Amore à crédit

fullsize-copy

Il sonno condiviso
di
Pasquale Vitagliano

E pensare che ci siamo spartiti il sonno
sopra un plaid a scacchi,
senza che l’arrocco riuscisse a salvarmi.
Lasciami andare come vai tu, in tutte le direzioni.

Quante volte me lo sono detto,
come un rubinetto che perde acqua;
Quante volte ho cercato di risparmiarmi,
mentre invece conto i centesimi della mia insistenza.

E tu, comunque, sei ancora qui,
mentre io mi trovo via, dall’altra parte
della strada; a specchiarmi dietro le vetrine
ed a guardami in tasca, se ho ancora da vivere.

Qualche cosa avanza sempre alla fine della spesa

Print Friendly, PDF & Email

11 Commenti

  1. la poesia ha il coraggio di guardare negli occhi la verità, nello scavarsi in tasca gli avanzi per vivere.

    rinnovo ancora un abbraccio, con parole tue che amo:

    Me stesso ancora

    “Me stesso ancora”
    stava scritto sull’insegna
    che hai strappato dal muro,
    come un lampione fulminato in un
    quartiere dissolto e bianco di desolazione.

    Me la sono ripresa,
    staccandola dalla tua bocca,
    tesa e lucente come una lama sul fianco.
    E l’ho stirata nel corpo di un’altra, e poi
    me la sono cucita sulla pelle come due labbra.

    Tirato come una lamina, rimetto a posto la via,
    non più sperduta come un latrato, ma vociante
    come lo stormo di passi che accorrono certi.

  2. Nuje,
    ‘e dduie ‘nammurate,
    comme ‘a ggente
    ce chiammava
    dint’o vico,

    cchiù d’o suonno

    ce simmo spartute
    ‘a famme,
    ll’ombra

    e,

    ‘a morte.

    – Accideme – me dicette essa.
    E, i'(io) ‘n ponta mezanotte,

    comme ‘nu lupo mannaro,
    ‘a sbranaie,

    facennela piezzo a piezzo.

    – ‘O core,
    magnete ‘o core,

    primma ‘e murì
    doppo ‘e me.

    si passate
    p’e strade
    chin’e pòvere(polvere)

    e sentite ddoje voce
    ca rideno e pazzeano

    nun ve spaventate

    anze,
    auniteve a nnuje:

    simmo nuje,
    e dduje ‘nammurate,
    comme ce chiammaveno
    dint’e viche d’o centro antico.

    Transit Scarpantibus

  3. Ho sentito la linea che fa la distanza nella poesia.
    Che rifletta le vitrine? La solitudine del poeta verso
    la vita ridotta al centisimo.

    Si parla di una vera solitudine, scarna.
    Essere d’altra parte della strade, uno sbaglio,
    senza speranza di incontro.

    E’ una poesia dolce e triste.

  4. Grazie a Natàlia e a Vèronique per i loro giudizi ormai attesi e sempre appassionati. Sto cominciando ad affezionarmi a voi.
    Grazie anche alla bravissima Anna LB. Spero le siano piaciute anche le poesie di Amnesia. Mi auguro che questo dialogo con voi possa continuare, alimentato da continua passione poetica.
    Bello anche il controcanto anonimo di transit.
    PS: Che dire a FF… ? A presto.

  5. Pasquale,
    grazie.

    ll’anonimato però,
    è ll’urdema cosa:
    s’adda leggere cioè sentì
    chello ca se scrive; chesto
    è a cosa ‘mportante.
    Tutt’o riesto, bene o malr,
    è pubblicità

    ciao.

    Transit Scarpantibus

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Buena Vista Social: Alessandro Trocino

di Alessandro Trocino
Janek Gorczyca è uno scrittore. C’è il suo nome in calce alla copertina di «Storia di mia vita», appena uscito da Sellerio. Che effetto t'ha fatto? «Boh». È uno scrittore ma anche una persona che ha vissuto per anni per strada, dormendo nelle tende, sulle panchine, nelle strutture abbandonate.

Les nouveaux réalistes: Gennaro Pollaro

di Gennaro Pollaro
Il signor Aiello mi spiega - senza aprire bocca - in quale luogo sarebbe sensato trovarsi l’origine delle mie preoccupazioni. Muove le mani sulla sua testa come a formare un cerchio e poi tira fuori ancora quel maledetto pendolo.

Rêveries

di Mirco Salvadori
Il diario di bordo di una due giorni dove è questione di pratica di gioventù e di trasmissione generazionale. Un'esperienza tradotta in uno scritto che speriamo incontri con piacere i lettori di Nazione Indiana. M.S.

Memento Moro

Poesie di Alida Airaghii
Come nei Sillabari di Goffredo Parise, dove sono i luoghi a fare le persone e le persone i titoli dell'abécédaire in questa raccolta è il tempo a definire l'ordine, e la storia a sconvolgere la cronologia mutando la semplice successione degli anni- le poesie sfilano come date precise, giorno, anno...

Les nouveaux réalistes: Luigi Macaluso

di Luigi Macaluso
Narrano le cronache non scritte di Trizzulla, paese dell’entroterra madonita, che all’indomani della legge Merlin l’arrivo del nuovo parroco don Basilicò fu accompagnato dalla presentazione d’un prodigio: la nipote Lina, meglio nota alla memoria dei fedeli come l’Ovarola o la Moglie del Serpente.

Avanguardia Vintage: l’intervista

a cura di di Nadia Cavalera
"C’è un brano di Kafka che dice che la scrittura deve essere come un’ascia, che rompe uno strato di ghiaccio. Per cui, sostanzialmente, al povero lettore gli diamo, come dire, delle botte sulla testa."
francesco forlani
francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. , L'estate corsa   Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: