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Appendice alla Terza Storia

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Or, per tornare al proposito, se dunque saranno dui, de’ quali l’uno si trova dentro la nave che corre, e l’altro fuori di quella, de’ quali tanto l’uno quanto l’altro abbia la mano circa il medesmo punto de l’aria, e da quel medesmo loco nel medesmo tempo ancora l’uno lascie scorrere una pietra e l’altro un’altra, senza che gli donino spinta alcuna, quella del primo, senza perdere punto né deviar da la sua linea, verrà al prefisso loco, e quella del secondo si trovarrà tralasciata a dietro.

Il che non procede da altro, eccetto che la pietra, che esce dalla mano de l’uno che è
sustentato da la nave, e per consequenza si muove secondo il moto di
quella, ha tal virtù impressa, quale non ha l’altra, che procede
da la mano di quello che n’è di fuora; benché le pietre abbino
medesma gravità, medesmo aria tramezzante, si partano (e possibil
fia) dal medesmo punto, e patiscano la medesma spinta. Della qual
diversità non possiamo apportar altra raggione, eccetto che le
cose, che hanno fissione o simili appartinenze nella nave, si
muoveno con quella; e la una pietra porta seco la virtù del motore
il quale si muove con la nave, l’altra di quello che non ha detta
participazione. Da questo manifestamente si vede, che non dal
termine del moto onde si parte, né dal termine dove va, né dal
mezzo per cui si move, prende la virtù d’andar rettamente; ma da
l’efficacia de la virtù primieramente impressa dalla quale dipende
la differenza tutta.
Giordano Bruno, La cena delle ceneri.

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Antonio Sparzani, vicentino di nascita, nato durante la guerra, dopo un ottimo liceo classico, una laurea in fisica a Pavia e successivo diploma di perfezionamento in fisica teorica, ha insegnato fisica per decenni all’Università di Milano. Negli ultimi anni il suo corso si chiamava Fondamenti della fisica e gli piaceva molto propinarlo agli studenti. Convintosi definitivamente che i saperi dell’uomo non vadano divisi, cerca da anni di riunire alcuni dei numerosi pezzetti nei quali tali saperi sono stati negli ultimi secoli orribilmente divisi. Soprattutto fisica e letteratura. Con questo fine in testa ha scritto Relatività, quante storie – un percorso scientifico-letterario tra relativo e assoluto (Bollati Boringhieri 2003) e ha poi curato, raggiunta l’età della pensione, con Giuliano Boccali, il volume Le virtù dell’inerzia (Bollati Boringhieri 2006). Ha curato due volumi del fisico Wolfgang Pauli, sempre per Bollati Boringhieri e ha poi tradotto e curato un saggio di Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia (Mimesis 2012). Ha quindi curato il voluminoso carteggio tra Wolfgang Pauli e Carl Gustav Jung (Moretti & Vitali 2016). È anche redattore del blog La poesia e lo spirito. Scrive poesie e raccontini quando non ne può fare a meno.
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