Le scimmie… (77)

di Dario Voltolini

con gli occhi semichiusi come se fossero
mezzi addormentati
mentre invece sono vispi e svegli come faine
si controllano a vicenda
fanno la guardia a certi territori più importanti
il frigorifero
il bagno (più o meno)
le camere da letto
la porta d’ingresso è scoppiata
vanno e vengono sbrindellati
ogni tanto ne riconosco uno
si portano in casa certe ragazze che non capisco dove incontrino
se ne stanno un po’ mescolate agli altri
poi svaniscono
la casa è un letamaio da qualche mese
un tugurio irrespirabile dove si procede scavalcando mucchi di cenci
di rottami
loro ciondolano con il pintone in mano
io mi sono ricavato un metro quadro dietro la dispensa
me ne sto lì a pensare
ciascuno di loro mi fa visita per un motivo preciso
ma non posso capire quale
sembrano la prosopopea dei miei pensieri
forse materialmente lo sono
non li controllo e non lascio che mi controllino
ma si sono presi lo spazio e bisogna considerarli
non si può fingere che la casa sia sgombra
che mi aspetti a certe ore silente e inattaccata
e io entro e chiudo la porta mi svesto mi bevo un bicchiere d’acqua
la luce nelle stanze ha avuto tutto il tempo di gonfiarsi
e se ne sta come una fetta di pandoro fra i muri
appena sfilacciata da me che passo silenzioso
tutto concentrato su qualcosa di cui la casa ignora i dettagli
ma conosce il risultato
era così una volta
prima che arrivassero questi energumeni uno dopo l’altro e poi tutti insieme
a fare qui da me il loro bivacco
il caravanserraglio senza inizio e senza fine
una volta sognavo strutture di metallo fatte di fili sottili che (come
reticolati) si alzavano nel cielo formando specie di gabbie (però
aperte in tutte le direzioni) nelle quali poteva capitare che si impigliassero
forme volanti e leggere
piumate
oppure cristalli colorati e scintillanti
tutto il castello cromato e agile saliva verso l’alto delle nubi
magari si inclinava ma sempre decollando
ecco (dicevo tra me e me)
questa è una forma sufficientemente astratta
da essere modello di qualcosa
ma non così concettosa da risultare
impossibile a visualizzarsi
(però non ho mai saputo dire il modello
di che cosa
) e ora mi è scomparsa dalla mente attiva
me la ricordo
struttura argentata e filiforme

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