La settimana del depresso 1

1 novembre 2006
Pubblicato da

di Gianni Biondillo 

[inauguro quest’oggi la mia, appunto, deprimente, settimana del depresso. Qualche aforisma stracco, qualche endecasillabo disciolto. Più per, terapeuticamente, uscirne fuori che per altro. La posterità se ne dimenticherà subito. Anche la contemporaneità, se è per questo.] 

 

 

La tigre sotto il burrone, la tigre
sopra: appeso al mio ramo cedevole
assaggio la fragola: com’è amara! 

 

19 Responses to La settimana del depresso 1

  1. Simon le Bon il 1 novembre 2006 alle 09:10

    Tanto và la gatta Accardo che…
    che…

  2. Giancarlo Tramutoli il 1 novembre 2006 alle 10:03

    Secondo me
    tra la tigre di sotto
    e la tigre di sopra
    la fragola sarà agra…

  3. Fausto il 1 novembre 2006 alle 10:35

    ecco appunto
    ma perché N.I., che dovrebbe essere un importante momento di aggregazione culturale, si abbandona a tanta puerilità? Passa un adolescente, apre il suo diario e ci mostra le paginette in cui ha scritta che gli fa male il cuore.
    A questo siete ridotti ormai. Ma su, dai!!!

  4. Marco Saya il 1 novembre 2006 alle 11:21

    Segnalo…

    la raccolta di aforismi di Beno Fignon edita dalla San Paolo, prefazione di Pierangelo Sequeri, teologo di grande fama, vice preside della Facoltà di Teologia dell’Italia Settentrionale.

    “CAPACI DI INTENDERSI E DI VOLARE”
    pag. 94, euro 5.50. Lo trovate in ogni libreria, e vista “l’altezza” del prodotto e la “bassezza” del prezzo, potrebbe essere una buona strenna natalizia.

    “Prima ancora dell’esperanto, è stata la guerra mettere in contatto i popoli. Incrementiamola.”

  5. cara polvere il 1 novembre 2006 alle 12:38

    dopo indigestioni di aggregazione culturale spesso si cade in depressione[…]
    è il contrappasso, la maledizione di un cervello troppo rimpinzato di legna che alimenta il fuoco verso il buio magari, si crede, finalmente catartico… ma sempre buio… ora, se uno sente una fragola che sa di amaro, ben venga la sua sensazione “fisica” che, se tramandata o no, poco importa davvero dato che sembra che ogni cosa che ci viene tramandata in buona fede finisca in fondo al frigo tra petti di pollo ammuffiti e burro in pensione . suvvia.
    un saluto
    paola

  6. Cicciomezzanotte il 1 novembre 2006 alle 13:44

    io stong con saviano.

  7. Marco Albanesi il 1 novembre 2006 alle 14:27

    Contribuisco alla settimana del depresso con una scritta murale che a terni ha fatto storia:

    “Quanno pozzo m’appallozzo…spesso pozzo!”
    M

  8. maria (valente) il 1 novembre 2006 alle 17:43

    Caro G. Biondillo, dal momento che condividiamo le stessa settimana del depresso, le dedico le parole di una mia vecchia amica- Maga che disse:

    “per arrivare al Cielo servono solo un sassolino e la punta di una scarpa.”

    Bonjour tristesse? Adieu tristesse…

  9. andrea inglese il 1 novembre 2006 alle 18:59

    ottima gianni: ma è una depressione molto salgariana e variopinta, da giungla, non da sottotetto grigio.

  10. Bengurion il 1 novembre 2006 alle 19:13

    veramente, è una depressione zen – che c’entra salgari?

  11. ros il 1 novembre 2006 alle 19:30

    ohi!

  12. tashtego il 1 novembre 2006 alle 19:35

    propongo una variante assolutamente sostanziale.
    vediamo:
    La tigre sotto il burrone, la tigre
    sopra: appeso al mio ramo cedevole
    assaggio la fragola: com’è dolce!

  13. ros il 1 novembre 2006 alle 19:55

    ma con una tigre sotto e una tigre sopra che me ne frega della fragola. spero solo che il ramo non ceda!

  14. maria (valente) il 1 novembre 2006 alle 20:21

    @ Fausto e a tutti quelli che si sentono molto “Faust” e poco “(t)Roll” e che non smettono di denigrare questa splendida redazione con la solita lagna del “c’era una volta” e “a che siamo ridotti” e “non ci sono più le mezze stagioni” etc etc etc… dirò che
    “…tra i quattro miliardi di ostaggi del tempo,
    abitanti l’unico asilo temperato
    del cosmo, era stato Joe l’alieno ( e aggiungo gli Indiani di N.I.2) a capire per primo
    che l’io condizionato è un riflesso condizionato, che guarire
    si può soltanto con una valvola.” ( da “Homo sapiens correctus” di Durs Grunbein)

    Ps: dalla cerebrogravità si può guarire!

  15. IL REGNO il 1 novembre 2006 alle 20:43

    qualche padre più nobile di un naziskin dell’est?

  16. Chiara Mantesi il 1 novembre 2006 alle 21:02

    In effetti Bengurion ha ragione. Biondillo fa riferimento ad un noto apologo Zen, ribaltandolo. Che poi il sig. Tashtego cita (credo proprio volontariamente) con la sua correzione.
    Ma come siete dotti qui su NI, senza essere pesanti. Anche Maria (Valente) mi è molto simpatica.
    Ciao, Chiara

  17. C. Leso il 1 novembre 2006 alle 22:01

    *dalla cerebrogravità si può guarire*

    certo che se il medico è un cerebrogravissimo con la gamba di legno, la vedo bruttina (come appellarsi alla Merlin per riaprire i casini)…

  18. maria (valente) il 2 novembre 2006 alle 13:50

    @ C. Leso e a tutti noi (anche tu Chiara mi sei simpatica)

    Il grande significato scancellato-
    il cancello etimo
    rete di sbarrette a perpendicolo
    (lesioni, legioni)
    (il mio nome è legione)
    lesione

    Andrea Zanzotto

  19. bruno esposito il 2 novembre 2006 alle 16:34

    Nazione Indiana dovrebbe essere un importante momento di aggregazione culturale ? Oddio, perchè non me l’avete detto prima. Che ci faccio qui ?



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