Poesie erotiche (si fa per dire)

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di
Francesco Forlani

Corri a perdere fiato
perdere terra
e i sensi
in una luminosa istanza
un imbrunire della pelle
ai primi raggi di sole
ai primi baci

*
di come ad ogni tuo respiro
pare perfino il tempo cosa viva
ed io tra dita e vita
-che poi fa lo stesso-
in duco e scorporo collana
di piccole perle
di piccole gemme
come una corona di non detti
che se mi inchino è per guardarti dentro
e tra le gambe tue
– ricordo solo le caviglie belle –

in un palmo di mano
l’anima tua farà da ostello

*

ungimi delle tue promesse
sfregami con le tue carezze
disunghiami coi baci
slabbrami di pazienza
disfami di tutta la distanza
e parlami se taci

*

vorrei sentirti dentro
sopra sotto
al centro oppure al fianco
intorno in testa e in capo
in dorso in braccio
accanto

*

fà che il tuo desiderio mi raggiunga
che d’ogni suono rumore fruscio stacco
possa avvertire il tocco
dei tacchi

*

dilago in carne

tua come se

fossi un osso.

*

ti porterò con me
tra le gambe
e il cielo
(in petto)

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  26 comments for “Poesie erotiche (si fa per dire)

  1. Nunzio Festa
    14 settembre 2007 at 10:55

    caro Francesco,

    si toccano contatti, pensieri – Immagini (forse, purtroppo), Ma cose sempre per tutto belle e belle

    b!

    Nunzio Festa

  2. véronique v
    14 settembre 2007 at 11:12

    Voce personale da Francesco.
    Poesia Bella, di pelle erotica.
    Il corpo amoroso è disorientato, non è più il centro, il centro è cambiato.
    I sensi nel vertigo (tra gambe) diventano pazzi.
    Il corpo si alza verso il cielo, il cielo è il petto che si alza contro il sole;
    Non si vede più il corpo, si annega nel corpo amato.

  3. Anastasia
    14 settembre 2007 at 11:13

    Toi aussi
    Ana

  4. massey
    14 settembre 2007 at 11:48

    aggrappati una notte
    all’asse terrestre
    incerti se salire
    o lasciarsi cadere

  5. 14 settembre 2007 at 12:00

    belli questi tuoi versi, forlani.

  6. 14 settembre 2007 at 12:01

    voglio dire che te li invidio, forlani.

  7. 14 settembre 2007 at 12:02

    bella anche l’immagine, forlani.

  8. mi bugo con l'ago
    14 settembre 2007 at 12:16

    dove sono i buchi?

  9. do-re-mi
    14 settembre 2007 at 12:23

    ma il fa con l’accento?

  10. Chapuce
    14 settembre 2007 at 12:36

    che belle!!!

    sono per me…?

    ;-)

  11. sparz
    14 settembre 2007 at 12:46

    sì, il fa’ con l’accento, che tipograficamente può sostituire l’apostrofo, perché è l’imperativo del verbo fare.
    Effeffe, delizioso il sandaletto. Bellissimo il testo (ma perché quell’in petto tra parentesi finale? Andava tutto benissimo anche senza.
    …come una corona di non detti…

  12. effeffe
    14 settembre 2007 at 12:49

    me l’avevà segnalatò un amicò in corso di post
    però l’hò lasciatà così per non deludere gli alvarchisti
    tanto fà lo stesso
    effeffe

  13. antonio sella
    14 settembre 2007 at 13:09

    la seconda persona singolare dell’imperativo presente del verbo fare è apocope di fai, per cui fa’.

  14. 14 settembre 2007 at 13:43

    Tout coeur

  15. véronique v
    14 settembre 2007 at 13:51

    Ho capito il petto tra parentesi finale come un accordo musicale, un sospiro, il petto associato al corpo, un corpo stellare ma divago …

  16. effeffe
    14 settembre 2007 at 14:02

    …e infatti così lo intendevo. Anzi lo intendetti. Infatti Antonio, se non avessi messo la parentesi il verso sarebbe suonato un pò (po’, scherzavo),
    porterò il cielo in petto

    effeffe
    @diamonds
    tout corps

  17. 14 settembre 2007 at 14:56

    Bello: “corri a perdere fiato”

  18. Paola
    14 settembre 2007 at 23:30

    ..in un palmo di mano
    l’anima tua farà da ostello..

    é che non ho potuto non vedere
    il palmo di King Kong,
    la sua mano comoda.
    Immagine la tua che mi riflette
    un’anima che (si) protegge (nel) l’altra.

    abbracci dal lato di qua,
    Paola

  19. jolanda catalano
    15 settembre 2007 at 00:26

    Duttili come una carezza,liquidi come gli occhi del desiderio.
    Caldi ed eleganti come l’eros che li ha scaturiti.
    Complimenti
    jolanda

  20. straelena
    15 settembre 2007 at 02:05

    belli belli! :)

  21. Gabriela
    16 settembre 2007 at 14:05

    “ungimi delle tue promesse
    sfregami con le tue carezze
    disunghiami coi baci
    slabbrami di pazienza
    disfami di tutta la distanza
    e parlami se taci”…

    non so, sembra qualcosa tra “Silvano” di Enzo Jannacci e “Strategie” degli Afterhours…

  22. ruggero solmi
    16 settembre 2007 at 19:36

    belle. fuori dal solito giro del poetame d’amore. si sente la passione del soggetto macho ma sensibbbile, un perfetto “uebersexual”.

  23. il prudente gibbone
    17 settembre 2007 at 12:08

    M’è venuto duro: dunque una bella poesia.

  24. dege
    17 settembre 2007 at 12:50

    non male. la parentesi finale, secondo me, che odio le parentesi, è invece un colpettino di genio. però, furlan, manca la dedica. ‘ste poesie vanno dedicate, devono dare frutti, altrimenti a che servono?

  25. francesca tini brunozzi
    17 settembre 2007 at 22:57

    …e io me le leggo e me le dedico, ecco.
    anzi prima calzo pure le miu miu così staccheggio e svaporo a tempo.
    ciao effeffe, belle poesie, belle scarpe.
    frau

  26. dege
    18 settembre 2007 at 00:38

    fai bene, frau.

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