Tag: poesia contemporanea

L’ora stabilita di Francesco Filia

di Daniele Ventre

Al di là della prima impressione a caldo, non si può avere un adeguato confronto con un’opera come l’Ora stabilita di Francesco Filia senza seguirne passo a passo gli snodi interni. Lo spazio dato a una presentazione non è luogo opportuno per un commento perpetuo, e tuttavia è l’opera stessa, talvolta, a imporne in qualche misura la necessità, a richiedere al critico questa piccola messa solenne, questa strana liturgia della spiegazione sistematica della parola.… Leggi il resto »

La poesia come esercizio d’estraneità

di Andrea Inglese

[Il testo che segue è stato incluso nell’antologia curata da Gian Maria Annovi e Thomas Harrison Ends of poetry per la rivista “California Italian Studies”, Volume 8, Issue 1, 2018]

Non credo troppo alla fine della poesia, anche se tutto prima o poi finisce, a partire dal sole stesso, che come tutte le stelle dell’universo ha una data di scadenza. Non ci credo, perché esattamente come facevo io più di vent’anni fa con un poeta più vecchio e affermato di me, oggi un giovane trentenne mi spedisce il suo primo libro, o delle sue poesie inedite, nella speranza che io gli fornisca un mio giudizio o le pubblichi sulla rivista in rete a cui collaboro. Più di vent’anni fa non c’era la rete, e tutte le riviste erano cartacee, e inoltre era un poco più facile capire chi fosse o meno un poeta affermato nell’ambito della poesia.

A Girl Named Carla e The Girl Carla: analisi comparata e commento delle due traduzioni inglesi de La ragazza Carla di Elio Pagliarani

(Estratto di un articolo che apparirà completo su Testo a Fronte giugno 2019).

di Antonio Perrone

1. Storia traduttologica ed editoriale

1.1 Introduzione
Il poemetto di Pagliarani ha una storia traduttiva abbastanza cospicua: in circa un cinquantennio a partire dalla sua prima apparizione completa nel 1960, è stato tradotto in alcune delle principali lingue europee, come il castigliano , il tedesco e l’inglese .… Leggi il resto »

Non so cosa sia la poesia, ma qualcosa ho imparato dai poeti

[Questo testo è incluso in Poesie e prose 1998-2016. Un’autoantologia, pubblicata per Dot.Com Press nel 2018]

di Andrea Inglese

E poi scrivi la tua biografia intellettuale, mi ha detto Biagio Cepollaro, spiegandomi come funzionava questa cosa dell’autoantologia. Io naturalmente ho risposto felice all’invito, perché il progetto è davvero bello, perché l’invito è venuto da un amico che io ho a lungo considerato nel mio percorso poetico come un fratello maggiore, ossia uno che ne aveva già viste prima di me, e che aveva avuto tempo di elaborare illusioni e disincanti, scoperte e punti morti.… Leggi il resto »

Costanzo Ioni – Stive

di Daniele Ventre

La poesia di Costanzo Ioni vive da sempre nella dimensione verbo-motoria della performance, tanto che quando appare nello spazio bianco della carta stampata, vi si ritrova come confinata, deprivata in parte del suo effetto perlocuzionale. Una volta di più questo fenomeno si riscontra per i testi, fra verso e “iper-prosa”, raccolti nella silloge Stive (il suo secondo libro, dopo Prêt-à-porter del 1985), edita per i tipi di Guida nel 2017 e prefata da Antonio Pietropaoli.… Leggi il resto »