza.
    Ribadisco, poi, che la lettura on line è faticosa, e che è inutile mandare articoli o commenti eccessivamente lunghi, anche se spezzettati in dickensiani “instalment”. È vero che la casalinga di Voghera riesce a seguire con puntualità migliaia di puntate di Beautifil in TV, ma i navigatori in rete non sono altrettanto metodici e pazienti.
    Detto ciò, non sentirti meno libero di prima di arrivare alla puntata 100, se il tuo progetto lo prevedeva. Io sono l’ultimo arrivato in questo blog e la mia opinione conta come il due di coppe a briscola. Posso, al limite, già desistere da ulteriori “contributi”:-)
    Un bacione.

  24. dario il 14 novembre 2004 alle 22:46

    Lucio, ma quale “senso dell’opera”? Io non lo so se ha senso, so di certo che non è un’opera (lo sarebbe se fosse il risultato finale per voci sintetiche che progettavo). Invece il senso dell’operazione di metterlo in rete, quello c’è. Intanto, uno mica se lo deve leggere online, basta che lo salvi di volta in volta e poi lo incolli, ed ecco che io ho fatto il mio lavoro di comunicazione senza rompere il cazzo a nessuno (a NESSUNO, ok?). Tutto qui.
    Ciao
    D

  25. Lucio Angelini il 15 novembre 2004 alle 07:37

    Dii che ‘Scimmie’ non è un’ “opera”? Ma il termine ‘opera’ è così generico (rispetto a poema, romanzo, elzeviro eccetera) che lo si applicare anche al tuo lavoro. Come dobbiamo chiamarlo: “quella roba lì”?

    Quanto al ‘rompere il cazzo’, sai benissimo che Naz. Ind. ha una struttura a rotolo di carta igienica e, soprattutto quando si va nella parte interattiva (= Archivi), si passano interi quarti d’ora a srotolare Scimmie:-)



indiani