Depois di Cecìlia Meireles

Depois…

Depois que se navega,
a algum lugar, enfim, se chega …
– O que serà, talvez, mais triste.
Nem barca, nem gaivota:
somente sobre-humanas companhias.

Dopo

Dopo aver navigato
in qualche luogo, alfine, si arriva …
– Questo forse darà malinconia.
Non più barca né gabbiano:
solamente sovrumane compagnie.

di Cecìlia Meireles (Rio de Janeiro, 1901-1964).

Buon anno a tutti. A.

antonio sparzani

Antonio Sparzani, vicentino di nascita, nato durante la guerra, ha insegnato fisica per decenni all’Università di Milano. Il suo corso si chiamava Fondamenti della fisica e gli piaceva molto propinarlo agli studenti. Convintosi definitivamente che i saperi dell’uomo non vadano divisi, cerca da anni di riunire alcuni dei numerosi pezzetti nei quali tali saperi sono stati negli ultimi secoli orribilmente divisi. Soprattutto fisica e letteratura. Con questo fine in testa ha scritto Relatività, quante storie – un percorso scientifico-letterario tra relativo e assoluto (Bollati Boringhieri 2003) e ha poi curato, con Giuliano Boccali, il volume Le virtù dell’inerzia (Bollati Boringhieri 2006). Ha curato anche due volumi del fisico Wolfgang Pauli, sempre per Bollati Boringhieri e ha poi tradotto e curato un saggio di Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia, pubblicato presso Mimesis. Ha curato anche il carteggio tra W. Pauli e Carl Gustav Jung, pubblicato da Moretti & Vitali nel 2016. Scrive poesie e raccontini quando non ne può fare a meno. 

  4 comments for “Depois di Cecìlia Meireles

  1. Giorgios
    2 gennaio 2006 at 11:10

    Una bella poesia, concisa, evocativa, pieni di echi. Grazie.

  2. mag
    2 gennaio 2006 at 12:36

    mi ricorda Saramago quando descrive Lisbona.
    E’ nel”Nell’anno della morte di Richardo Reis” che si comincia tipo cosi:” la’ dove il mare si congiunge con la terra…” e dove si finisce in modo circolare con la stessa frase ma ribaltata?

  3. 2 gennaio 2006 at 12:41

    …”sovrumane compagnie…”
    Splendida elegia di ciclopeschereccio… :-)

  4. P.P.P.
    2 gennaio 2006 at 16:02

    Pus o meu sonho num navio
    e o navio em cima do mar;
    depois, abri o mar com as mãos,
    para o meu sonho naufragar.

    Minhas mãos ainda estão molhadas
    do azul das ondas entre abertas,
    e a cor que escorre dos meus dedos
    colore as areias desertas.

    Della grande Cecìlia Meireles mi piace ricordare questi bellissimi versi che, nella loro struggente levità, sfiorano il sublime. Qualunque cosa questa parola possa significare.

    Grazie, Antonio.

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