La balena 52 Hertz e altre storie

di Evelina De Signoribus

Una cosa che mi piace fare nella vita è ascoltare o osservare gli animali, a volte solo immaginarli. Capita che attraverso la poesia prendano loro la parola, tra fatti atroci realmente accaduti e altri più belli al limite della fantasia.
Ringrazio Marco Petrella che spesso mi accompagna con i suoi disegni.

Immagine di Marco Petrella

La balena 52 Hertz 

C’è stato un inizio nell’oceano
dove ogni singola goccia batteva in me.
Ho ascoltato attentamente
l’acqua che ribolliva di rancore
l’acqua che schiumava di naufragio
l’acqua placata dai raggi di sole.
Ho imparato a cantare con le onde

ma nessuno mi sentiva e allora
ho fatto ciò che non si può
ho aperto un varco con la voce
in mare aperto.
Ora navigo di vibrazioni
e risalgo gli abissi.
Sono io, sola, il mistero di tanto blu.

 

La balena 52-hertz sembra essere l’unico esemplare che canta emettendo suoni alla frequenza di 52 Hz e, per questo motivo, non è udibile dalle altre specie di balena. Viene così chiamata “la balena più solitaria del mondo”. Ringrazio Elisa per avermene parlato.

 

Orsa KJ2

Mi ha dato luce il tempo
come un bocciolo appena schiuso
nel chiaroscuro del bosco

sotto lo sguardo attento di una madre
inseguo una foglia
mi spavento per una biscia.

Cresciuta, si alza la mia voce
e mi assimilano alle tenebre
ma non chiamo il buio, richiamo il figlio.

Lo riparo ancora mentre ormai lontana
la lingua del fuoco acceso dall’uomo
sancisce una tregua

l’abbandono a un sogno più umano.
In questa frazione è il suo disarmo che è pace,
la mia consolazione.

 

“Troppo pericolosa per gli uomini”. Per questo l’orsa KJ2 è stata uccisa dagli agenti del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento. Aveva aggredito un uomo, aveva i piccoli con sé. In molti abbiamo sperato fino all’ultimo che ciò non accadesse.

 

Costanza floreale

Senza vento, nel torpore
silenzio dell’estate, sono l’ape
in equilibrio sospesa
apparentemente innaturale.

Costante, leggera, orizzontale
aspetto un fiore, quel fiore solo
per riprendere a volare.

 

L’ape  è “fedele” ad una specie di fiore scelto dall’inizio alla fine della fioritura. Questo fenomeno dal nome bellissimo, si chiama “costanza floreale”.

 

L’ inseparabile

Insieme eravamo un solo nome
ma spenta la tua voce,
ti chiamo ancora, senza pace:
un sentiero di versi pungenti
cercano spazio
in questa mia piccola gola.

Se non rispondi  non sono,
se non canti qui dove mi trovo
altro non sento e di nuovo
rimango al buio.

 

Gli inseparabili, sono dei pappagallini colorati che devono il loro nome al fatto che formano coppie stabili che passano molto tempo vicine, lisciandosi le piume a vicenda. Si dice che non possono vivere senza la compagna o il compagno che hanno scelto per la vita.

 

Gli stambecchi

Oltre il limite del bosco
dove gli stambecchi hanno riposo
nel cielo si staglia una roccia

sotto, il cupo dirupo

tutto è spoglio e
il vento non può portare il fuoco

lì è già origine
dove tutto è sempre

e ti sento oltre
la gravità dell’aria

o in una musica, altrove.

 

Non ho mai visto uno stambecco dal vivo e mi sono sempre chiesta dove avessero riposo. Verso il cielo forse, in equilibrio, dove possono ascoltare le voci che noi, a volte, crediamo svanite. A Ilaria.

 

La trota

Levigo il corpo nella corrente
come un sasso d’acqua dolce
liscia lucente sono un pesce.
Risalgo la corrente, torno dove non ero
all’uovo deposto, al suono del bosco.

Durante la notte più di un grido.
Fa una pausa la curva dell’infinito
nessun suono ora,  nessun lamento
un pianeta in silenzio color argento.

 

A Foce di Monte Monaco, territorio dei monti Sibillini, si narra che per mano dell’uomo un laghetto artificiale si prosciugò in una sola sera. Gli abitanti sentirono per tutta la notte grida e urla e solo la mattina capirono l’accaduto, davanti a una distesa di trote ormai morte.

 

L’Elefantessa

Straziata dal dolore e dal perché
scendo al fiume per un sollievo
e per darlo a te, ancora non nato
nello stupore del ventre

voglio  lasciarti in tempo
nel tempo dell’acqua materna
come un pesce colorato,
via nella corrente, via dal male

via dalla terra senza sale.

 

L’ultima brutale notizia di pochi giorni fa: ad un’elefantessa viene offerto del cibo imbottito di petardi. Si dirige verso il fiume per trovare sollievo, dove morirà con il suo piccolo in grembo.</em

francesca matteoni

Curo laboratori di poesia e fiabe per varie fasce d’età, insegno storia delle religioni e della magia presso alcune università americane di Firenze, conduco laboratori intuitivi sui tarocchi. Ho pubblicato questi libri di poesia: Artico (Crocetti 2005), Higgiugiuk la lappone nel X Quaderno Italiano di Poesia (Marcos y Marcos 2010), Tam Lin e altre poesie (Transeuropa 2010), Appunti dal parco (Vydia, 2012); Nel sonno. Una caduta, un processo, un viaggio per mare (Zona, 2014); Acquabuia (Aragno 2014). Dal sito Fiabe sono nati questi due progetti da me curati: Di là dal bosco (Le voci della luna, 2012) e ‘Sorgenti che sanno’. Acque, specchi, incantesimi (La Biblioteca dei Libri Perduti, 2016), libri ispirati al fiabesco con contributi di vari autori. Sono presente nell’antologia di poesia-terapia: Scacciapensieri (Millegru, 2015) e in Ninniamo ((Millegru 2017). Ho all’attivo pubblicazioni accademiche tra cui il libro Il famiglio della strega. Sangue e stregoneria nell’Inghilterra moderna (Aras 2014). Tutti gli altri (Tunué 2014) è il mio primo romanzo. Insieme ad Azzurra D’Agostino ho curato l’antologia Un ponte gettato sul mare. Un’esperienza di poesia nei centri psichiatrici, nata da un lavoro svolto nell’oristanese fra il dicembre 2015 e il settembre 2016. Abito in un borgo delle colline pistoiesi. 

Tags:

  1 comment for “La balena 52 Hertz e altre storie

  1. Serenella
    1 Luglio 2020 at 16:33

    Nelle tue parole c’è tutto di te. Sono parole delicate e leggere, ma allo stesso tempo graffiano, arrivano al cuore delle cose, senza mai diventare opprimenti.

Comments are closed.